Samp-Roma, Kownacki vs Schick: quando l’allievo supera il maestro

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SAMPDORIA-ROMA, IL FACCIA A FACCIA – Dopo il pareggio per 1-1 contro l’Inter, la Roma scende subito in campo allo Stadio Luigi Ferraris per sfidare la Sampdoria, match valido per il recupero della terza giornata del girone d’andata di Serie A. Rimasti a Milano dopo la gara di San Siro, i giallorossi, quinti in classifica a quota 40, sono ancora a caccia di una vittoria che manca ormai da più di un mese. L’ultimo successo, infatti, risale al 16 dicembre 2017, quando la squadra di Eusebio Di Francesco, all’Olimpico, superò il Cagliari grazie alla rete in extremis di Federico Fazio. I blucerchiati, invece, sesti a -7 dalla Roma, arrivano al match forti della vittoria casalinga per 3-1 contro la Fiorentina, partita che ha visto Fabio Quagliarella autore di una splendida tripletta. La presenza dal primo minuto dell’attaccante di Castellammare di Stabia è però in forte dubbio per un problema al flessore accusato durante la gara contro i viola.

KOWNACKI, L’EREDE DI SCHICK – In caso di forfait di Quagliarella, chi potrebbe prendere il suo posto è sicuramente Dawid Kownacki, attaccante polacco etichettato in patria come il nuovo Lewandowski e considerato da tutti l’erede di Schick. Un paragone, però, che non va giù al centravanti classe 1997: “Io sono Dawid Kownacki. Schick è fortissimo, Lewandowski è il centravanti più forte al mondo, è polacco come me, ma ripeto: io sono Kownacki e voglio che la gente mi conosca come Kownacki”. E la gente, in effetti, ha già iniziato a riconoscere e ad urlare il suo nome. L’ex Lech Poznan, infatti, arrivato a Genova per raccogliere il pesante lascito dell’attaccante della Roma, sta andando molto più forte del suo predecessore: finora sono 6 i gol in 13 partite, uno ogni 52′ (tra campionato e Coppa Italia). Il ceco, invece, lo scorso anno, era arrivato allo stesso punto della stagione con un bottino totale di 6 reti in 18 gare, uno ogni 104′. Kownacki sulle orme di Schick, dunque, con la speranza di approdare presto in lidi più prestigiosi. La Juve già si è fatta viva. Intanto, però, Marco Giampaolo se lo coccola, rimarcando le differenze con Schick: “Patrik vedeva la porta, ma giocava bene anche da lontano. Kownacki gioca in profondità, ha forza ed è esplosivo. Tra qualche anno diventerà molto forte”.

SCHICK, RITORNO AL PASSATO – Quella di domani sera non sarà una partita qualunque per Patrik Schick. Per la prima volta, infatti, l’attaccante giallorosso farà ritorno al Ferraris, in quello stadio che l’ha abbracciato, cresciuto e coccolato. Il ceco si troverà di fronte ai suoi ex tifosi, ai suoi ex compagni, ma soprattutto di fronte a quel tecnico che l’ha trasformato da diamante grezzo a gioiello. Un gioiello, però, che a Roma fatica ancora a splendere, complice qualche infortunio di troppo e una crescita sotto il punto di vista mentale non del tutto completata. “Deve capire prima di tutto quello che voglio io e fare le cose con più cattiveria e determinazione. In questo Patrick deve crescere e deve migliorare”, ha sentenziato Eusebio Di Francesco in conferenza stampa, alla vigilia del confronto con la Sampdoria. Una mancanza di fiducia nei propri mezzi che ha portato il numero 14 della Roma a collezionare finora un solo gol in 10 presenze tra campionato e coppe (3 delle quali dal primo minuto). L’assist per la rinascita, questa volta, potrebbe fornirglielo uno che da sempre è abituato più a metterla dentro che a servire i compagni, ma che comunque nell’ultimo periodo sta rappresentando in toto la crisi della squadra di Di Francesco: Edin Dzeko. Il numero 9 giallorosso, infatti, è ad un passo dal Chelsea: questo trasferimento consentirebbe a Schick di prendersi una maglia da titolare al centro dell’attacco capitolino. Uno scenario difficilmente concretizzabile per il match di Genova. “Dzeko dal 1′? Oggi come oggi sì. Se oggi Dzeko è un giocatore della Roma deve giocare”, ha annunciato il tecnico giallorosso. Da non escludere, però, che i due possano giocare insieme dall’inizio. “Ho tanti giocatori non al top o che sono usciti durante la partita non al meglio, per questo potrei modificare il mio assetto”, ha rivelato l’allenatore capitolino. Insomma, Dzeko-Schick in avanti è più di un’idea. E magari chissà, proprio dai piedi del bosniaco, potrebbe arrivare un altro regalo. Un altro assist. Ma questa volta sul campo.

Daniele Moretto

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