CONFERENZA STAMPA – Oggi, venerdì 3 marzo, mister Spalletti incontra la stampa a Trigoria per presentare la sfida tra Roma e Napoli, valida per la 27° giornata di Serie A. A partire dalle 15 il tecnico parlerà del match in calendario il giorno seguente, sabato 4 marzo (ore 15.00).

LA CONFERENZA STAMPA

“C’è poco materiale, solo Florenzi e Nura fanno il lavoro corretto per questo percorso, uno di completamento ed uno all’inizio. Oggi ci sono tutti, il dottore chiama sempre quelli che il giorno prima hanno avuto qualche difficoltà, secondo che numero ci vuole bisogna partire in anticipo per preparare l’allenamento. Hanno risposto tutti presenti, anche se ci saranno da valutare alcuni dettagli che comporta una partita di quel livello lì”.

Paesano Roma Radio, Come si riparte?
“Si apre un mondo qui, la possibilità di tirare in ballo il nostro percorso ed il mio. Da quando faccio questo lavoro ho perso circa 200 partite, ho preso 700-800 gol. Noi da quando siamo qui si è giocato circa 60 partite, se ne è riperse 11-12, si è ripreso tanti gol. Tutte le volte che ho perso partite ho avuto qualcosa da dire e soprattutto i giocatori hanno avuto qualcosa da fare. Su queste 60 in 27 abbiamo fatto almeno tre gol, per cui domani e al derby io avrò qualcosa da dire e la squadra avrà qualcosa da fare e probabilmente non sarà facile, ma sicuramente non sarà impossibile”.

Vespasiani Roma Tv. Squadre ferite dalla Coppa Italia:
“La partita di domani è difficile, delicata. Ci vorrà tantissima attenzione, forza e qualità. Penso di poter dire la stessa cosa di loro, anche se io penso di aver già detto tutto del Napoli e di Sarri. Siamo vissuti nella stessa terra e sappiamo quando mandarci messaggi o pensare al proprio orticello. Ora è il momento di pensare a casa nostra. Anche il Napoli è una squadra matura, i nostri calciatori ci hanno costretti a definirli maturi. Dentro questa partita ci vorrà tutta la maturità guadagnata in questo percorso. Mi aspetto quelle prese di posizione e quelle scelte dei momenti della partita dove ci vorrà il soffrire, il saper difendere e capire il momento giusto dove spingere e andare al di là delle reali possibilità del momento. E’ vero che le partite sono ravvicinate e che portano via energie, noi non siamo stanchi. Dobbiamo andare a giocare questa partita con le stesse possibilità del Napoli anche se ha riposato in giorno in più. Non si vuole far compassione a nessuno, non ci garba”.

Mangiante Sky Sport, Perotti ed El Shaarawy potrebbe essere utili?
“Non siamo stanchi e siamo pronti. Sapevamo di questo periodo e di queste partite. Quelli che sono obblighi, rapporti o possibilità, ma c’era questo pacchetto di gare da fare e può comportare che si possa cambiare qualche calciatore e probabilmente sarà così anche domani. Squadra comunque nelle condizioni di fare la partita, come ha fatto nel derby. L’ho rivista e tutta questa differenza, anche se il risultato ci penalizza e loro sono avvantaggiati per il ritorno, noi la partita l’abbiamo fatta e a lunghi tratti molto bene”.

Mangiante, Sky Sport. Fattore in cui la Roma è più forte del Napoli?
“Quando ci sono due squadre forti così, con calciatori di questo livello, è difficile dire siamo assolutamente più forti in questo. Un leggero vantaggio nella scelta del momento può essere annullato e l’altro può prepararsi prima a quello che succede. Secondo me siamo due squadre forti, altrimenti non potremmo essere lì a portare avanti questi numeri, valutando da quando sono arrivato. Sono due squadre di cui la società, i dirigenti, gli allenatori e i tifosi possono andare orgolgioso, si vede che c’è un lavoro professionale dietro e una serietà di comportamento e identificazioni di quelli che sono i colori. Non ci sono grossi vantaggi dove possiamo dire spingiamo lì. Ci sono cose che sappiamo fare ma dove gli altri sanno comportarsi”.

Zucchelli Gazzetta dello Sport. Normale che un ragazzo come Rudiger debba sentire certe cose come i ‘buu’?
“Per arrivare alla pari con il calcio europeo e quelle che sono le scelte in giro per il mondo che riguardano il tentativo di annullare il razzismo dal calcio, penso che ci sia bisogno di un percorso di posizione etiche. Vedere questi risultati, senza nessun significato da un punto di vista di presa di posizione non aiutano e ci fanno rimanere dietro, distanti da quello che è il calcio europeo. Non vedo significato educativo in queste prese di posizione, bisogna essere ben decisi come fanno all’estero ed attaccare chiunque evidenzi questo problema. E’ un problema delle persone in generale essere razzisti. Avevo un amico che si chiamava il raro,perché ha gli occhi azzurri ed era cieco. Quando avvertiva una persona davanti spalancava gli occhi come se ti guardasse, i razzisti meriterebbero di vivere ‘da raro’ (non vedente), avrebbero la possibilità di vedere le persone per quello che dicono, che cuore hanno, anziché valutare per il colore della pelle”.

Maida Corriere dello Sport. Può spiegarci cosa è successo tra Milano ed il derby? Calo di tensione?
“Spero che i miei calciatori abbiano capito meglio, l’ho già spiegato. Noi si aveva il pallino in mano, all’inizio si è fatto molto bene. In questo avere il pallino in mano poi bisogna andare a giocare dentro il traffico e lì diventa pericoloso e se ci vai a giocare essendo distante dai due che lasciavano per le ripartenze (Felipe e Immobile), è chiaro che questi messi in condizione di poter ribaltare l’azione in un campo largo poi devi essere bravo ad avere una distanza corretta, perché dal recupero al trasferimento di palla passa poco tempo. Anche se sei vicino sono abbastanza fisici. Loro hanno sfruttato diverse ripartenze su questo episodio, col passare dei minuti lo abbiamo fatto meno bene ed hanno trovato spazi da attaccare. Sono stati bravi in questi spazi concessi, poi la partita si è sviluppata facendola sempre ma senza sfruttare ipotetici episodi importanti che siamo riusciti a crearci. Poi loro hanno ribadito nello stesso modo ed hanno portato il risultato della partita al sicuro per quel primo turno lì. Noi si è fatto anche un forcing con il rischio di perdere equilibrio ma non abbiamo concesso molto. Ora bisogna pensare a quella successiva di partita, non è che si possa modificare quello che è successo ma bisogna dare seguito a quello che è stato il comportamento in generale che ci ha portato a fare questo tipo di analisi. Bisogna dare continuità alla scelta in generale fatta, a quello che è stato fatto come numeri. Non dobbiamo fermarci lì, dobbiamo fare tesoro degli errori commessi e andare oltre. Siamo proiettati verso l’obiettivo futuro che avevamo preso di mira all’inizio del percorso”.

Menghi Il tempo. Paura che stiano sfuggendo di mano gli obiettivi?
“Questa c’è sempre, prima di ogni partita non si sa mai il risultato. Se ad inizio anno mi avessero detto tu sei a questo punto, mi sembra rispettoso quello che è stato il conseguimento di questi risultati. Il confronto è sempre con la Juventus che sta facendo un percorso miracoloso. Questi numeri qui sono quelli che l’anno scorso aveva la Juventus, siamo andati oltre a quello che avevamo l’anno scorso. La paralo paura stride molto, mi dà fastidio e mi stimola il confronto. Vediamo se sei così brutto e cattivo da farmi paura. Per quanto riguarda lei non è così. Loro hanno il 70% noi il 30%. Loro hanno festeggiato, noi no. Fa parte dei giochi, della risultanza, loro hanno mandato messaggi su tutti i telefoni. Molti sfottò sono vintage, ma è pieno il mio telefono. Il proprietario di casa mia è uno di quelli e mi ha detto di tutto, cosa che io non ho fatto a loro quando è successo il contrario. Ma va bene, posso aggiungere che sono tanti, ma non mi era mai capitato che sono avvenuti alla fine del primo tempo. Noi si porta avanti i nostri numeri e si va a tentare di dire qualcosa, in considerazione di quella che è la differenza che abbiamo davanti. Nonostante la differenza avrò delle cose da dire e i giocatori faranno delle cose”.

Fagnano Rete Sport. Luis Enrique lascerà il Barcellona, tempistica che può influenzare la stagione?
“Probabilmente Luis Enrique a note è messo peggio di me. Quante note gli avete fatto? Io non lo so quello che è la considerazione di questa possibilità di discorsi fatta lì o qui. Potrebbe essere una differenza una cosa detta in un ambiente come quello di Barcellona o di Roma. Come mai può essere una differenza? Qui probabilmente la cosa corretta per quanto mi riguarda sarebbe informare la società e ne fa l’uso che gli pare. La società deve essere informata. Qui ci siete voi, ci sono cacciatori di teste che portano frequentatori al mondo del calcio, quelli che portano dentro il movimento frequentatori, le radio portano beneficio, contenuto. C’è una passione dialettica sulle partite e quello che succede, portano valore, sostanza, beneficio. Tutti in giro ne parlano in maniera diversa, poi aprono dibattiti di 24 ore, a volte arrivano a 26 ore al giorno, qui è più difficile, nell’andare a cercare l’aggettivo giusto si vanno a percorrere strade che non sono state dette. Penso che qui sarebbe giusto dirlo alla società, se devo prendere una decisione, se la società mi chiama la risposta la do alla società”.

Rossomando Tele Radio Stereo. Non ha paura che Dzeko possa essere stanco?
“Secondo me a Milano ha giocato una grande partita, l’altra sera è stato sotto tono. Per dire che è stanco ci vogliono diverse partita. La partita sbagliata può succedere. Uno come lui che ne fa due o tre in un certo modo gli può essere abbinata un po’ di stanchezza ma per il momento bisogna fare come abbiamo sempre fatto con tutti, avere numeri che danno delle valutazioni. I professionisti che fanno elaborazioni dei dati e un po’ d’occhio che diventa la cosa più pratica per andare a trovare la soluzione”.

ROMANEWS.EU SEGUE LA CONFERENZA IN TEMPO REALE

© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO