Durante a RN: “Gerson? Aspettiamo… Bruno Peres ha grandi potenzialità”

0
BRASILIANI AS ROMA – Quella di Eusebio Di Francesco è una Roma che parla brasiliano, grazie alle ottime prestazioni fino a questo punto della stagione di alcuni dei verde-oro presenti in rosa. Abbiamo ascoltato chi, come Sabatino Durante, da anni si occupa del calcio sudamericano e questi calciatori li ha seguiti dagli inizi in Brasile fino all’affermazione in Europa, per capire le potenzialità della colonia brasiliana a Roma e comprendere il loro stato di forma attuale.

Juan Jesus, Gerson ed Alisson sono tre delle sorprese più liete della Roma di Di Francesco. Si aspettava questo exploit? Dove arrivano i meriti dei giocatori e dove quelli del mister?
“Credo che sia moltissimo farina del sacco dell’allenatore. I giocatori c’erano anche l’anno scorso e, tolto Alisson, che comunque quando è stato chiamato in causa si è ben comportato, sia Juan Jesus e Gerson in passato hanno stentato. Su Gerson poi io aspetterei ancora un po’. E’ vero che a Firenze ha siglato due gol, ma credo per una valutazione migliore vada visto ancora. Nessuno può discutere le sue qualità tecniche, ma resta comunque di difficile collocazione tattica. L’esperimento di farlo giocare largo a destra (in fascia) al Franchi ha dato ragione a Di Francesco al quale auguro infinito successo perché oltre ad essere un tecnico eccellente è una ottima persona. Confesso che non avrei mai immaginato che la Roma potesse compattarsi, essere squadra e giocare bene in così poco tempo. Sono andati via giocatori importanti, ha smesso Totti, e tutti sappiamo cosa rappresentasse Francesco per la squadra e tutto l’ambiente… Tanti cambiamenti si metabolizzano male normalmente e soprattutto ha bisogno di un anno. La Roma invece ha superato gli ostacoli rapidamente. Merito di Di Francesco e di Monchi, che vedo un ds molto vicino al gruppo oltre che uno intenditore di calcio”. 

Restando sul portiere giallorosso, volevamo proporle un parallelo con Ederson del Manchester City: Alisson è stato pagato 8 milioni di euro, mentre l’ex Benfica 45. La differenza di prezzo, rispecchia anche una differenza di potenziale? Il numero 1 romanista, deve temere per la sua leadership nella Seleção?
“Ederson. Gli specialisti del ruolo me lo definiscono un grande profilo, qualcuno mi consiglia addirittura “fuoriclasse”. Nella gerarchia della Selecao, Alisson è il numero uno e questo la dice lunga sull’affidabilità del portiere giallorosso. La differenza del prezzo l’ha fatta la dinamica del mercato. Chi è stato già sondato da altri campionati in Europa e ha dimostrato di poter eccellere, ha sempre un valore più alto di chi arriva da un altro modo calcistico e si porta dietro tutte le incognita di un adattamento al nuovo paese, al nuovo campionato. Poi l’Inghilterra è ricca e quel mercato ha parametri economici molto più alti del nostro. Poi Alisson, non scordiamocelo, ha passato un anno di apprendistato ed anche questo ha un costo, è un costo. Stesso discorso per Gerson. E’ arrivato pagato con l’etichetta di 18 milioni di euro e per quel prezzo in Italia devi essere pronto per l’uso ed invece è stato ed è ancora, secondo me, uno studente di talento che sta ancora in fase di studio e deve passare ancora l’esame di maturità”.   

Per tre brasiliani che stanno facendo benissimo, ce ne è uno che continua a non convincere: Bruno Peres. I limiti mostrati sono legati alle sue qualità tecniche oppure ad un palcoscenico troppo esigente?
“Bruno Peres è un giocatore di grandi potenzialità fisiche e tecniche, è un diamante grezzo e mi sono permesso sempre di definirlo così prendendomi anche gli improperi di molti tifosi del Toro quando lui fece un paio di prestazioni eccellenti e una in particolare contro l’Inter. Purtroppo il talento non basta nel nostro campionato e lui non si è sgrezzato del tutto, ancora fa errori in fase difensiva e in fase offensiva dà spinta ma erra ancora un po’ troppo nelle finalizzazioni, nei passaggi e nei cross. Non ha avuto la evoluzione che serve per giocare in una squadra di prima fascia come la Roma. Ma diamogli tempo perché le qualità le ha e forse il Mister riuscirà a completare l’opera anche con lui”.

Un pensiero su Leo Castan.
“Abbiamo molti amici in comune, uno su tutti Fabio Carille, l’attuale allenatore del Corinthians che lo scoprì e lo portò a Timao. Fabio mi parla benissimo, ma molti altri, mi parlano di Castan come un ragazzo straordinario. E’ stato anche uno dei migliori difensori del nostro campionato prima dell’intervento chirurgico. Ora non ha raggiunto quel livello di efficienza. Io sono stato molto vicino a Graziano Vinti, che, all’epoca era portiere del Perugia, ebbe la stessa malattia e lo stesso “intervento” del brasiliano. Graziano era un promettentissimo portiere, dopo ha fatto una ottima carriera ma non ha raggiunto mai il top che era nelle sue possibilità. Spero che per Castan sia diverso”.    

Chi consiglierebbe a Monchi sul mercato sudamericano?
Manderò, in realtà l’ho già fatto, un whatsapp al Direttore (Monchi, ndr) e al mio rientro in Italia passerò a trovarlo. E’ prima di tutto un grande appassionato di calcio ed è un competente. Io ho sempre odiato chi non ha passione e competenza per questo sport. Lui è uno di quei pochi che hanno passione e competenza. Credo che andremo d’accordo. Il calcio è pieno fino al collo di mercanti a cui del calcio frega un fico secco.    

 

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here