Con Bayern e Real il Siviglia di Monchi

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IL TEMPO (E.Menghi) – È un ping-pong tra i piedi della Roma e l’urna di Nyon: il destino non è solo questione di fortuna, ma una buona pesca è sempre un buon inizio e i giallorossi, dopo aver ribaltato i pronostici nel girone di ferro eliminando l’Atletico Madrid dalla Champions, ora incrociano le dita e sperano di sfruttare il vantaggio che di solito spetta ai primi della classe. Il sorteggio si terrà in Svizzera, lunedì alle 12, e stavolta le palline non passeranno tra le mani di Totti, che rappresenterà il club assieme al dg Baldissoni senza salire sul palco. Le seconde «terribili» non mancano, i campioni in carica del Real Madrid e la corazzata Bayern Monaco sono i bussolotti da cui stare lontani, ma con tutti i paletti imposti dall’Uefa la Roma ha il 33% di possibilità di scontrarsi con le più forti. Poteva andare peggio nel caso in cui il Napoli fosse riuscito nel miracolo, perché le potenziali avversarie dei giallorossi si sarebbero ridotte da 6 a 5. Da regolamento, infatti, non possono esserci derby agli ottavi, per cui niente italiane (per ora).

Esclusa la Juventus e il Chelsea già incontrato nel girone, la società di Trigoria può capitare con le due superpotenze allenate da Zidane e Heynckes, oppure con le più abbordabili Basilea, Shakhtar e Porto, ma c’è un altro incubo che potrebbe concretizzarsi, a livello personale: Monchi potrebbe vedersela con il «suo» Siviglia. Con un cuore diviso a metà: «Vorrei che il mio vecchio club finisca più in alto possibile, perché se è secondo la traversata non mi renderebbe molto eccitato. In generale vorrei evitare le squadre spagnole, soprattutto perché abbiamo giocato con l’Atletico Madrid e alla fine sono situazioni complicate da gestire». L’auspicio del direttore sportivo è stato smentito dai fatti, il Liverpool in goleada ha chiuso primo nel gruppo E, spedendo gli andalusi nell’urna delle papabili avversarie. La Roma, quantomeno, ha evitato i Reds che solo a nominarli fanno venire i brividi per quei maledetti rigori, e rimpianti, in finale nel 1984. Con il Porto si giocherebbe invece la rivincita dopo l’eliminazione nel doppio preliminare dell’agosto 2016, un vero disastro a cui la squadra di oggi, che sembra aver fatto il salto di qualità mentale, potrebbe porre rimedio. O almeno provarci. Lo Shakhtar ha battuto il Napoli in casa e lo stesso ha fatto ieri con il Manchester City, andare in Ucraina per un’altra rivincita degli ottavi 2011 non sarebbe una passeggiata, ma come tutte le «capoliste» la Roma giocherà la gara di ritorno in casa, un altro piccolo vantaggio sulla carta.

I «mali» evitati dai giallorossi possono presentarsi al cospetto della Juventus seconda, che può sperare solo nel Besiktas. Lo spauracchio più grande è il fenomenale PSG, il resto parla inglese: Manchester City e United, Liverpool e Tottenham. Di Francesco ha complicato le cose ad Allegri, perché il Chelsea secondo ha una scelta limitata, visto che sono quattro le connazionali ai primi posti. I Blues possono capitare solo con Barcellona, PSG e Besiktas, dunque possono togliere la più forte o la più debole delle possibili avversarie dei bianconeri. Le peggiori terze classificate, invece, finiranno nell’urna-2 del sorteggio per i sedicesimi d’Europa League, quella da cui pescherà la Lazio: Celtic, Spartak Mosca e Borussia Dortmund, oltre al Napoli che non può essere abbinato a un’altra italiana. Evitato il rischio Atletico Madrid dell’ex Simeone. Le luci sul grande palcoscenico si riaccenderanno dopo la pausa invernale: le gare di andata degli ottavi di Champions sono previste il 13-14 e 20-21 febbraio, mentre le sfide di ritorno si disputeranno il 6-7 e il 13-14 marzo.

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