EDITORIALE – Finisce 3-1 Roma-Juventus. Quanti lo avrebbero immaginato di uscire dall’Olimpico con un risultato del genere? La finalista di Champions League completamente soggiogata da Spalletti che tira fuori dal cilindro finalmente una partita preparata a regola d’arte. E i giocatori che scendono in campo in completa simbiosi con uno stadio, questa sera da brividi. Tutto ci mettono qualcosa in più, tutti o quasi concentrati dal 1’ all’ultimo minuto. A Higuain si lasciano le briciole e un assist che si trasforma nel vantaggio beffardo di Lemina che non aveva mai segnato in campionato. Destino crudele: alzi la mano chi non ha pensato in quel momento, “ecco siamo alle solite”, partita finita e tutti a casa. Dura però solo 4 minuti il vantaggio dei campioni d’Italia, 4 minuti in cui la reazione giallorossa prende le sembianze di De Rossi che non si ferma davanti a nulla, nemmeno all’amico e compagno di Nazionale Buffon. Solo 4 minuti. Annotatevi bene questo numero.

LA REMUNTADA – Inizia la rimonta della Roma: prima con El Shaarawy poi con uno strepitoso Nainggolan che fa venire giù l’Olimpico. E poi la maturità nel gestire il risultato, lo stadio che osanna Totti, l’unico e solo capitano. Spalletti che, al solito, proprio non ce la fa a voltarsi verso la panchina per dire a Francesco di togliersi la tuta. E nel frattempo i minuti scorrono e il sogno di rimandare la festa scudetto degli juventini diventa realtà. Al 90’ entra lui, il numero 10, quello che gli altri numeri 10 scendono in campo per salutare, quello che quando entra lui i telefonini e gli accendini si illuminano che nemmeno fossimo a un concerto rock.

DI SORRENTINO LA REGIA DA OSCAR – Ecco che la serata adesso è perfetta. E’ la grande bellezza, forse per Sorrentino ne guidava la regia da bordo campo. Fatto sta che finisce 3-1, 3 +1 fa 4. E torna il numero 4. Roma che sorpassa nuovamente il Napoli e si piazza salda al 2° posto. Juventus che non festeggia in casa altrui e che anzi da domani dovrà guardare un po’ di più negli specchietti retrovisori. La banda Spalletti soffia sul collo, ora è a -4. A due gare dalla fine, sì, ma è a – 4. E ancora il 4. E se avete giocato qualche volta ai 4 cantoni, sapete che lo scopo del gioco è scambiarsi di posto occupando il cantone libero. Rimarrà solo una chimera vedere scambiarsi i primi due posti della classifica di Serie A ma se quattro mi dà quattro perché non provarci?

Giulia Spiniello

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