Piacentini: “Spalletti? Ora i dubbi sul rinnovo li ha la Roma, non lui!”

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SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Stefano Agresti a Radio Radio: “Ieri la Lazio non ha vinto, ha umiliato la Roma, che con una direzione arbitrale normale sarebbe stata disintegrata 4 o 5-0. Sentire Spalletti che parla di episodi è imbarazzante, come è imbarazzante la società che continua ad aspettarlo...

Gianluca Piacentini a Tele Radio Stereo: “Speriamo di resistere in questa posizione di classifica, non arrivare secondi sarebbe veramente un problema per questa Roma. Perché la Roma ieri in mezzo al campo non si mangiava l’erba? È una domanda che ci facciamo da anni. Per arrivare terzi con questa rosa ce ne vuole. Spalletti? A questo punto i dubbi sono della Roma, non i suoi. Non so con quale spirito potrebbe rimanere ad allenare la Roma. Totti? Mi ha fatto impressione sentire le parole di Biglia nei suoi confronti, mentre dalla parte della Roma c’è un silenzio quasi imbarazzato, ne parlano già come se fosse un dirigente”.

Federico Nisii a Tele Radio Stereo: “Se la Roma esce da Milano con una sconfitta, per il secondo posto è finita. L’analisi è tutta in una domanda: che succede dentro la Roma? Perché da anni si avvelena e si sporca tutto, riducendo tutto a brandelli? A Trigoria c’è un meccanismo di autodistruzione. Spalletti a un certo punto è diventato vittima delle sue stesse ombre, si è dissolto. È un allenatore bravissimo, ieri invece sembrava l’allievo ubriaco di Zeman. È un allenatore che non si fa più seguire dalla squadra. Cos’è successo in 3 mesi? Dov’è questo clic di autodistruzione a Trigoria che smonta tutto? Non vale solo per Spalletti, vale per tutti. Pensate a Ranieri e Garcia. Provo a suggerire una risposta, semplice ma drammatica: a un certo punto nessuna delle componenti della Roma pensa alla Roma. Finché non cambia questa dinamica, anche uno come Conte non riuscirebbe a fare quello che ha fatto altrove. Vedere Totti uscire col sorriso dopo una partita del genere mi ha fatto male. Il caso Totti si è aperto nel 2011 quando è cambiata proprietà, poi non si è mai chiuso. Dzeko? I gol si pesano, non si contano”.

Adriano Serafini a Tele Radio Stereo: “C’è qualcosa che corrode chiunque entri dentro Trigoria, c’è un’aria di dismissioni totali, cosa che io trovo abbastanza folle. I derby e le partite si perdono, ma quando sei costretto ad affrontare sempre le stesse situazioni senza trovare spiegazioni… Io ho visto dei derby persi quest’anno con diversi atteggiamenti tattici. Allora cos’è che non va? È sotto gli occhi di tutti il fatto che Inzaghi abbia stravinto su Spalletti in questa stagione, gli vanno fatti i complimenti. Io vedo una squadra devastata negli ultimi 2 mesi, ma da cosa dipende questo? Io non credo che Spalletti sia diventato improvvisamente un cretino. Vedo un allenatore aggrappato a qualcosa che si sta sgretolando. Ci sono dei giocatori che si sono spenti, che non gli vanno più dietro”.

Alessandro Austini a Tele Radio Stereo: “Ieri è stata una giornata triste. La squadra ha girato male ed i calciatori hanno giocato male: si sono piegati dinanzi alla prima difficoltà e all’avversario. Secondo me la Lazio, se avesse avuto più cattiveria, avrebbe inferto una sconfitta molto più pesante alla Roma. Spalletti è stato presuntuoso, il suo è stato un grave errore perché dopo tre derby già giocati non ha imparato nulla. La squadra era messa male in campo: giocatori svogliati e non lucidi. La palla girava lentissima e si cercava sempre Dzeko anche se era marcato da tre uomini. I complimenti ad Inzaghi sono sacrosanti. L’atmosfera allo stadio è stata tristissima: i romanisti sembravano in minoranza. Per molti tifosi la Roma è diventato un motivo secondario: per come la vedo io, ieri si è chiusa un grande era di tifo. Anche la questione su Totti mi sta rattristendo molto. Il suo finale di carriera è triste. Anche il capitano sta sbagliando perché non fa chiarezza sul proprio futuro e si sta rovinando, stiamo a maggio e si sarebbe dovuto far chiarezza prima. Alla fine, però, le colpe sono della società che avrebbe dovuto prendere delle decisioni molto tempo prima. Totti è diventato lo strumento più semplice per affossare la Roma”.

Gaetano D’Agostino a Romanews Web Radio: “Secondo posto a rischio? “L’obiettivo della Roma rimane il secondo posto, se Monchi sta lavorando deve farlo sotto traccia. Dei rinnovi si parlerà dopo, adesso si deve pensare solo al secondo posto perchè il resto sono cavolate. Da ora sono sicuro che si parlerà solo del secondo posto, perchè c’è paura di non arrivarci. Bisognava pensarci già da due settimane. C’era la convinzione di avere in tasca il secondo posto e invece non è così. Il Napoli è in grande forma. Fazio e Rudiger out a Milano? Stiamo vicino alla squadra e sosteniamoli, poi a fine anno si tireranno le somme. Concentriamoci sull’obiettivo secondo posto. La Juventus con l’Atalanta ha subito dei torti arbitrali ma non ha protestato più di tanto, la squadra è andata avanti perchè c’è un obiettivo. I giocatori ascoltano le radio e si creano gli alibi, a Roma è facile crearsi gli alibi. La Roma ha bisogno di vincere, anche una coppetta del nonno, ma deve vincere qualcosa”.

Marco Madeddu a Tele Radio Stereo: “Speriamo di vedere un finale di stagione migliore rispetto al momento attuale. Secondo me la presenza del presidente è fondamentale: lui può anche rimanere a Boston, ma l’appoggio non deve mancare. La Roma ha pochissime possibilità di arrivare seconda in campionato”.

Ubaldo Righetti a Tele Radio Stereo: “I calciatori della Roma non hanno saputo leggere le situazioni: sono stati tutti impreparati. Mi dispiace che Strootman, calciatore che stimo moltissimo, abbia fatto una simulazione, una scentata del genere. Non so Bruno Peres cosa voglia fare da grande… Sono preoccupato per il futuro”.

Franco Melli a Radio Radio: “Inzaghi è l’allenatore-rivelazione del campionato. La Lazio con meno ingiustizie arbitrarli e con più “forza politica” sarebbe entrata in zona Champions. In questa città ci sono tantissime radio e giornali che osannano e celebrano la Roma ma nessuno pensa alla Lazio. Dzeko? Ha segnato tanto ma solo nelle partite facili, in quelle decisive non segna mai e la Roma non vince. Spalletti ieri ha parlato di sconfitta per due deviazioni. Se fossi la dirigenza farei una profonda riflessione sull’allenatore se, come temo, la Roma perdesse il secondo posto”.

Furio Focolari a Radio Radio: “Il Napoli merita il secondo posto e se la Roma non dovesse raggiungerlo, io società, caccerei via Spalletti. Le accuse sulla sconfitta di ieri vanno fatte soprattutto a Spalletti: i derby di Coppa Italia non gli sono bastati per capire come gioca la Lazio. Spalletti, da circa due mesi, sta sbagliando tutto. Ha perso tante partite. La Roma resta una grande squadra, ma il vero problema è l’allenatore giallorosso che in conferenza stampa continua a dire solo stupidaggini”.

Augusto Ciardi a Tele Radio Stereo: “Ieri sono usciti fuori tutti quanti i problemi della Roma. Qualcosa di buono c’è ma molti calciatori e l’allenatore sono stati sopravvalutati. La scelta di inserire Bruno Peres ieri, è paragonabile a quella di aver schierato dall’inizio Gerson contro la Juventus a Torino. Ora tutti finiscno nel calderone, allenatore compreso, anche se non è il capro espiatorio. Ciò che è successo ieri fa molto male. In casa Roma, ognuno si sveglia e dice ciò che vuole: non c’è coordinazione. Milan-Roma non deve e non può essere una partita alla pari: loro hanno perso in casa contro l’Empoli e pareggiato contro il Crotone… In questo momento serve chiarezza sull’allenatore. Ora contano i fatti, ed i fatti dicono che ultimamente Spalletti sta sbagliando. Negli ultimi cinque anni, con tutti gli allenatori che abbiamo avuti, tutte quante le partite fondamentali le abbiamo sbagliate, partendo dall’eliminazione contro lo Slovan Bratislava. Tutte le partite fondamentali sbagliate. Ieri la Roma al primo tentativo d’attacco della Lazio, si è spaventata ed è uscita fuori dal campo”.

Alvaro Moretti a Radio Radio: “La Roma ha fallito tutti gli appuntamenti importanti. Questo mi pare il grande tema di questo rush finale per il secondo posto. La squadra di Spalletti non va soprattutto dal punti di vista della personalità. Nainggolan, per esempio, è uno di quelli che in questi momenti si nasconde. E Dzeko sabglia i gol decisivi”.

Roberto Renga a Radio Radio: “Per il secondo posto vedo favorito il Napoli. La Roma non la capisco, non trovo certezze, ma ce la può ancora fare. La squadra di Sarri può fare 12 punti nelle prossime quattro, la Roma no. La squadra giallorossa quest’anno ha perso sette volte in campionato e se le sommi a quelle delle coppe fanno diventare la stagione bruttina”.

Ilario Di Giovambattista a Radio Radio: “Strootman ha accettato una ladrata, doveva ammetterlo che non era rigore. Se c sarà prova tv si beccherà due giornate. De Rossi, a 34 anni, capitano della Roma, non può fare quello che ha fatto. Lui e l’olandese mi sono scesi molto. Non lo posso accettare”.

Mario Mattioli a Radio Radio: “Il problema della Roma è la mancanza della piramide societaria. Questo fa male alla squadra e lascia da solo il tecnico che negli ultimi mesi ha auto delle variazioni di umore che sono imbarazzanti. Fin quando non metteranno un punto fermo in quello che è l’organizzazione della società, la Roma non farà mai niente. Non ha l’assetto psicologico da grande squadra”.

Nando Orsi a Radio Radio: “La Roma ha giocato i primi 15 minuti, poi in campo c’è stata solo la Lazio. Poteva finire anche 5-1. Lazio superiore sotto tutti i punti di vista. Più forte anche di Orsato che è stato scandaloso, non deve più arbitrare, una cosa così non si era mai vista. Aveva già fatto male in Europa. Delle volte penso male. Strootman? Le immagini parlano da sole, sia all’andata che ieri. Però non parliamo della crisi della Roma, che ha fallito tutti gli appuntamenti importanti, ma sottolineiamo la grande prova della Lazio. La Roma non è una squadra, è un agglomerato di giocatori”.

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1 commento

  1. Caro Serafini,forse i giocatori non gli vanno piu’ dietro perche’ i giocatori sono cotti avendo giocato piu’ partite di tutti,la nostra panchina non è neanche la brutta copia di quella della rube e gli undici titolari sono sopravvalutati,aggiungi qualche strafalcione di Spalletti,l’assenza totale della societa’ e,voila’,ecco la risposta,ma noi abbiamo Monchi che quando capira’ che Pallotta è un parolaio,fara’ come Sabatini,dara’ le dimissioni

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