ROMANEWS WEB RADIO – Torna l’appuntamento con la rassegna stampa sulla Web Radio di Romanews.eu. Si riparte con “Non Rassegniamoci”. Dalle 7.30 alle 10.30, Alessandro Tagliaboschi, Giorgia Masi e Alessio Petrucci vi terranno compagnia con la lettura dei principali quotidiani sportivi, ma non solo: commenti, notizie, esclusive, collegamenti con giornalisti e aggiornamenti sulla Roma, rigorosamente in diretta.

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I COLLEGAMENTI – Durante la prima parte di trasmissione spazio alla rassegna stampa. Dalle 9.30 via ai collegamenti: si parte con Guido Zappavigna, storico tifoso romanista e opinionista. Alle 10.00 è il turno di Pasquale Campopiano (Sport Italia e Rai Sport Zona 11 pm). Alle 10.30, infine, ci sarà Maurizio Catalani di Rete Sport.

LE PAROLE DI ZAPPAVIGNA – Guido Zappavigna, storico tifoso romanista ed opinionista, interviene ai microfoni di Romanews Web Radio. Queste le sue parole: “17 giugno 2001 scudetto conquistato da una grande squadra. Io me lo ricordo come un sogno, ho visto una città in festa. Ho visto che a livello anche di festeggiamenti quello del 2001 è stato più sentito di quello dell’82. Al locale che avevamo si presentò anche la signora Flora Viola. È stata una grande emozione, si alzarono tutti, questo è il mio ricordo. La signora era attaccatissima a questi colori. Poi ricordo che i festeggiamenti in città furono senza fine, andarono avanti per mesi. Speriamo di poter rivivere quei momenti. Penso che quella Roma poteva vincere di più, ricordo uno 0-0 a Milano, era veramente una grande squadra, purtroppo si è esaurita in una stagione. Anche in Europa ci furono delle partite bellissime poi uscimmo”.

LE PAROLE DI CATALANI – Maurizio Catalani, giornalista di Rete Sport, interviene ai microfoni di Romanews Web Radio. Queste le sue dichiarazioni:

I ricordi di 16 anni fa?
“Il ricordo di un giorno particolare, di qualcosa che è un’opportunità per noi romanisti praticamente unica. Ho il ricordo di una squadra che ero sicuro che l’anno successivo avrebbe vinto lo scudetto e poi lo perse a Venezia. Ho un ricordo abbastanza nitido sotto questo aspetto, non come quello dell’82, che l’ho vissuto in modo particolare ero molto attaccato e vicino alla squadra, Dino Viola oltre che presidente potevo definire un amico. Una gioia unica, che poi è il bello del calcio, il tifoso che prova emozioni indescrivibili per una cosa che non riguarda successi personali o economici. Sicuramente pensando a quell’anno, penso a Torino al gol di Montello a quel giorno. A quel minuto lì, quando dopo il gol di Nakata arrivò quello di Vincenzo. Fischio finale dell’arbitro e due ore dentro allo stadio a festeggiare uno scudetto che sentivamo praticamente ormai vinto. Il bello è stato vincerlo praticamente contro di loro, che ti hanno tolto vittorie, scudetti, anche quando non dovevano vincerli e non lo meritavano. In questo momento lo meritano, ma in passato hanno vinto tante volte in modo irregolare. Quindi andarlo a vincere a casa del nemico è la cosa più bella”.

Che impressione ti ha fatto Di Francesco? Che consigli gli daresti?
“Di essere se stesso. E’ un bravo ragazzo, cresciuto nel credo zemaniano di un calcio puliti e serio, vissuto in maniera dogmatica, perché chiunque di noi ami zeman vive il calcio come un dogma. Zeman è un po’ come l’ultimo samurai, se tu credi in lui, lui è il tuo ‘grande maestro’. Se non ci fosse stato l’ammutinamento di tutta la squadra, comunque Zeman ci avrebbe portato in finale di Coppa Italia. L’unico in questi 7 anni di America ad averci portato in questa finale”.

Ti fidi di Monchi?
“Non ti puoi fidare di una persona a prescindere. Ti fidi di una persona quando devi ricostruire qualcosa e riparte da quest’uomo con la faccia da guerriero convinto dalle cose che fa. A me piace la sua faccia. Per lui parla la storia, a Siviglia ha portato a casa tanti successi, il giorno dell’addio è stato salutato con un tavolo con 16 coppe, cosa che a Roma non potrebbe mai succedere. E’ chiaro che se non è supportato dalla società non sarà facile”.

Totti?
“Credo che ancora non abbia deciso. Conoscendo Totti, è una persona che ha dei valori, una buona famiglia che però si stringe molto di chi gli manca di rispetto. E penso che la mancanza di rispetto degli ultimi anni peserà molto sulla decisione della famiglia Totti. Sulla sua permanenza pesano alcuni soggetti che continuano a stare all’interno della dirigenza della Roma, aldilà dell’ ‘iceberg’ Spalletti. Il caso Donnarumma, fa capire l’importanza di aver avuto un Totti. L’arrivo di Di Francesco potrebbe far pendere la bilancia sul rimanere, ma non basta Di Francesco. Anche perché il ruolo che era di Totti è stata dato a De Sanctis ed allora che fa gli viene dato un ruolo da vice presidente onorario? Lo sfruttano nelle stupidaggini e non sono in grado di sfruttarlo per le cose serie”.

 

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