‘Non Rassegniamoci’. De Gennaro: “Derby di novembre portano bene”. Tecca: “Roma con maggiore completezza”

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ROMANEWS WEB RADIO – Torna l’appuntamento con la rassegna stampa sulla Web Radio di Romanews.eu. Si riparte con “Non Rassegniamoci”. Dalle 7.30 alle 10.30, Alessandro Tagliaboschi e Luca Loghi vi terranno compagnia con la lettura dei principali quotidiani sportivi, ma non solo: commenti, notizie, esclusive, collegamenti con giornalisti e aggiornamenti sulla Roma, rigorosamente in diretta.

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I COLLEGAMENTI – Prima parte di trasmissione dedicata alla rassegna stampa con la lettura dei principali quotidiani sportivi. Alle ore 8.30 via ai collegamenti: si parte con la ‘Bionda al comando’ di Romanews.eu, Giulia Spiniello. Alle 9.00, invece, scocca l’ora di Massimo Tecca di Sky Sport. Alle 9.30 è il momento di Luciano Cesaretti, radiocronista di RTL. In chiusura, alle 10.00, spazio a Gianvittorio De Gennaro, firma de Il Romanista.

LE PAROLE DI MASSICO TECCA – “Paradossalmente nell’anno in cui rialziamo la testa in Europa con Napoli, Lazio, Roma e Juve, questo fallimento ci riporta parecchio indietro. Il discorso su questo fallimento è molto lungo. C’è stata una confusione tattica sempre molto evidente, con questo 4-2-4 molto confuso per poi rimescolare le carte in maniera poco lucida. E’ mancata l’attenzione alle condizioni di forma, a chi stesse giocando meglio. Penso a Insigne, El Shaarawy, Verdi, che avrebbero potuto con la loro tecnica mettere in difficoltà la Svezia, che non poteva e doveva essere affrontata sotto il punto di vista fisico e atletico. Coltivare delle alternative nel caso in cui ci fossimo ritrovati con giocatori in forma nelle partite decisive è stata una grossa colpa. Lo schiaffo della Spagna doveva essere assorbito, non è possibile non riuscire a riprenderti. Le uscite dopo il Bernabeu sono stato un calvario e di questo la colpa è dei giocatori, perché significa essere rimasti in tilt, non sapersi riprendere da un insuccesso da cui si aveva il dovere di voltar pagina. Ora va trovata una guida sicura, che abbia la fiducia di tutti, che chiami i giocatori che sentano amore per questa maglia. Un timone fermo, sicuro e ben orientato per far ripartire la nazionale. Ancelotti? Si mi ispira e penso possa mettere d’accordo tutti quanti. Ha fatto esperienze eccezionali all’estero, ha una visione a 360 gradi di ciò che è diventato il calcio in Italia ed in Europa, ha vinto il possibile e l’impossibile, penso che possa arrivare in azzurro. Si potrebbe inserire nel campionato una regola per avere un numero di italiani, ma questa volta noi non avevamo mancanza di talento, ma non siamo stati capaci di sfruttarlo. Io però vorrei che la politica si facesse un po’ da parte, vorrei gente di calcio, il primo nome che mi viene in mente è quello di Albertini, oppure Rivera, o ad esempio Bergomi e Vialli, gente con esperienze importanti per capire come ripartire da questo schiaffone. La politica ha troppo influenzato il calcio negli ultimi mesi. Ad esempio non abbiamo ancora il presidente di Lega di Serie A e di Serie B perché gli interessi personali hanno prevalso su quelli della collettività. Il prossimo è un turno di campionato che risentirà anche degli impegni di Champions. Il derby di Roma quest’anno sarà caratterizzato da un grande equilibrio. La Lazio non ha nulla da perdere, mentre la Roma avrà maggiori responsabilità. I biancocelesti in questi momento hanno un entusiasmo maggiore, la facilità con cui gli riescono le cose, la voglia di porsi all’attenzione delle grandi del campionato. La Roma ha una completezza maggiore, gli accorgimenti di Di Francesco sono stati fondamentali in tutti i reparti, sarà una sfida di grandissimo spessore. Indubbiamente potrà essere influenzata anche da ciò che è successo negli spareggi, ma il fatto che ci sia subito una grande partita obbliga di tirare fuori il meglio di te stesso, il miglior modo di ripartire dopo una delusione così grande”.

LE PAROLE DI GIANVITTORIO DE GENNARO – “Sul Romanista abbiamo fatto notare oggi come i derby di Novembre per la Roma portano bene. 24 precedenti: 9 vittorie, 10 pareggi e 5 sconfitte. Il primo derby di novembre è addirittura del 1933 e finì 0-0, come l’ultimo nel 2015 2-0 per i giallorossi con Dzeko e Gervinho. In quest’ultimo, ci furono circa 25 mila spettatori, a quello di sabato almeno il doppio e questo fa finalmente sorridere. Per quanto riguarda il campo, vedremo la reazione dei nazionali, anche se penso che possa mettere ancora più carica la cocente delusione. Nainggolan penso che possa recuperare, la lesione muscolare non è una cosa semplice, ma sta forzando in tutti i modi per esserci, anche se l’alternativa Pellegrini è più che valida. Schick dovrebbe essere convocato. La Lazio sulla carta non è a livello della Roma, ma bisogna fare i complimenti a Inzaghi, che ha fatto un lavoro incredibile. E’ un derby che ha ancora più sapore grazie alla classifica delle due squadre e non siamo stati sempre abituati a queste posizioni di classifica per entrambi i romani. Sarà senza dubbio una partita difficile. A mio avviso rispetto alle sfide della passata stagione, la Roma fa un lavoro di pressing migliore che potrebbe facilitare il compito perché la Lazio non è molto brava ad impostare dalla difesa, la qualità arriva dal centrocampo in su con Leiva, Milinkovic e Luis Alberto. Stadio pieno con frequenza? La strada è molto lunga. Lo stadio ad esempio al derby sarà blindato e questo per me non è il modo di approcciarsi, si fa vivere allo spettatore passivo il derby come un appuntamento di paura. Per ripartire secondo me, il calcio italiano, dovrebbe ripartire proprio da questo, dal riempire gli stadi, far innamorare di nuovo la gente a questo sport. Parcheggi difficili, tre prefiltraggi che creano file kilometriche creando problemi importanti. Non c’è più la ricerca dell’evento calcistico come una bella esperienza e questo non crea amore verso lo sport. Il protocollo firmato ad agosto tra ministero dell’interno e quello dello Sport, che per ora rimane più parole che fatto concreto, perché continuano ad esserci multe su multe che allontanano la gente dallo Stadio. Il futuro passa dallo stadio di proprietà, ma bisogna affrontare delle problematiche: il caro biglietti ad esempio, è un problema reale, 45€ una curva dove si vede poco è assurdo e la costruzione di un nuovo impianto molte volte porta ad un rincaro dei prezzi dei tagliandi. L’augurio è che si faccia presto comunque, ma non è possibile sentire ogni volta un problema o addirittura presunto problema che rischia di far saltare tutto. Quello che hanno fatto Atalanta, Udinese e Frosinone sono dei mattoncini per creare qualcosa di solido, rendere il calcio un divertimento ed il prodotto vendibile anche all’estero. Il mercato? A livello di terzino destro può essere un’idea, ma per quanto riguarda gli altri reparti ovviamente no ci sono doppioni in ogni ruolo”.

 

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