‘Non Rassegniamoci’. Pastore: “È il momento di Schick”. Guerrieri: “La forza della Roma è la profondità nei ruoli”

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ROMANEWS WEB RADIO – Torna l’appuntamento con la rassegna stampa sulla Web Radio di Romanews.eu. Si riparte con “Non Rassegniamoci”. Dalle 07.30 alle 10.30, Federico Prosperi e Alessandro Tagliaboschi vi terranno compagnia con la lettura dei principali quotidiani sportivi, ma non solo: commenti, notizie, esclusive, collegamenti con giornalisti e aggiornamenti sulla Roma, rigorosamente in diretta.

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I COLLEGAMENTI – Prima parte di trasmissione dedicata alla rassegna stampa con la lettura dei principali quotidiani sportivi. Alle ore 9.30 via ai collegamenti: si parte con Francesco Guerrieri, giornalista del Corriere dello Sport. Alle 10.00, invece, scocca l’ora di Fabrizio Pastore, de Il Romanista.

LE PAROLE DI FRANCESCO GUERRIERI – “Potrebbe essere arrivato il momento di Schick, che dovrebbe far rifiatare Perotti. Lo abbiamo visto molto bene con la Samp, ha avuto diversi problemi non è riuscito ad esprimersi al meglio. Può essere l’acquisto di gennaio della Roma. I vari Emerson, Moreno, Schick possono essere rinforzi importanti per il continuo della stagione, specialmente in primavera, quando giocatori che hanno giocato spesso avranno un calo alla lunga. La forza della Roma di quest’anno è proprio questa la profondità in tutti i ruoli, con 4 centrali, due esterni come Kolarov e Emerson, avere Defrel e Schick fuori in attacco, fa capire la forza di questa squadra. L’Inter avendo soltanto il campionato, ha più forze ed energie da dedicare ad un campionato. Potrebbe avere un peso anche la Coppa Italia, chi punterà su questo trofeo o chi farà giocare solo le riserve. Sul Napoli bisogna capire come reagirà dalla botta Juventus-Champions League. Bisogna capire come si rialzeranno: i giocatori sono quelli, si cambia molto poco, adesso si è intentato Zielinski in attacco ma bisognerà vedere quanto reggeranno quei 11 lì. Gonalons? A me non dispiace, soprattutto pensando a Grenier lo scorso anno. De Rossi sta facendo il titolare, lui sta facendo il vice-De Rossi. A me non dispiace, porta esperienza nello spogliatoio, ha giocato tanto a livello europeo e secondo me porta tanto apporto nella squadra anche se non si vede. La partita col Chievo? L’insidia è quella di sottovalutare il Chievo, anche se Di Francesco non mi sembra il tipo. Deve voltare pagina dopo la qualificazione in Champions che è un grandissimo risultato, che deve dare la carica giusta per ripartire in campionato. Per il passaggio del turno la sfida decisiva è stata senza dubbio la partita all’Olimpico con il Chelsea”.

LE PAROLE DI PASTORE – “Credo sia arrivato il momento di Schick. Di Francesco ci aveva dato un’indicazione prima della partita con la Spal: disse che avrebbe giocato a breve titolare. Pensavo già con il Qarabag, ma poi ha deciso di dare affidamento alal squadra tipo. Dzeko ha bisogno di riposo, se non un turno intero almeno gran parte. Anche se io personalmente proverei la coppia, anche il mister disse che li vuole vedere insieme. Credo che sia però una questione di stanchezza di Edin, nelle ultime due tre partite l’ho visto molto bene nel primo tempo e molto in calo nel secondo. Ed è normale, è fisiologico, non ha mai rifiatato, per l’assenza di Schick e per i continui acciacchi fisici di Defrel. Col Qarabag oltre che stanco mi è sembrato anche un po’ nervoso. Per vederli insieme nel modo migliore dovrebbero essere entrambi al top della forma e nessuno dei due per ora lo è. Io credo che Giampaolo l’anno scorso lo tenesse un po’ nascosto, ho questa sensazione, ma lui riusciva ad incidere anche a partita in corso in maniera importante. Io penso sia una seconda punta magnifica, perché ha meno la gamba da esterno, ma una tecnica incredibile che lo rende più seconda punta. Gerson ha trovato fiducia. L’anno scorso ha giocato 4 partite, l’ultima delle quali a Torino per poi sparire dai radar, complice anche il trasferimento saltato all’ultimo minuto. L’anno scorso era lontano dalla presenza mentale all’interno della squadra. Ora è all’interno, ci sta, è un giocatore importante e fa bene a sentirsi tale, perché Di Francesco lo sta facendo sentire così. Nella sua storia c’è un paradosso poi: quest’anno sta facendo bene nel ruolo in cui fu bocciato a Torino. Col Qarabag a me è piaciuto moltissimo, è entrato con la testa giusta, ha innescato un contropiede che poteva chiudere la partita e ogni volta che viene chiamato in causa c’è sempre. Questo è tutto merito di Di Francesco, bisogna dirlo: era un giocatore quasi definitivamente perso. Peres? Ho un po’ di difficoltà su questo argomento: c’è una faciilità disarmante ad attaccare questo ragazzo, che è vero non ha fatto bene, ma spesso mi metto dalla parte del bersaglio. Io non penso che lui sia scarso, semplicemente sbaglia le scelte. Lo so che per un difensore non è una cosa da poco, ma la realtà è che lui non è mai stato un difensore, è questo il grosso equivoco. Sta imparando ora a fare le diagonali, però in alternativa a Florenzi, che direi è recuperato al 100%, in alternativa e aspettando Karsdorp secondo me può anche bastare. Io diffido un po’ dal mercato di gennaio a dir la verità, non si riesce mai fare nulla di particolare, a noi è successo con El Shaarawy e Perotti, ma è stato un caso”.

 

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