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I COLLEGAMENTI – Durante la prima parte di trasmissione spazio alla rassegna stampa con la lettura dei quotidiani. Alle 9.30 sarà l’ora di Fernando Magliaro, giornalista de Il Tempo ed esperto in materia ‘Stadio della Roma’. In conduzione Paolo Sparla e Luca Loghi.

LE PAROLE DI FERNANDO MAGLIARO – “Siamo in attesa di tutti i pareri. Campidoglio e Città Metropolitana hanno consegnato in anticipo i loro e sono pareri favorevoli, con qualche prescrizione per le quali occorrerà parecchio lavoro ma niente di particolare. Manca il parere dello Stato che arriverà oggi ma c’è ottimismo. Ma il parere di una delle amministrazioni è formato da una serie di file inviati dai diversi uffici che esaminano la pratica. Sono dieci i pareri individuali che compongono il parere finale. Bisogna mettere tutto sulla bilancia e quindi decidere se si può procedere o meno. Le singole obiezioni devono essere valutate in una nuova Conferenza dei Servizi per capire se vadano inserite o no all’interno del progetto. La maggior parte dei punti interrogativi oggi riguardano la viabilità nel quartiere di Decima e questi verranno risolti nella prossima Conferenza. Ritengo personalmente questo iter sbagliato e questo progetto non corretto perché ridimensionato rispetto al passato, ci saranno grossi e lunghi problemi di traffico in uscita quando sarà realizzato il tutto. Roma ogni volta che scavi poi riserva sorprese, non sappiamo bene cosa c’è lì sotto quell’area, ma basandoci sulla letteratura tecnica è possibile prevedere che nell’ansa stretta del Tevere dove dovrebbe sorgere lo Stadio non dovrebbe esserci nulla o quasi, più problematica potrebbe essere la zona delle attuali via del Mare e via Ostiense. Non è detto che in quei 6 km ci sia qualcosa, ma il rischio è concreto. I tempi per l’archeologia preventiva sono legati a ciò che la Sovrintendenza statale decide di fare. Di solito si fa uno scavo a campione, ma si possono richiedere varie quote da raggiungere in profondità per avere certezze, nel peggiore dei casi si dovrà scendere fino al punto in cui si ha la certezza che al di sotto di esso non si ha più traccia di insediamenti umani: per fare una cosa del genere occorre tempo e soprattutto andrà spostata tanta terra. Se si dovesse trovare qualcosa di molto rilevante dal punto di vista storico o archeologico, le cose si complicherebbero terribilmente. Il progetto andrà adeguato a quello che si troverà. Al momento non si possono fare previsioni sui tempi tecnici obbligatori di determinati passaggi, bisognerà aspettare degli iter burocratici a volte non definiti. Secondo quello che immagino, prima di un altro anno, anno e mezzo, non potrà essere posta la prima pietra all’opera, sempre che vengano concessi tutti gli ok. Non voglio fare polemica, ma quando Pallotta lancia date o proclami del tipo “se non mi fanno costruire lo Stadio, me ne vado” è chiaro che non sa di cosa parla. Non è obbligato a saperlo, avrà chi per lui a gestire certe informazioni, ma sicuramente dimostra poca dimestichezza con il sistema burocratico italiano”.

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