‘Non Rassegniamoci’. Ferrajolo: “Mercato? Inutile creare false aspettative”, Evangelisti: “Ora la Lazio è superiore”

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ROMANEWS WEB RADIO – Torna l’appuntamento con la rassegna stampa sulla Web Radio di Romanews.eu. Si riparte con “Non Rassegniamoci”. Dalle 07.30 alle 10.30, Luca Loghi e Domitilla Davanzo vi terranno compagnia con la lettura dei principali quotidiani sportivi, ma non solo: commenti, notizie, esclusive, collegamenti con giornalisti e aggiornamenti sulla Roma, rigorosamente in diretta.

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I COLLEGAMENTI – Prima parte di trasmissione dedicata alla rassegna stampa con la lettura dei principali quotidiani sportivi. Alle ore 8.30 via ai collegamenti: si parte con Giulia Spiniello, caporedattrice di Romanews.eu. Alle 9.30, invece, scocca l’ora di Luigi Ferrajolo, presidente Ussi. Infine, alle ore 10.00, interviene Marco Evangelisti, del Corriere dello Sport.

L’INTERVENTO DI FERRAJOLO – “Crisi? La Roma non mi era piaciuta neanche col Cagliari o col Chievo, l’involuzione dei giallorossi parte in maniera chiara e progressiva da dopo il derby. Lì si era coraggiosi, diversi, con un pressing a tutto campo e un’evidente mano del tecnico. Poi qualcosa s’è persa, da un mese e mezzo si fa fatica, soprattutto a fare gol. Perché questo sia successo credo non lo sappia bene neanche Di Francesco, o avrebbe trovato un rimedio, forse la stanchezza dopo una partenza abbastanza faticosa per gli impegni ben affrontati o per capire il lavoro del nuovo allenatore, una sorta di appagatezza dovuta a certezze che si credeva si fossero raggiunte, lo scadimento individuale di alcuni giocatori, lo scarso rendimento di Schick fra tutti.

Il problema di fondo è che la squadra sta giocando male, non c’è bisogno di comprare 11 fuoriclasse, il mercato non c’entra in questo momento. Per non andare troppo lontano basta guardare alla Lazio, nonostante il mercato deficitario gioca un ottimo calcio e ottiene risultati. Le soluzioni non arriveranno dal mercato, vanno cercate a Trigoria. Roma e Lazio sembravano fino allo scontro diretto avviate a una stagione molto interessante, poi da lì chi ha perso qualcosa è senz’altro la squadra giallorossa. Fondamentalmente, il reparto che più sta deludendo è il centrocampo, qualsiasi destino di ogni squadra nasce lì, mi aspettavo qualcosa di più da Nainggolan, Strootman e De Rossi.

Su Gonalons puntavo molto, ma finora ha deluso. Mancano i gol del belga e il suo apporto offensivo, cosa che porta a risentirne anche l’attacco. Non pensavo la Roma potesse vincere lo Scudetto neanche quando le cose andavano bene, il Napoli sta legittimando questa dichiarazione di guerra alla Juventus. I giallorossi devono rientrare nelle prime quattro. In Europa è già un passo avanti, gli ottavi sono già un traguardo, lì ci si metteranno i valori che si hanno e si potrebbe andare addirittura avanti. Saranno Inter, Lazio e Roma a giocarsi i due posti rimanenti validi per la prossima Champions League, ma Roma deve tornare prima di tutto a giocare a pallone.

Var? Utile e positivo, fermo restando che ci sono situazioni ancora dubbie: il mezzo tecnico è sempre nelle mani degli arbitri. Oggi i direttori di gara hanno una chance che in passato non avevano, se la accettano possono essere aiutati a sbagliare di meno. Stadio? Voglio vedere mettere la prima pietra e voglio vedere che piega prenderanno i lavori. Una volta realizzato sarà un arricchimento per la città, sarà un polo tecnologico e moderno d’aggregazione per chiunque, un passo avanti per tutta Roma oltre che per la società”. 

LE PAROLE DI EVANGELISTI – “Le ultime partite hanno scavato la differenza tra Roma e Lazio, soprattutto nella percezione che se ne ha. I biancocelesti si son visti molto brillanti, stanno raccogliendo i frutti del lavoro iniziato nella scorsa stagione. La Roma si è smarrita senza motivazioni razionali, perché poi non ha nulla da invidiare al Napoli e l’inizio della stagione lasciava presagire un proseguo ben diverso dell’annata. Improvvisamente tutto questo è sparito e la cosa va oltre ogni bilancio. Credo ci sia stata una crisi di rigetto per quel che concerne il gioco di Di Francesco. Alcuni automatismi che prima sembravano assimilati in maniera ottimale poi sono venuti meno. Capita a chi sta apprendendo uno spartito nuovo, ma un calo verticale di questo tipo non lo ricordo, neanche in una società come quella giallorossa che ha abituato ad alti e bassi negli anni.

Non noto una mancanza di impegno dei vari giocatori, anzi, ma non riescono a trasformare in giocate ed in schemi di gioco quello che hanno in mente, la fame che poi in realtà dovrebbero avere non avendo vinto molto. L’inserimento di un centrocampista di valore e di fantasia potrebbe essere importante per superare la crisi, per il resto solo Di Francesco e il dialogo coi giocatori può mettere a posto la cosa. Al ritorno delle vacanze ci sarà una settimana piena per capire e confrontarsi, ma questo confronto ci sarebbe dovuto essere prima visto che i problemi sono venuti fuori prima dell’evidenza poi avuta contro l’Atalanta.

Mettere mano al centrocampo sarebbe una soluzione, già a gennaio, manca qualcuno che dia un po’ di fosforo al gioco, oppure si dovrebbe far qualcosa sul mercato che vada più in direzione degli schemi di Di Francesco, come l’acquisto di uno o due esterni davvero forti che rispecchino i movimenti e le abilità dettate dal tecnico: soluzione dispendiosa e non percorribile ora. Barella è un giocatore con prospettive superiori, anche rispetto all’altro nome che si fa, ovvero quello di Torreira: credo che a giugno ci sarà un altro cambiamento radicale della rosa, anche per ragioni anagrafiche. Gonalons ha deluso molto, ricordavo un regista valido ed efficiente, non dotato di colpi di genio ma affidabile: ora vedo uno che si limita ad appoggiare la palla ai centrali di difesa e questo dispiace.

Luca Pellegrini? Quando ci si affida a Raiola alcune cose come senso d’appartenenza o l’attaccamento alla maglia non sono contemplate, so che ci sono stati contatti con l’entourage del giocatore, con la società che si è mossa decisa per rinnovare il suo contratto, ma alla Roma non vogliono e non possono permettersi una situazione e una trattativa come quella di Donnarumma, sarebbe davvero un peccato vederlo andare via a zero.

Il summit di Londra? Si fa regolarmente, non mi aspetto molto da queste riunioni plenarie anche perché, al di là della vulgata, Pallotta è presente tutti i giorni con i vari dirigenti. Chiaro, mettersi intorno ad un tavolo è sempre utile, con un confronto faccia a faccia si possono affrontare diversi argomenti ed è sempre meglio parlare di certe cose piuttosto che lasciarle scorrere. C’è bisogno di un confronto tra tutte le componenti della società.

Main sponsor? Credo che la società abbia tre o quattro proposte di rilievo e ora deve scegliere, ma l’essere rimasti per quasi 4 anni senza sponsor sulle maglie è uno degli errori che imputo a questa proprietà: capisco che non si reputino appetibili le offerte al momento sul piatto, ma anche solo 6 o 7 milioni a bilancio all’anno per una società come la Roma farebbero la differenza, se ci si pensa corrispondono allo stipendio di un top player”. 

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