ROMANEWS WEB RADIO – La Web Radio di Romanews non va in vacanza! Da lunedì fino al 19 agosto, ‘Non Rassegniamoci’ andrà in onda in una versione ‘light’: dalle 8:00 alle 10:00 tutti i giorni dal lunedì al sabato, vi terremo compagnia con la lettura dei principali quotidiani sportivi ma non solo: commenti, notizie, esclusive, collegamenti con giornalisti e aggiornamenti sulla Roma, rigorosamente in diretta.

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I COLLEGAMENTI – Durante la prima parte di trasmissione spazio alla rassegna stampa con la lettura dei quotidiani. Alle 9.30 sarà l’ora Luigi Ferrajolo presidente dell’Unione stampa sportiva italiana (Ussi). In conduzione Luca Loghi e Giorgia Masi.

LE PAROLE DI FERRAJOLO – Luigi Ferrajolo, presidente dell’Unione stampa sportiva italiana (Ussi), interviene ai microfoni di Romanews Web Radio. Queste le sue parole:

Cosa ne pensi dell’abolizione della tessera del tifoso
“Inizialmente la tessera nacque come forma di fidelizzazione per creare un rapporto tra tifoso e società. Poi diventò una tessera di controllo e la sua abolizione è un fatto positivo. Queste misure nascono dal fatto che ci sia una frangia ancora violenta del tifo e se non ci fosse questi problemi non esisterebbero. Lo stadio deve essere un bene fruibile per i tifosi e rappresenta un incremento del 30 per cento del fatturato. Il controllo diventa efficace e legittimo dal momento che lo stadio è di proprietà del club, usando un tipo di sicurezza adeguata. In Italia invece, lo stadio è di proprietà del Coni e del comune perciò diventa un problema controllare le situazioni in maniera efficace. I giornali hanno fatto battaglie per costruire stadi migliori. Il livello degli impianti sportivi italiani è basso. E’ stata fatta una legge sugli stadi ed è stato costruito solo quello della Juventus e i miglioramenti si sono visti. Il caso dello stadio della Roma è emblematico”.

Come sta vivendo questo mercato romanista?
“Io era per conservare la squadra e completare la Roma con acquisti di valore. In questa gestione americana si è cambiato troppo. Tutto questo ha determinato un cambiamento continuo senza crescita. La continuità e una caratteristica fondamentale per crescere. La società ha cercato di tenere Spalletti, il quale ha sbagliato il rapporto con i tifosi e la stampa, però da un punto di vista del campo è un allenatore bravissimo che ha fatto crescere questa squadra. Adesso la Roma riparte quasi da zero o almeno dopo alcuni passi indietro. La strategia di mercato mi sembra giusta e razionale, un mercato intelligente. Monchi è riuscito a prendere dei giocatori con prezzi giusti, nei ruoli e nelle esigenze richieste. Bisogna solo trovare un sostituto di Salah. Marhez è un calciatore di qualità e ne sono convinti tutti a Roma sopratutto il ds e sotto questo aspetto è un giocatore importante, però nessuna squadra dipende da un calciatore. Se non dovesse arrivare Marhez arriverà qualcun altro, ma la squadra si forma con il gruppo e l’allenatore che lo mette insieme. Under invece non lo conosco onestamente, l’ho visto solo quella mezz’ora contro la Juve e i è sembrato un giocatore di talento, potrebbe essere la sorpresa di questa stagione. Mi sembra un giocatore quasi pronto. Possiamo aspettarlo con grande curiosità e ottimismo, Monchi ha trovato un talento”.

Con Di Francesco si troverà quella continuità auspicata?
“Io me lo auguro, io spero che Eusebio faccia una stagione a livello delle attese. Si può parlare bene di lui ma è anche la prima volta con una grande squadra. Io spero che questa società con Monchi e Di Francesco trovi la continuità. Dobbiamo invece lasciar inserire Totti nel suo nuovo ruolo di direttore tecnico. Il rapporto che ha con l’allenatore è importante. Io credo che il contributo che potrà dare sarà un contributo di competenza, sopratutto per quanto riguarda un giocatore. Poi l’allenatore deve avere autonomia totale nelle sue scelte. Non sarà un allenatore ombra”.

Caso Neymar…
“C’è un aspetto morale, di equilibrio e di limiti che non vanno superati, quando ci sta mezzo mondo che si muore di fame, però ci deve essere l’obbligo di rispettare dei limiti sennò ogni follia è illecita. Io mi auguro che il Psg non vinca nulla. Il caso Neymar rischia di creare una bolla di mercato. Dal punto di vista morale non è accettabile e passa un messaggio sbagliato per cui se prendo il giocatore più forte vinco. Ma non è così perché il calcio è un gioco di gruppo di unione. Questi sceicchi che cercano di soddisfare dei capricci personali fanno passare un messaggio sbagliato per il calcio. Bisogna sempre promuovere un calcio di squadra. La storia di Neymar è una storia brutta per il calcio”.

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