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I COLLEGAMENTI – Durante la prima parte di trasmissione spazio alla rassegna stampa con la lettura dei quotidiani. Alle 9.30 sarà l’ora di Marco Evangelisti, importantissima firma del Corriere dello Sport. In conduzione Federico Prosperi.

LE PAROLE DI EVANGELISTI “Si, segnali importanti si potrebbero avere dalla partita di stasera, ma c’è da aspettarsi un rimbalzo della preparazione proprio perché siamo a ridosso del campionato. Le cose più importanti di oggi sono l’abitudine, grazie a questa partita, a giocare insieme e il miglioramento dell’esperienza internazionale dato anche dalla tournée americana. Non credo che la partita di venerdì di Premier sia la deadline nella trattativa Mahrez. L’importante è che il giocatore non vada a disputare coppe europee ma questo per fortuna non è possibile. Credo che quest’esterno destro però serva subito, non si può aspettare molto visto l’inizio di campionato difficile. Il tempo stringe, se la situazione non si sbloccasse velocemente la Roma dovrebbe puntare su un altro obiettivo: sarà da vedere se questo sarà comunque all’altezza di Mahrez. Sostituire Salah sarà difficile soprattutto per il tipo di giocatore che era alla Roma. L’algerino per Di Francesco sarebbe addirittura più adatto al gioco del tecnico. Ma se non dovesse arrivare l’alternativa migliore sarebbe Berardi, conosce bene l’allenatore ed è un giocatore che si trova nel momento giusto per fare il salto di qualità, o lo fa ora o non lo farà più. Come caratteristiche inoltre è il più adatto. L’ostacolo è il prezzo, vale meno di Mahrez ora ma bisogna entrare nell’ordine di idee che le regole del gioco sono cambiate. I reali valori non sono più rispettati, i giocatori si pagano caro. Lo dimostra anche la cessione di Lemina della Juventus, 20 milioni sono fuori mercato anche se solo confrontati con la clausola rescissoria di Strootman. Le voci su Strootman sono le stesse che ci sono state su Nainggolan e non gli darei molto peso. Ovviamente il mercato può stupire, ma non mi aspetterei sorprese. Ricordiamo sempre che Monchi prese un Siviglia sgangherato portandolo poi a vincere molto, non credo sia arrivato a Roma per smantellare. Cambi nella dirigenza? Più che valutare la qualità e la bravura dei singoli dirigenti, noterei che c’è un insoddisfazione della proprietà sui risultati ottenuti: si continuano a cercare equilibri diversi che funzionino meglio rispetto al passato dove poi nasce anche la struttura tecnica. Pallotta non vuole continuare con questo andazzo, con una squadra che resta a galleggiare sempre alle spalle di chi vince: vuole che questo trofeo prima o poi arrivi e questo è naturale. Inoltre credo che voglia cercare di dimostrare che in realtà la storia della Roma la conosce e che è vicino alla memoria storica del club, inserendola nei quadri dirigenziali come nel caso di Totti. Questione stadio? Quella del sindaco di Fiumicino è un’offerta non nuova e anche molto ragionevole, ma non è semplice riavviare da zero tutto l’iter e anche lì ci sono vincoli legati all’aeroporto. Su Tor di Valle non sono ottimista ma le parole di Lotti di ieri mi sembrano significative, il Governo cerca una soluzione nonostante non abbia nessuna intenzione di far fare bella figura alla giunta capitolina. La battaglia è solo politica, i tempi non sono lunghissimi, volendo si può fare un lavoro snello e veloce. Dire no a questo stadio non conviene a nessuno e questo potrebbe essere il punto d’incontro tra due visioni della politica diametralmente opposte. La Roma ha tutto da perdere”.

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