EDITORIALE – Dalla facile ironia al boato dell’Olimpico: Dzeko, Dzeko, Dzeko. Il brutto anatroccolo della stagione scorsa si è ripreso con i denti il suo soprannome, le ali del cigno di Sarajevo raramente sono state più splendenti. Il bosniaco con la doppietta rifilata all’Empoli entra di diritto nella storia del club giallorosso: 33 le reti stagionali per il numero 9, con il sorpasso servito in un colpo solo a gente del calibro di Totti, Volk e Manfredini, ‘fermi’ al record dei 32 gol in un’annata. Spalletti ci permetta di salire sul carro di questo splendido attaccante, il più prolifico della storia giallorossa in una singola stagione e nuovo capocannoniere del campionato, almeno in attesa della risposta di Belotti.

SOGNI E SPERANZE – Non chiamatelo Edin ‘Cieco’: gli errori dello scorso anno sono ormai un ricordo lontano e sbiadito. Una stagione per aggiustare la mira, ora il cecchino Edin non sbaglia più. Al secondo anno nel Wolfsburg e nel City, dopo una prima stagione un po’ in ombra, ha alzato al cielo un trofeo. Ora, se la rincorsa in campionato resta un miraggio, l’obiettivo è la difficile rimonta in Coppa Italia, per centrare una finale che metterebbe in palio un titolo. E proprio un trofeo servirebbe a Spalletti per decidere di prolungare il suo matrimonio con la Roma, per sua stessa ammissione. “Se non vinco non rimango“, ha ribadito ieri il tecnico toscano. O forse no? “Magari anche se vinciamo va via, chi lo sa”, ha scherzato Dzeko al termine di Roma-Empoli, ma una cosa è certa: Spalletti sì o Spalletti no, un attaccante così può far sognare.

Gian Marco Torre

© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO