SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Giancarlo Dotto a Tele Radio Stereo: “Il vero auspicio è che la giornata di ieri abbia riacceso anche questa fiamma per la Roma, la vera speranza è che sia accaduto anche questo miracolo. Attorno a Totti è stata fatta una psicoterapia collettiva, e lo psicodramma di ieri, che è stato maggiore del previsto, è stato aumentato anche dall’andamento della partita. In questo straziante addio vorrei parlare anche delle cose importanti successe ieri, e al primo posto metto la perdita di un allenatore grandissimo che è stato abbondantemente fischiato ed è un’ingiustizia spaventosa che non è stata sottolineata. Spalletti ha fatto un grande lavoro e se ne va senza un vero perché. Con le parole di Pallotta è caduto un velo, la sua reazione ai fischi è stata stizzosa e finalmente ci ha mostrato le cose come stanno. Quello che è stato clamoroso è che l’abbia detto ieri. Io sarei contento se Totti continuasse a giocare, ma varrebbe la stessa cosa per chiunque. Sono felice per la Roma che da domani potrà cominciare ad immaginarsi oltre il nome di Totti, questo sarà interessante“.

Andrea Pugliese a Tele Radio Stereo: “Io mi sono messo a piangere anche stamattina, più sentivo le parole di Francesco e più piangevo. Da ieri la c’è un problema difensivo in più perché Emerson non rientrerà prima di ottobre e se Mario Rui è questo non può essere un titolare da Roma. Quindi devi prendere un terzino titolare sinistro a tutti i costi e questo è un problema, perché noi abbiamo sempre detto che Florenzi sarebbe rientrato a destra e che Emerson sarebbe stato titolare. In quel modo la difesa sarebbe andata bene, ma ora bisogna fare anche un investimento e spendere dei soldi. La difesa ultimamente ha perso di stabilità, ieri ho visto in difficoltà anche il reparto centrale. Io credo che con Di Francesco tornerà Pellegrini, ma sarebbe tornato a prescindere. Per il resto non credo ad Acerbi e a Duncan, forse per Defrel bisognerebbe parlarne, ma secondo me alla fine arriverà solo Pellegrini”.

Gianluca Piacentini a Tele Radio Stereo: “Secondo me Spalletti si è cercato la reazione di ieri anche con le parole e i comportamenti di questa stagione, i fischi ce li aspettavamo. Nel momento della rissa con l’operatore di Sky si è verificata una dicotomia assurda, perché da un lato c’era Totti che si stava avvicinando al momento più emozionante che era il passaggio sotto la curva Sud, e dall’altra c’era un allenatore della Roma che ha fatto 87 punti ed è arrivato secondo che si andava a scagliare con l’operatore di Sky, anche se non è neanche colpa dell’operatore di Sky se sono arrivati i fischi. A me dispiace che Spalletti vada via perché è un bravo allenatore. Pallotta ieri ha sbagliato i tempi, io credo che l’uscita sullo stadio sia stata detta per mettere pressione sulle istituzioni. La Roma l’anno prossimo ripartirà con giocatori importanti. Ora bisogna solo vedere quanto la Roma sarà brava a tenerli se non tutti, ma almeno tutti meno uno”.

Adriano Serafini a Tele Radio Stereo: “Io non posso pensare che un anno importante come quello di Spalletti possa finire con il chiarimento con un giornalista. Di Francesco troverà una Roma con De Rossi, e già non è poco. Troverà anche la Roma di Monchi, e sono convinto che la scelta di virare su questo allenatore non sia stata casuale, perché lascerà molto più spazio di manovra al nuovo DS. Io so che il tecnico ha firmato e che a breve ci sarà anche l’annuncio”.

Angelo Di Livio a Tele Radio Stereo: “Ieri Totti ha dato un’emozione imparagonabile a qualsiasi altra cosa. Dando una carriera a una sola maglia, secondo me hai già vinto così. La festa di ieri è stata entusiasmante ed emozionante. Mi piace parlare dell’uomo Totti, della sua semplicità. Grazie veramente di tutto, non solo per quello che ci hai fatto vedere in campo ma per quello che ci ha dato fuori. È giusto finire così”.

Federico Nisii a Tele Radio Stereo: “Ancora una volta Francesco Totti è riuscito a colpire e stupire tutti. Ieri si è capito il perché di questo lunghissimo silenzio, criticato anche da me. Ha detto la frase simbolo di questa giornata che rimarrà nella storia del calcio: “Adesso aiutatemi voi perché ho paura”. Questo spiega tutto. La lettera è meravigliosa, un capolavoro. Ieri mi sono sentito come il 17 giugno del 2001. La ricchezza che ci ha dato Totti è qualcosa di unico e diverso rispetto a sensazioni di vittorie. Ci siamo risentiti uniti, dopo anni di allontanamenti e di fratture. Totti ha fatto questo miracolo, ci ha fatto risentire uniti nel suo nome. L’ultimo regalo di Totti è stato questo. È come se ieri ci avesse detto: “Tornate insieme”. È un lascito meraviglioso. Il titolo di ieri è ‘L’ultimo regalo di Totti’. Questo senso di appartenenza che non sentivo da tempo”.

Marco Madeddu a Tele Radio Stereo: “L’ultima volta che ho pianto così per la Roma nel momento in cui abbiamo perso la Coppa dei Campioni. Ieri il tifoso della Roma ha vinto il più bel trofeo che si potesse vincere. Mi basta essere romanista per provare un’emozione come questa”.

Max Leggeri a Centro Suono Sport: “Nessuno si azzardi a dire che Spalletti va via cacciato dall’ambiente, dalla piazza, perché non è così. Sabato ha superato il limite con le parole in conferenza stampa, alla vigilia di una giornata così importante. Non merita rispetto e i fischi di ieri ne sono una prova, indirizzati non solo all’uomo che non ha saputo gestire Francesco Totti, il più grande giocatore della nostra storia, ma anche all’allenatore dell’Inter. Pallotta non è il presidente della Roma, ma il proprietario dell’AS Stadio 2020”.

Franco Melli a Radio Radio: “Ieri sera è successo qualcosa di talmente bello che secondo me dobbiamo evitare per un po’ di tempo di parlare di altre cose nel mondo Roma. La festa di ieri sembra arrivare da un altro mondo, diverso da quello di Pallotta e Baldissoni. La Roma non rimpiangerà Spalletti. Ieri ho provato imbarazzo per lui vedendolo lì in mezzo al campo. Ieri la sua Roma ha rischiato di perdere, o non battere, il Genoa B”.

Guido D’Ubaldo a Radio Radio: “Credo che anche questa volta Totti e Pallotta non si vedranno per parlare del futuro. Spalletti ha fatto bene dal punto di vista tecnico ma non è riuscito a gestire la situazione Totti. Dzeko ieri ha dimostrato di essere un giocatore che incide tantissimo sulla fase offensiva, ma ha una capacità realizzativa bassa rispetto alle occasioni da gol. Pallotta? Ieri aveva un tono seccato nei confronti di tutti. Ha ribadito il suo vero obiettivo nel aver preso la Roma: lo stadio”.

Stefano Agresti a Radio Radio: “Nel calcio le vittorie non sono tutto. Ci sono giocatori che vanno oltre le vittorie, e uno di questi è Totti. Ci sono decine di giocatori che hanno vinto di più, ma contano di meno per la gente. Dopo quello visto ieri sera all’Olimpico dico che i trofei contano meno. Spalletti è un bravo allenatore, ma è pessimo nel gestire gli ambienti e la pressione. Se fossi l’Inter mi preoccuperei perché è una società debole, che non ha pace. Difronte alle prime difficoltà Spalletti e lo spogliatoio potrebbero creare una miscela esplosiva. La frase di Pallotta sullo stadio è una forzatura detta nel momento sbagliato”.

Furio Focolari a Radio Radio: “Io non capisco cosa abbia da fare Pallotta di più importante da non poter incontrare a quattr’occhi Totti. E’ una cosa incredibile. Le parole di Pallotta stonano con quanto è accaduto ieri sera. Dall’amore visto in campo e sugli spalti si è passati al freddo calcolo, al business. Che lo stadio lo si riesca a fare entro il 2020 la vedo impossibile. Ieri la Roma è stata aiutata molto dalla dea bendata, altrimenti la festa di Totti sarebbe stata rovinata da una partita giocata male dalla squadra”.

Ilario Di Giovambattista a Radio Radio: “Con la serata di ieri la dirigenza della Roma si è tolta un dente. Da oggi è un’altra storia. Pallotta lascia che Totti incontri Gandini e Baldissoni, lui pensa ad altre situazioni. Ieri i romanisti veri hanno preso la posizione ben precisa: Totti è la Roma. Un messaggio molto forte”.

Augusto Ciardi a Tele Radio Stereo: “Totti ha lasciato un’eredità che deve essere custodita. Si può ripartire anche dai fischi di ieri. Spalletti aveva scelto e adesso Totti non ci sta più. Questo gruppo è importante bisogna coccolarli e fargli capire che si riparte da come si è finito, non è finita un’epoca, le epoche finiscono quando si vince. Non bisogna modificare in negativo quello che si è costruito nell’ultimo anno e mezzo”.

Claudio Moroni a Centro Suono Sport: “C’è da dire bravi alla squadra e a Spalletti per il secondo posto, poi c’è l’abbraccio a Francesco Totti che oltre ad essere un fenomeno, l’idolo, è per noi uno di casa. la festa è stata bellissima e commovente, sfido qualcuno a dire che non ha pianto“.

Salvatore D’Arminio a Centro Suono Sport: “Vanno via Spalletti e Totti, resta Pallotta: tutto il contrario di quanto desideravo. Io mi sarei aspettato una frase del presidente che avesse lasciato uno spiraglio sulle possibilità di confermare il tecnico, ed invece ha parlato dello stadio con una dichiarazione infelice. Fossi io il sindaco gli risponderei: ‘E allora vattene…’“.

Roberto Pruzzo a Radio Radio: “Io non ho visto niente. La sto guardando adesso. Ieri ci sono stati due avvenimenti eccezionali come la Formula Uno e il giro d’Italia, ma non è calcio. Spalletti lo ha fischiato tutto lo stadio, ma adesso possiamo pensare di dare giudizi tecnici. Le continui liti con Totti e con la stampa dicono tutto. Dopo 25 anni doveva essere una festa diversa, dovevano essere tutti contenti di quelli che ha fatto emozionate. Francesco, dopo il calcio ci sono tante altre cose. Oggi è un altro giorno, si deve guardare oltre ed essere molto razionali”.

Nando Orsi a Radio Radio: Spalletti? La Roma perde un grande allenatore, nonostante i suoi difetti di comunicazione”.

Mario Mattioli a Radio Radio: “Mi è venuta paura quando ha detto che è finita. Finirà per tutti, anche per chi fa lavori diversi. Non è un caso che dopo aver la fine della partita abbia abbracciato anche i membri dello staff, quelli che fanno un lavoro diverso dai calciatori. Si sentono le emanazioni che emette. Quello che pensa Spalletti lo ha ripetuto Pallotta”.

Ilario Di Giovambattista a Radio Radio: “Io non mi vergogno di aver pianto, quando ieri Totti: ‘Concedetemi un po’ paura, questa volta ho bisogno io di voi’ ci scoppiava il cuore. Io voglio dire di essere orgoglioso di aver raccontato tutta la tua carriera. Buona vita, capitano! Della lacrime di Pallotta non me ne frega niente, ma quelle di De Rossi, di El Shaarawy e di Cristian sono state emozionanti. Da quello che ho capito lui non giocherà con nessun’altra squadra. Io dico: ‘Ciao Francé, non avere paura perché la tua vita continuerà in maniera spettacolare così come lo è stata in campo!’”.

Furio Focolari a Radio Radio: “Totti? Non credo che lui debba avere paura. Non avevo mai visto una cosa del genere: 70mila persone in lacrime. E’ la festa dei tifosi, non solo dei Totti. Erano tutte lacrime vere, piangevano tutti. Anche giocatori che non mi aspettavo, come Manolas. Totti ieri ha dimostrato di avere una grande parte della città e anche della parte che gli è stata avversari. So di laziali che hanno pianto. Però, ci sono stati dei momenti in cui il popolo ha dimostrato di non amare altri, come Pallotta, che si è intrufolato nella festa, come un intruso. Gli americani devono capire chi è Totti”.

Roberto Renga a Radio Radio: “Io ho  visto la partita con romanisti e laziali, e chi piangeva erano i laziali. A Francesco dico: avere paura non è un segno di debolezza, ma di forza. Essere amati da tutte queste persone non è avere paura”.

Franco Melli a Radio Radio: Penso che la gente piangesse perché ritiene che dopo Totti non esista più niente. Lui ha identificato non solo i romanisti, ma il romano perfetto. Con i suoi pregi ed i suoi difetti. Ieri sera è stato tutto meravigliosa, con qualche parte goffa. Si parlava del presidente, ma c’era anche qualcun altro goffo”.

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