EDITORIALE – La Roma chiude il girone di andata con una vittoria in trasferta importantissima, su un campo molto complicato su cui è caduta perfino la Juventus. Il 2017 comincia con il piede giusto e il girone di ritorno adesso è aperto ad ogni scenario.

E dire che il primo week-end calcistico dell’anno non si era aperto nel modo più sereno. Le dichiarazioni della vigilia di mister Spalletti hanno fatto discutere e non poco. A quella fatidica domanda con la quale tocca fare i conti, prima o poi, a tutti i tecnici che passano per Trigoria, Luciano ha risposto nel modo forse meno accomodante e prevedibile. Non ha escluso la possibilità, un giorno, di allenare la Juventus, la nemica odiatissima dei tifosi giallorossi. Spalletti dunque più professionista e meno “pasionario” romanista. Ma anche Spalletti ragionere di “Stato”. Quelle piccantissime frecciate alla società rea di non poter investire come le più ricche Juventus e Napoli, hanno fatto tornare alla mente le parole del suo predecessore, Rudi Garcia.

Ma a Luciano ci sentiamo di dire: vinci prima a Roma e poi potrai anche portare altrove il tuo credo calcistico. Il successo di oggi non era affatto scontato ed è figlio del suo credo, dei suoi insegnamenti, dei suoi moniti e della sua tigna. Una Roma sporca, brutta e “cazzutissima” ha fatto sua una gara contro un buon Genoa che, l’avesse vinta la Vecchia Signora, staremmo a tesserne le lodi per una settimana. E allora, stringiamoci a Trigoria con un obiettivo comune. Poi a fine stagione ci sarà tempo per la contabilità e per valutare nuove, future destinazioni!

Giulia Spiniello

 

  • enzo

    Se ne va, perchè ha capito che ne quest’anno, ne neii prossimi anni, gli faranno la squadra per vincere…
    I progetti della proprietà sono altri…
    Ve l’ha detto Garcia, ve lo ha confermato Spalletti.
    Altro che sogni di gloria, soltanto bugie: qui non c’è una lira!…