LO SPUNTO. Roma, tra attacco sterile e mal di corner

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LO SPUNTO ROMA ATTACCO STERILE CORNER – Questione di feeling. Tre parole per descrivere il problema realizzativo della Roma. Un feeling, quello con il gol, che tarda ancora ad arrivare. Alla soglia della 24ª giornata di Serie A, la squadra di Eusebio Di Francesco ha l’ottavo attacco del campionato, al pari di Atalanta e Torino. Nonostante il primato nella classifica dei tiri totali (413, 296 escludendo quelli respinti) e delle conclusioni da dentro l’area (187), i giallorossi hanno infatti realizzato solamente 33 gol, collocandosi al 13° posto in termini di efficienza realizzativa (11,1%). Un bottino troppo magro per una Roma che punta ad entrare in Champions League. Il divario con le prime quattro della classe è troppo ampio. Eccezion fatta per l’Inter, che ha messo a segno 38 reti, i reparti offensivi di Juventus, Napoli e Lazio viaggiano a velocità quasi doppia: 59 i gol dei bianconeri, rispettivamente 50 e 58 quelli dei partenopei e dei biancocelesti. Eusebio Di Francesco sembra ormai un disco rotto. “Manca la determinazione e la cattiveria nel cercare di far gol. È una cosa che non si compra al supermercato, ma che va allenata”, continua a ripetere in loop da circa due mesi nelle varie interviste e conferenze stampa. Il problema realizzativo, però, non può concernere solamente l’aspetto mentale. Determinanti a tal proposito sono le palle inattive, soprattutto nel calcio moderno, nel quale la maggior parte delle partite viene decisa dagli episodi.

PALLE INATTIVE – Cinque sono le reti da calcio piazzato messe a segno finora dalla Roma. Un bilancio troppo povero per una squadra dotata di abili saltatori del calibro di Dzeko, Fazio, Manolas e De Rossi. Un bottino che colloca i giallorossi al 12° posto in questa speciale classifica assieme all’Udinese. La situazione si fa più allarmante analizzando il conto dei corner. Su 165 calci d’angolo battuti (ha fatto meglio solo l’Inter, 177), la compagine di Eusebio Di Francesco ne ha trasformati in gol solamente 2: il sinistro al volo di El Shaarawy all’Olimpico contro il Bologna e il fortunoso colpo di spalla di Manolas al Franchi contro la Fiorentina. Un gol ogni 82 corner, dunque, che vale ai giallorossi la terz’ultima posizione in campionato per rapporto reti/calci d’angolo. Peggio della Roma, infatti, hanno fatto solamente Genoa (1 ogni 104) e Spal (1 ogni 120).

DA SPALLETTI A DI FRANCESCO – Riavvolgendo il nastro fino ad arrivare alla scorsa stagione, il bilancio si fa meno critico. La Roma di Spalletti, infatti, dopo 23 giornate di campionato, aveva realizzato 6 gol da palla inattiva (di cui 2 sugli sviluppi di calcio d’angolo), soltanto uno in più rispetto alla Roma “difranceschiana”. Per quanto riguarda invece il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, le reti messe a segno da calcio da fermo, alla soglia del 24° turno di Serie A, erano 6, di cui 5 da corner. L’andamento della Roma, dunque, resta in linea con quanto fatto lo scorso anno dai giallorossi e dai neroverdi, anche se la strada per superare o almeno eguagliare i risultati ottenuti dalle due squadre è ancora lunga. La banda Spalletti concluse infatti la stagione con 13 gol da calcio piazzato (7° posto in campionato), di cui 7 sugli sviluppi di calcio d’angolo (11ª posizione, al pari di Juve e Palermo); mentre la compagine di Di Francesco chiuse l’annata con 12 reti da palla inattiva (9° posto), delle quali ben 10 da corner (3ª posizione insieme ad Udinese e Milan).

Daniele Moretto

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2 Commenti

  1. Di fatto, su gli calci piazzati (non troppo pero!), siamo scarsi… per me è colpa sopratutto di chi li calci… ne Perotti, ne Florenzi, per citare i due più chiamati in causa, ne azzecano uno; e adesso, anche i rigori sono un problemo

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