EDITORIALE – “Mi sarebbe piaciuto averlo ma non ho mai pensato di comprarlo, le bandiere non si comprano o si vendono“.  E’ già nella storia del calcio questa affermazione di Silvio Berlusconi da Arcore, il presidente intenditore del buon calcio che avrebbe voluto Francesco Totti alla sua corte, quella del Milan che da oggi non è più suo. Si è concluso il tanto sospirato closing: il club rossonero passa al tycoon cinese Li Yonghong. Fine di un’epoca, quella dell’ultimo magnate del calcio italiano proprietario di un club, di una squadra in mano ad una società di famiglia.

LE VANE LUSINGHE – Totti all’età di 14 anni era già entrato nel mirino del patron di Mediaset, allora Finivest: Francesco ricevette la visita di un dirigente del Milan pronto a portarlo a Milanello per una cifra attorno ai 150 milioni di lire. Primo di una lunga serie di tentativi andati a vuoto. Berlusconi ha provato più volte a portare in rossonero il talento romano ma con scarsi risultati.

STIMA RECIPROCA – “Siamo tutti e due della Bilancia, siamo due persone che sono andate sempre d’accordo e ci stimiamo entrambi. Un abbraccio e tanti auguri di nuovo“. Così lo scorso settembre il capitano della Roma augurava buon compleanno all’ex premier in occasione della celebrazione dei suoi 80 anni. Qualche anno prima Totti sorprese invece Berlusconi facendogli arrivare una sua maglietta autografata durante una cena di Natale nella Capitale. “Berlusconi poteva essere il mio presidente anni fa, e chissà che non lo sia in futuro…”, rivelava Totti nel 2003. Come è andata ovviamente lo sappiamo già.

LE BANDIERE NON SI COMPRANO – I due insomma si sono rincorsi per quasi un ventennio senza “incontrarsi mai”. E quando Berlusconi si è messo finalmente l’anima in pace sull’impossibilità di arrivare al numero 10 di Porta Metronia, ha sempre tifato affinché Francesco rimanesse alla Roma, anche durante i mesi convulsi della passata stagione: “Credo che sia giusto assecondare il desiderio di Totti di avere la possibilità di fare un’altra stagione da giocatore, poi la Roma dovrebbe averlo come dirigente. Sappiamo tutti che Totti non è solo un campione ma anche una bandiera della Roma, vi confesso che mi sarebbe tanto piaciuto averlo nel Milan ma non ho mai e poi mai pensato per un minuto di poterlo acquistare. Le bandiere non si comprano e non si dovrebbero nemmeno vendere perché appartengono ai tifosi. I veri proprietari di una squadra sono i tifosi, non i presidenti”.

Giulia Spiniello