LA VOCE DEI TIFOSI – Dopo i due stop consecutivi nelle mura amiche dell’Olimpico e in vista della trasferta di Lione, fondamentale per le sorti della stagione giallorossa, la redazione di Romanews.eu ha contattato il presidente del Roma Club di Verona “Damiano Tommasi” Riccardo De Mei, il quale nell’intervista che segue analizza il momento di forma della squadra di Spalletti. De Mei parla anche dell’amore per la Roma che si respira al Nord Italia e della “sinergia” creata con i supporter del Chievo Verona.

Che partita sarà quella contro il Lione?
“Vista la precedente uscita europea in trasferta della Roma mi aspetto una gara positiva e ovviamente, si spera, anche un buon risultato, la squadra le potenzialità le ha tutte; serve concentrazione e cattiveria agonistica, cioè forse proprio quello che è venuto a mancare ai giallorossi nelle ultime due uscite. Comunque siamo molto fiduciosi”.

Dopo la Francia un’altra trasferta, quella di Palermo…
“Visti i valori in campo spero di non dovermi preoccupare; la grande squadra che in teoria e in pratica abbiamo dimostrato di essere deve scendere in campo senza paura, perché le potenzialità le ha tutte. La questione semmai è la concentrazione… In quest’ultima giornata abbiamo perso una grande occasione per staccare il Napoli e magari cercare di creare difficoltà alla Juventus per il finale di campionato. Rimane l’amaro in bocca, anche se per fortuna non è successo niente di irreparabile”.

Sarete allo stadio per seguire la Roma?
“Una nostra delegazione cercherà di essere presente a Lione. Le nostre difficoltà in questi casi sono legate all’acquisto dei biglietti, per i quali ci affidiamo all’AIRC (Associazione italiana Roma club); senza il loro aiuto sarebbe quasi impossibile andare in trasferta per le coppe, a volte non è per niente semplice”.

Come si dovrebbe gestire secondo voi la questione delle barriere in curva?
“Quando andiamo in trasferta abbiamo libertà di muoverci nel settore ospiti, mentre in casa all’Olimpico abbiamo questa divisione, è assurdo; non c’è nessun motivo per essere discriminati, anche perché le trasferte dimostrano che siamo una tifoseria che non crea disagi. Oltretutto non si può applicare una regola in un solo stadio, se c’è va applicata in tutti gli stadi. Capisco quei tifosi che hanno deciso di intraprendere una protesta pacifica, rimettendoci anche”.

Un’ultima domanda presidente, come nasce il vostro club?
“Siamo giovanissimi. Nasciamo nel 2015 da un ‘collegamento virtuale’ tra varie pagine Facebook (Roma club Veneto e Verona e Romanisti del Nord Italia). Da lì a creare un Roma club il passo è stato breve ed è partito tutto nel giro di poco. Oggi siamo a oltre cento iscritti. Inoltre, subito dopo la fondazione, abbiamo contattato il veronese Tommasi, poichè a lui abbiamo intitolato il club e lo abbiamo nominato socio onorario. Di solito ci riuniamo nella nostra sede, in un bar di un noto centro sportivo, per seguire le partite e per organizzare trasferte. Voglio sottolineare che abbiamo creato una buona sinergia con il coordinamento dei Chievo club; abbiamo partecipato a diverse iniziative, tra le quali una cena di beneficenza, ma sono molte altre le attività in comune, ad esempio partecipiamo alle feste e ai gala’ del Chievo“.

Andrea Bruni

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