La testa c’è, il gioco meno: a ritmo di Champions la Roma dura un tempo

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EDITORIALE ROMA-ATLETICO MADRID – La Roma scricchiola ma non crolla. Al debutto europeo Di Francesco strappa uno 0-0 all’Atletico Madrid, due volte finalista di Champions League nelle ultime quattro edizioni della massima competizione continentale. Nel primo tempo i giallorossi rispondono colpo su colpo alle sortite dei ‘Colchoneres’ che si aggiudicano la prima frazione ai punti senza però smuovere il punteggio dallo 0-0. La Roma fisicamente dura solo 45 minuti, nella ripresa cambia totalmente la musica: spagnoli in controllo totale della gara, giallorossi salvi in in più di un’occasione soltanto grazie alle parate eccezionali di Alisson.

ROMA NELLA LOTTA – Nonostante la Roma lamenti il mancato fischio di un rigore nel primo tempo, nei secondi 45′ si è vista tutta la differenza di esperienza nell’affrontare un certo tipo di partite. La Roma ha lottato sì, sempre guidata dal solito guerriero che è Nainggolan, ma ha peccato quando c’è stato da controbattere all’Atletico, al quale è mancato solo il gol, sfiorato in almeno quattro occasioni. Squadra troppo statica e costruzione lenta, il secondo tempo è da dimenticare. Dzeko, non soltanto per colpa sua, è sembrato un corpo estraneo alla partita: cercato poco e male, mai è stato nelle condizioni di essere pericoloso dalle parti di Oblak. Nel primo tempo il più pericoloso è stato Defrel, pur con molta imprecisione e troppa foga.

BALLA LA DIFESA – In più di un’occasione la difesa è andata in difficoltà sulle fulminee ripartenze degli spagnoli, un reparto che è sembrato lontano dall’avere quella solidità che chiede Di Francesco. I ringraziamenti vanno ad Alisson, il migliore del reparto arretrato e forse dell’intera formazione scesa in campo. Dopo i 17 giorni di pausa per la sosta per le nazionali ed il rinvio di Samp-Roma, al triplice fischio i giallorossi portano a casa un punto che fa morale ma che deve anche far riflettere. “Abbiamo cambiato tanto, ci vuole tempo per giocare 90 minuti al 100%”, è stata la lucida analisi di Nainggolan, ma l’orologio corre veloce. Mentalmente la Roma c’è, il gioco deve crescere molto. Il ritmo della Champions può mettere in difficoltà: la marcia va ingranata al più presto, anche in campionato.

Gian Marco Torre

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1 commento

  1. Ma la Champions, una volta chiamata Coppa dei campioni, è sempre stata così. E’ di un’altra categoria. Una volta s’incontravano solo i vincitori dei rispettivi campionati. Ora con le televisioni che la fanno da padrone ne giocano due o tre per nazione. Ma si tratta sempre delle migliori di ogni campionato. Perciò è dura. Durissima.

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