EDITORIALE – E’ Pasqua e non la Befana, ma se Spalletti nel suo uovo non ha voglia di trovare il rinnovo di contratto, sperava di trovare almeno una rassicurante vittoria contro l’Atalanta. E invece il “vecchio” Gasp gliela imbriglia per la seconda volta in questo campionato. L’Atalanta scippa alla Roma ben 4 punti, dopo la vittoria dell’andata (2-1), all’Olimpico arriva solo un pareggio (1-1).

Come già successo altre volte in questo campionato, De Rossi e compagni regalano un tempo agli avversari, e nella ripresa non trovano le forze per portare a termine la rimonta. La Juve neanche a dirlo non sbaglia un colpo e vola + 8.  Discorso scudetto chiuso a questo punto, a meno di sorprese vere. A Torino possono iniziare a “festeggiare” a modo loro almeno lo scudetto. Siamo amari, ma è forte la delusione in un caldo pomeriggio di aprile da cui ci si aspettava dolcezza. Stanchissimo Strootman, inceppato Nainggolan, a mezzo servizio De Rossi, la Roma concede il solito golletto beffardo. Trova la reazione ma quando servirebbe il colpo del campione, non arriva. Il campione è in panchina, 4 giri di orologio sono la terra al cospetto dell’infinito di quello che potrebbe fare in campo uno come Totti, 615 presenze oggi, come un certo Xavier Zanetti: vedere la rocambolesca rimonta dell’ormai famoso 3-3 con gli orobici di un anno fa.
“Ci ho messo tutto me stesso ma poi alla fine tireremo le somme e qualcuno deve prendersi le proprie responsabilità”. Immaginate queste parole con la voce di Spalletti, anzi senza immaginarle, perché le ha dette. A chi si riferiva? Intanto Buona Pasqua!

Giulia Spiniello