Di Francesco: “Non vinciamo solo le partite facili. Florenzi? Un piccolo Callejon”

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MILAN-ROMA, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco in occasione di Milan-Roma, settima giornata di Serie A.

POST PARTITA 

DI FRANCESCO A ROMA TV

La partita?
“Mi è piaciuta la squadra perché ha giocato con la testa, venivamo da un lungo viaggio e abbiamo saputo soffrire. Siamo stati bravi a sfruttare le occasioni che ci sono capitate”.

L’avevate studiata così?
“Assolutamente no, volevamo essere più aggressivi ma non riuscivamo a prendere Biglia. Nella ripresa ho chiesto di andare prima e ho messo Nainggolan fisso su Biglia. A dire la verità ci siamo difesi bene, a volte ci siamo schiacciati ma abbiamo concesso poco”.

Strootman si trova meglio a destra o a sinistra?
“Non lo so, lui spesso vuole adattarsi alle caratteristiche di Nainggolan. Quando bisogna giocare in ampiezza è giusto mettere i piedi di parte, in partite del genere, invece, hai meno possibilità di essere ampio e l’inversione ci sta. Ho deciso io di metterli con il piede di parte”.

Le occasioni del Milan?
“Quando si gioca con il 4-3-3 c’è il rischio di appiattirsi e di abbassarsi. Il terzino rimane sempre in mezzo ai guai”.

Problema mentale all’inizio?
“Dal riscaldamento leggo determinate situazioni. Nel primo tempo abbiamo recuperato nella loro metà campo 4-5 palle che potevano essere importanti. Poi abbiamo fatto alcuni errori. Oggi hanno fatto una partita di testa”.

Quanti giocatori speri di recuperare?
“Spero Schick e Karsdorp che spero rientrino in gruppo e mi permettano di avere soluzioni. Florenzi è un’arma in più”.

Come sta Strootman? Era in forse?
“No non lo era, ha preso una brutta botta che non gli ha permesso di continuare. È la classica vecchietta”. 

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA 

“E’ stata una squadra matura che ha lavorato più con la testa che con le gambe. Gliel’ho detto ai miei ragazzi e ho avuto una grande risposta. Abbiamo rischiato pochissimo, magari ci siamo abbassati un po’ troppo per merito del Milan. Ho alzato Nainggolan nel secondo tempo”.

La giornata più bella da quando alleni?
“Siamo grandissimi amici io e Vincenzo, poi in campo è una guerra. Gli auguro maggior fortuna nelle prossime gare. E’ stata una vittoria importante, la più importante è stata in Champions perchè non vinceva da anni in trasferta. Ci ha dato forza per venire a giocare al meglio in questa gara. Se una squadra è superiore vuol dire che il mio portiere deve fare 10 parate, Alisson ne ha fatta una sola su Bonucci. Il predominio territoriale ci può essere stato ma è diverso. Il Milan ha fatto una buona gara, ma il Milan è stato più intelligente nel saper soffrire nei momenti difficili. Con l’Inter abbiamo dominato 70 minuti e abbiamo perso 3-1, non si può dominare 90 minuti. Andrè Silva è molto molto interessante anche se deve ancora adattarsi al campionato italiano, i rossoneri hanno grande potenzialità in prospettiva”.

Strootman?
“Ha preso una botta forte, con il trauma si forma un ematoma muscolare”.

Preferiresti che da questo campionato sparissero Napoli o Juventus?
“Non voglio dire il Napoli, anche se lo penso, perché ci gioco sabato. La Juventus ha più continuità, ma il Napoli è una sinfonia in questo momento”.

DI FRANCESCO A SKY

La Roma c’è. E’ questo il titolo e perché?
“Ha dimostrato di essere squadra e venivamo da qualche infortunio di troppo. Questa gara andava giocata più con il fisico che con la tecnica. Abbiamo colpito al momento giusto e abbiamo portato a casa un risultato importantissimo”.

Montella disse “Può essere la partita della svolta”. E’ così?
“E’ giusto quanto diceva Vincenzo, bisogna credere nel proprio lavoro, è normale che poi a volte il campo dice altro. Io dico che anche noi facendo questo lavoro cerchiamo di trasmettere tutto quello che dicevo prima, poi tante volte gli episodi o altre cose che fanno parte delle partite possono cambiare le gare. Vincenzo è innanzitutto un amico e gli auguro ogni bene”. 

L’allenatore della Roma fa un applauso a Florenzi?
“Non mi serviva il gol per fare un applauso a Florenzi. Lui dove lo metti sta, ma in senso positivo. Da esterno è un grande giocatore, è un piccolo Callejon, un giocatore unico”.

Gli infortuni alla fine sei riuscito a trasformarli dei vantaggi…
“La difficoltà maggiore era quella di andare a prendere Biglia. Quando si gioca col 4-3-3 contro un 3-5-2 è un giocatore con cui fai fatica. Nel secondo tempo ho chiesto di alternare le due mezzali ma dopo ho messo fisso Radja. Non siamo stati bravi, questo faceva abbassare gli esterni perché non andavamo in aggressione giusta. Negli ultimi venti minuti abbiamo rubato 5/6 palle nella loro metà campo ed era così che l’avevamo preparata. A me non piace difendere a sei, si chiaro”.

El Shaarawy non ha fatto una grandissima gara e inizialmente davanti c’erano poche idee…
“Normale che quando giochi con tre attaccanti devi trovare giocate di qualità, quelle che ha fatto di meno oggi Stephan. Edin era troppo isolato e per questo ho scelto di mettergli più vicino Radja. Su questo stiamo migliorando e continuiamo a lavorarci”.

La marcatura di Nainggolan su Biglia…
“Sicuramente si non cambia quella che è la mia filosofia di attaccare, oggi ne è valsa la pena e ho ritenuto opportuno farlo. Ho un’idea di gioco e non posso cambiare tanto altrimenti non dai punti di riferimento ai giocatori”.

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

Grande personalità:
“E’ stata anche una prova dal punto di vista mentale importante, era importante rimanere in partita. In alcune situazioni potevamo fare meglio, ma siamo stati bravi ad accelerare nel momento opportuno”. 

La Roma c’è?
“Siamo venuti qua per vincere, per rimanere attaccati alle squadre avanti. Già abbiamo una partita in meno, non aiuta dal punto di vista mentale. Abbiamo vinto in Champions, ora a Milano. Avevano detto che vinciamo solo le partite facili. La squadra c’è, inizia a crescere con gli automatismi. C’è una crescita generale”.

La Roma c’è per lo scudetto?
“Ora siamo dietro gli altri, ci teniamo dietro e cerchiamo di guadagnare punti partita dopo partita. Spesso si butta tutto il lavoro per 90′. Bisogna rimanere con i piedi per terra, consapevoli che abbiamo grandi caratteristiche. Oggi tanti infortunati, ma la squadra ha risposto bene nonostante alcuni abbiano giocato tre partite in una settimana”. 

Quanto dà fastidio non aver giocato contro la Samp?
“E’ solo l’aspetto mentale, Quel periodo lì ci ha fatto comodo perché affrontavamo l’Atletico e non eravamo nella condizione ottimale. Ci toglie qualcosina perché l’avremmo voluta giocare subito. Guardo avanti con ottimismo, la squadra ha capito che per competere ad alti livelli bisogna essere corti e cinici quando serve”. 

Pensiero per Montella:
“L’affetto va a prescindere del campo. Gli auguro ogni bene”. 

La Roma c’è. Di Francesco ci mette il titolo e l’identità

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