Florenzi: «Morire sul campo per il Mondiale»

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IL TEMPO (F.Schito) – «Ognuno di noi sogna di giocare un Mondiale nella propria vita. Non ci sono riuscito nel 2014, voglio morire sul campo per riuscirci adesso». Non sa ancora se sarà in titolare a Solna e le previsioni della vigilia lo danno in panchina, ma Alessandro Florenzi è pronto a tutto per la maglia azzurra. L’esterno giallorosso, tornato in Nazionale dopo i problemi fisici che lo hanno frenato nell’ultimo anno – non scende in campo con il tricolore sul petto dal 6 ottobre 2016, 1-1 con la Spagna – si mette a disposizione del commissario tecnico Giampiero Ventura nel momento più delicato del biennio.

La sua duttilità può essere un’arma utile per una squadra che si appresta a cambiare pelle: dalle parti di Coverciano, l’aria che tira è quella del ritorno al 3-5-2 di «contiana» memoria. Una mossa in apparente disaccordo con le convocazioni del ct, visto l’elenco dei 27 infarcito di esterni d’attacco e simili: Bernardeschi, Candreva, El Shaarawy, Insigne, all’occorrenza anche Eder e lo stesso Florenzi. Forse anche per questo motivo, però, Ventura ha deciso di allargare così tanto il numero dei giocatori a disposizione. A prescindere dal modulo, Florenzi cerca di caricare il gruppo: «L’assetto conta poco, sarà importante come affronteremo caratterialmente la partita. Non è il sistema, in questo caso, l’aspetto fondamentale. Ci vorranno fame, cattiveria ed esperienza. Io sono una via di mezzo: sto qui da tanto, anche se non come i senatori della squadra. Il Mondiale deve essere un punto fisso nella nostra mente. Spero che il mister mi sfrutti: se ne avrà bisogno, io ci sono. La Svezia senza Ibrahimovic fa meno paura, perché Zlatan è uno dei migliori al mondo. Noi abbiamo i difensori più forti in circolazione e non dobbiamo temere nulla».

Chi sembra sicuro di un posto da titolare è Daniele De Rossi, una colonna della Nazionale: in caso di presenza in campo in terra scandinava, il capitano giallorosso supererebbe Andrea Pirlo per gettoni azzurri (117 a 116), diventando il quarto di sempre per presenze alle spalle di Buffon, Cannavaro e Paolo Maldini. «Per Daniele sarà un giorno importante – prosegue Florenzi – e tutti sanno che persona sia anche fuori dal campo». In attacco potrebbe toccare a Simone Zaza, rinato a Valencia sotto la cura di Marcelino e pronto ad affiancare Ciro Immobile, viste le condizioni non ottimali di Andrea Belotti. «Simone è stato importante per noi all’Europeo – confida il jolly giallorosso – e penso ci sia stato troppo accanimento nei suoi confronti. Avreste dovuto vederlo in allenamento: metteva tutti i rigori sotto l’incrocio. Quell’errore è stata una casualità, è motivato e ci darà una grande mano».

L’idea del 3-5-2 sarebbe dettata in parte da un colloquio con i senatori del gruppo, che si trovano particolarmente bene con il modulo utilizzato da Conte all’Europeo: non a caso, nel match vinto nel 2016 contro gli scandinavi, l’Italia scese in campo con quell’assetto. A Florenzi toccò il ruolo di esterno sinistro a tutta fascia, che stavolta troverà ostruito da uno tra Darmian e Spinazzola, con Candreva sull’out opposto. Parolo e Verratti saranno gli intermedi ai fianchi di De Rossi. In difesa, davanti a Buffon, il ritorno all’antico: Barzagli, Bonucci, Chiellini. Domani è in programma la partenza per la Svezia, venerdì sera il primo dei due scontri cruciali. Ventura è pronto a giocarsi tutto allontanandosi dalle idee che aveva provato a imporre in tutti questi mesi: un azzardo non da poco, vista la posta in palio.

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