Fazio-Astori: il faccia a faccia

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FIORENTINA-ROMA, IL FACCIA A FACCIA – 12esima giornata di Serie A, la Roma giunge a Firenze con in mente ancora la mirabolante prestazione contro il Chelsea di Antonio Conte. I giallorossi vantano la miglior difesa del campionato, appena 5 gol subiti: Alisson ha mantenuto la rete inviolata 7 volte su 10, non poco, se si considera che neanche Reina, il portiere del Napoli dei sogni, riesce a far di meglio (5 clean sheet su 11 match giocati, uno in più della Roma). La Fiorentina, che domani ospita i giallorossi, lì dietro non è una roccaforte ma neanche una groviera: con i 13 gol finora subiti, si piazza al quinto posto fra le migliori difese della Serie A, a pari merito con la Samp di Giampaolo (anche i blucerchiati con una partita in meno, sappiamo quale). A proposito di difese, la sfida del Franchi sarà un duello a distanza fra massimi gradi: da una parte il Comandante, Federico Fazio, dall’altra Davide Astori, leader e capitano dei viola.

HASTA SIEMPRE, FAZIO – “Aprendimos a quererte, Comandante Che Guevara“, cantava Carlos Pueblo nel ’65, in onore del rivoluzionario argentino, su note poi riprese da mezzo mondo e divenute celebri. Letteralmente: “abbiamo imparato ad amarti, Comandante ecc.“. Lo stesso potrebbero cantare i tifosi della Roma proprio per Fazio, se avessero il tres cubano. Dopo un inizio di campionato incerto, l’argentino ha ritrovato lo smalto dello scorso anno, anzi, sembra poter dare ancora di più. E’ arrivato a Roma nel luglio 2016 fra scetticismi vari nonostante il palmarés di tutto rispetto, partita dopo partita è riuscito a ritagliarsi un posto di primo piano nelle gerarchie difensive giallorosse. Nella sua prima stagione italiana, Fazio ha giocato 37 partite, 35 delle quali dal primo minuto, segnando inoltre due gol. I suoi occhi sono puntati sul Mondiale in Russia, perché non potrebbe essere altrimenti.

L’EX ASTORI – Un’intera stagione in giallorosso non bastò per lasciare il segno. Nell’estate 2014, dopo aver soffiato Iturbe alla Juve, l’ex ds Sabatini sbaragliò agevolmente la concorrenza della Lazio per Astori, che arrivò in prestito a 2 milioni con diritto di riscatto fissato a 5. Col senno di poi si sarebbe potuto rubare dalle avversarie più oculatamente: lasciando da parte le disavventure del paraguaiano, l’ex Cagliari dimostrò di non essere compatibile con le peculiarità capitoline. Ora però Astori sembra aver trovato la giusta dimensione, nella Fiorentina ha già collezionato 69 presenze e siglato 3 gol, diventandone capitano (da quest’anno) e leader della difesa.

Paolo Sparla

 

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