Dzeko e Destro: quando la differenza non è solo nei numeri

2

ROMA-BOLOGNA, IL FACCIA A FACCIA – 11esima giornata di Serie A, Di Francesco accoglie in casa Donadoni, la Roma cerca i 3 punti col Bologna per restare sulle tracce delle prime in classifica e per un ulteriore iniezione di fiducia in vista della sfida di martedì prossimo contro il Chelsea. Giallorossi contro Felsinei, dunque, per un match che tatticamente si prospetta molto interessante. Roma-Bologna tuttavia non è solo una partita a scacchi, è anche il confronto fra un bomber vero, Edin Dzeko, e un bomber in cerca d’autore, Mattia Destro.

UN AUTENTICO NUMERO 9“Non so se rinuncerò a lui, ci penserò tra oggi e domani”, ha detto mister Di Francesco in conferenza stampa a chi gli chiedeva di Dzeko. Sono parole che mettono l’accento, qualora ce ne fosse bisogno, sull’imprescindibilità del ruolo che il numero 9 ha all’interno dell’organismo Roma. Il bosniaco non ha mai saltato una partita fino ad ora, ripagando costantemente la fiducia che Di Francesco gli ha concesso. 791 minuti giocati in campionato, 7 reti realizzate su 14 occasioni limpide da gol. Di queste 7, 4 sono in casa e 3 in trasferta. Dzeko non ha preferenze di piede: colpisce indifferentemente sia col destro (3 centri) che col sinistro (altrettanti), non disdegna inoltre i palloni alti (una rete di testa). Mai come quest’anno la squadra dipende da lui. In assenza di un vero e proprio satellite che gli ruoti attorno come ha fatto Mohamed Salah lo scorso anno, Edin sta provando a farsi carico dell’intero reparto offensivo giallorosso: finora ha retto alla grande, bisognerà vedere come reagirà sul lungo termine. Anche in Champions il suo ruolino di marcia fa invidia: 3 presenze e 3 gol, 2 di questi a Stamford Bridge dove peraltro non aveva mai timbrato il cartellino; l’altro nell’ostica trasferta di Baku contro il Qarabag.

UN FIORE CHE NON SBOCCIA – Difficile individuare cosa sarebbe potuto andare meglio e cosa no nell’esperienza di Mattia Destro alla Roma. L’ascolano non è rimasto nel cuore dei tifosi giallorossi e probabilmente mai nessuno lo rimpiangerà, ma senza dubbio nella Capitale si sono avvicendati attaccanti peggiori nel corso degli anni. A livello statistico Destro non ha fatto male, anzi, 29 reti in 68 presenze sono un dato più che buono, forse però non abbastanza incisivo per far breccia nel cuore dei romanisti. Soprattutto se a questo si aggiunge la scarsa predisposizione del classe ’91 a farsi benvolere dal pubblico, accompagnata da un manifesto carattere spigoloso. Destro non sta vivendo un momento strepitoso di forma: nonostante le 6 presenze con la maglia rossoblù finora collezionate, è ancora a secco di gol. Non il massimo per un attaccante. Lo stesso Donadoni comincia a titubare sul suo conto: “Mattia sa che il suo rendimento passa attraverso le sedute quotidiane. Se riesce a fare questo salto, legato non solo alla prestazione in sé, ma a tutto quello che lo precede, potrà crescere molto”. Salto che fino a questo momento non è arrivato.

Paolo Sparla

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here