Analisi Tattica. Emerson manda fuori gara la Fiorentina. Secondo tempo perentorio e aggressivo

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ROMA-FIORENTINA, L’ANALISI TATTICA – La Roma riprende il cammino con una prova convincente che, per prova di forza, solidità difensiva, e produzione offensiva, rappresenta probabilmente la migliore prova stagionale in campionato, e la risposta alle vittorie di Juventus e Napoli suona perentoria, così come il rammarico per 3 punti pesantissimi lasciati a Marassi 10 giorni fa.
MODULI SPECULARI E SVILUPPI DI GIOCO -Entrambe le squadre disegnano sul campo un 3-4-2-1, con i viola che mandano Bernardeschi sul primo palleggio di De Rossi e Vecino che si fa portare fuori dalla mediana per incrociare la corsa con Strootman. La Roma si affida ad un prevedibile 11 iniziale, dagli interpreti ormai consolidati, che probabilmente sarà esibito per l’ultima gara, visto il rientro di Salah dalla Coppa d’Africa.
SVILUPPI DI GIOCO E PRIMI SPUNTI DI GARA – Essendo moduli speculari diventano importanti i duelli individuali, ma la Fiorentina non rinuncia al suo palleggio cadenzato in mezzo al campo, e complice un inizio di gara dove riesce a pressare molto alta la Roma, prende in mano la prima frazione di gara del primo tempo, con i giallorossi che non riescono ad uscire con la palla sugli esterni (Peres e Emerson), giocando troppe linee di passaggio in mezzo al campo. Al contrario, la Fiorentina manovra usando molto gli scarichi per aprirsi le linee di passaggio, non forzando mai la giocata, ma palleggiando con pazienza, e muovendosi bene senza palla. La prima mossa potrebbe essere passare al 4-2-3-1 per agevolare il palleggio sulle catene esterne, ma Spalletti sceglie di mantenere inalterato il dislocamento in campo chiedendo più intraprendenza ai suoi esterni, con Emerson che in poco tempo entra prepotentemente nella gara cominciando a battere con proposizione crescente la corsia di sinistra mandando fuori gara Chiesa, e successivamente Sanchez, saltato sistematicamente, in un 1 contro 1 vittorioso che rappresenta la chiave di volta dell’ascesa della squadra. Nonostante a destra i giallorossi ancora non riescano a trovare, con Bruno Peres, gli stessi sbocchi che a sinistra la squadra riesce a prendere campo e ad alzare il baricentro, con El Shaarawy che lavora in appoggio a Emerson devastando la fascia destra della Fiorentina, consentendo a Dzeko di giocarsi l’1 contro 1 centrale con Gonzalo. La catena di sinistra è, dunque la svolta della gara della Roma, con Sanchez e Astori (che deve sempre scegliere se uscire su Nainggolan o coprire su Bruno Peres) che non possono aiutare Gonzalo con Dzeko che, splendidamente imbeccato da De Rossi, trova modo di vincere il suo duello personale rompendo gli equilibri di un primo tempo frammentario.
SECONDO TEMPO PERENTORIO E AGGRESSIVO – Si riparte, nella ripresa, con uguali schieramenti, ma nonostante la Fiorentina provi ad pressare e scalare alta per ritornare in gara, è l’avvio aggressivo in ogni zona di campo dei giallorossi ad incanalare immediatamente la gara verso binari propizi agli uomini di Spalletti. Se a ciò si aggiunge il gol di Fazio (dopo quello di Manolas con l’Inter) ,in seguito a punizione laterale, ecco che la gara diventa un monologo a tinte giallorosse, e nonostante Sousa inserisca Ilicic dietro a Babacar (Bernardeschi si sposta in fascia a sinistra, dove rientrerà di meno lasciando Peres padrone della corsia), l’inerzia della gara non cambia minimamente. Un aspetto importante dell aggressività della squadra sono le posizioni dei centrocampisti, con Nainggolan che gioca molto in ripiegamento,e la squadra in un ora di gioco non va mai in difficoltà in fase difensiva,con Strootman sempre sul centrosinistra nella posizione naturale, il tutto contro una squadra che aveva tanto per mettere in difficoltà chiunque. Emblematica l’ azione del terzo gol, con ripartenza da palla recuperata da dietro, giocata su Dzeko, scaricata su De Rossi, con Strootman e Nainggolan che si buttano nello spazio concludendo l’azione partendo da dietro. La gara della Fiorentina, dopo una parte iniziale pulita nel palleggio, ha visto patire la pressione in tutte le zone del campo da parte dei giallorossi, finendo per essere imprecisa e sbagliando moltissimo.
CONSTATAZIONI FINALI – Manolas e Rudiger hanno dimostrato di sapere palleggiare da dietro, miglioramenti evidenti rispetto ad un anno fa al momento dell’arrivo di Spalletti, ed il merito è soprattutto del tecnico, che ha saputo dargli i riferimenti su cui appoggiare le linee di passaggio. I 3 centrocampisti hanno tenuto molto le loro posizioni, con De Rossi centrale, Strootman soprattutto sul centro sinistra, e i ripiegamenti sistematici di Nainggolan hanno permesso di fare un filtro adeguato, senza andare mai in inferiorità numerica in mezzo al campo, dove la Fiorentina cercava il palleggio.
 
Maurizio Rafaiani
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