Jingle bELl Sha, un Faraone sotto l’albero

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EDITORIALE – Natale con i tre punti in tasca per Spalletti che può guardare la classifica con un sorriso in più. Se il sogno scudetto dopo la sconfitta con la Juventus è destinato a rimanere tale, con il Chievo c’era da rispondere alle avances per il secondo posto mosse da Napoli, Lazio e Milan. Il tecnico toscano si aspettava risposte, dalla squadra sì ma anche da qualche singolo: si pensi a El Shaarawy, rilanciato dal 1′ al posto di Perotti e con il peso sulle spalle di dover dimostrare d’esser tornato quello del girone di ritorno della scorsa stagione. Stephan dopo tante critiche ha risposto presente: ma non solo per la punizione che baciando il palo prima di depositarsi alle spalle di Sorrentino ha ridato speranza ai giallorossi scossi dall’errore – l’ennesimo – di Peres costato lo svantaggio, ma anche per la costante minaccia che ha rappresentato sull’out mancino e il consueto supporto difensivo offerto nei momenti in cui era necessario. Insomma gol ritrovato, prestazione di livello e magari un pensiero in meno per tifosi e società. Perchè con Salah in partenza per la Coppa d’Africa forse l’alternativa all’altezza non è da cercare sul mercato: basta guardare sotto l’albero di Trigoria perchè El Shaarawy si è finalmente sfilato le vesti da mummia per tornare Faraone e un acquisto in più in quel reparto non potrebbe che togliere risorse economiche per rinforzare reparti dove risorse nuove sono realmente un bene necessario.

Marco Miele

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