Di Francesco: “La Juve è un esempio, ma la lavorare qui è un’altra cosa”

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DI FRANCESCO JUVENTUS-ROMA – L’allenatore giallorosso Di Francesco interviene in conferenza stampa alle 13.45 alla vigilia del big match Juventus-Roma, valido per la diciottesima giornata di Serie A.  Il tecnico capitolino introduce la sfida rispondendo alle domande dei giornalisti presso la sala conferenze del centro tecnico sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria.

da Trigoria
Alessandro Tagliaboschi

ROMANEWS.EU RIPORTA FEDELMENTE LE PAROLE DELLA CONFERENZA STAMPA RIASCOLTANDO L’AUDIO ORIGINALE

LA CONFERENZA STAMPA

Calicchia, Roma tv: In quello stadio la Roma non ha mai preso punti. Come si prepara?
Innanzitutto, auguri di buon natale a tutti. Si prepara come una partita importantissima, non decisiva, ma che ha un valore importante dal punto di vista anche mentale. E’ un campo non facile, sotto tutti i punti di vista, ma non cambia l’identità della Roma, ve lo assicuro

Cosa risponde ad Allegri che indica la Roma come una delle antagoniste più importanti per lo scudetto?
Lo ringrazio, perché ci fa un complimento. I numeri di cui ha parlato lui sono importanti, mi auguro di poter confermare ciò che ha detto lui domani. Poi ricambio i complimenti perché è un grande allenatore sotto tutti i punti di vista

Mangiante, Sky: Chi toglierebbe alla Juve?
Ha giocatori importanti. Higuain però è letale come giocatore, dietro di lui troppo facile dire Dybala che è un fenomeno, ma Manzdukic. Ha delle caratteristiche fisiche importanti, che rovina il modo di difendere di una squadra

Dzeko e Schick?
Dzeko sta vivendo con voglia di fare gol questo periodo. Ne abbiamo parlato con positività e c’è voglia prima di tutto di non vivere in modo angoscioso questa mancanza e di mettersi a disposizione della squadra. Magari se ne fa uno in più in una botta sola siamo tutti contenti. La sfida Dzeko Higuain potrebbe essere determinante. Schick sta crescendo, per poterlo fare deve scendere in campo, a volte va bene a volte meno bene. ma il fatto che ha anche segnato aiuta a crescere al giocatore

Di Carlo, Mediaset: Con quale obiettivo si arriva a Torino?
Vorrei dirlo a fine partite, ma non andiamo con l’obiettivo di fare una gita o regalare le cose agli altri. Il risultato determina tanti discorsi, come quella di Coppa Italia, quello che interessa a me è che il risultato a Torino darebbe grande forza e morale nella mia squadra, sarebbe una risposta importante per tutto il gruppo

Pastore, Il Romanista: Come si risponde alla prima pagine del quotidiano torinese?    Niente, ci deve dare più motivazione, dobbiamo rispondere in un modo: sul campo. Le chiacchiere se le porta via il tempo, io personalmente non devo dare nessuna risposta al quotidiano TuttoSport

Menghi, Il Tempo: La Roma dopo il derby ha rallentato. Cosa è successo a livello di brillantezza?
Sulle prestazioni ho letto e sentito cose quasi assurde. Se le prestazioni si fanno in base al risultato avete ragione voi, ma a livello di situazioni di gioco non si può dire. Ho letto che siamo i quart’ultimi nella classifica di chi corre di più, ma io vi dico che si guarda la qualità della corsa, non quantità. Noi siamo mancati sottoporta, ma non ci diciamo che il torino ci ha massacrato. Siamo stati ingenui sui calci piazzati, ma a livello di qualità, velocità e occasioni create abbiamo fatto meglio rispetto al Cagliari. Sono mancati dei risultati, quello sì, dobbiamo riprendere il cammino ed è colpa nostra e conosco solo un modo e cioè quello di lavorare non con le chiacchiere, ma con i fatti. Però non parliamo di poca brillantezza, perché ci tengo e questa squadra è in crescita dal punto di vista fisico. Con i risultati speriamo di alzare l’asticella

Pugliese. Gazzetta: Mi ricollego a Mandzukic. Il duello con Florenzi può essere una chiave della gara? Un rigore domani chi lo tira?
De Rossi (ride, ndr). Il rigorista è deciso prima, e non c’era nessuno dei due con il Torino perché non erano titolari. Quando un calciatore va a battere il rigore perché se la sente non gli si può dire di noi. Questa è una cosa che scelgo io domani, vedremo chi lo batterà, non voglio dare vantaggi a chi è in porta che già ci conosce bene. Vantaggi e svantaggi di ogni duello, la fisicità di Mandzukic che ha contro tutti e la capacità di attaccare di Florenzi che ha spiccate qualità offensive

Maida, CorSport: Domani si sfidano miglior attacco e miglior difesa. Negli ultimi 10 anni ha sempre vinto lo Scudetto la miglior difesa. Questa Roma basta per vincere lo scudetto?
Tante volte la Juventus ha vinto i campionato non segnando molto e vincendo spesso 1-0. Noi però è un rullino di marcia che dobbiamo migliorare è sotto gli occhi di tutti, nelle ultime 5 partite abbiamo tirato moltissimo e segnato poco, se Dzeko è quello che tira di più ma non segna molto dobbiamo migliorare. Abbiamo le potenzialità per migliorare, a volte può essere anche un pochino l’aspetto psicologico, ma dobbiamo essere bravi a tirarlo fuori ed attaccare un pochino meglio

Lo Russo, RDS: Lo scenario che si prospetta di fronte ad un obiettivo appena fallito? La partita di domani acquista un altro valore?
Prima di tutto siamo scesi in campo mercoledì per portare in campo la qualificazione. Detto questo però purtroppo, analizzare una partita del genere è difficile, vorrei vederla con voi per capire davvero, siamo stati ingenui, paghiamo la poca precisione sotto porta. Abbiamo altri due obiettivi che può essere quello di arrivare più avanti possibile in campionato e Champions, siamo stati bravi ad ottenerlo, adesso non facciamo dalle stelle alle stalle con un ottimo. Io sono dispiaciuto, ma non posso chiedere scusa perché ai ragazzi non si può rimproverare nulla per impegno e voglia di vincere la partita. Non parlerò più di sfortuna, il fatto di non essere passati dispiace, abbiamo altri due obiettivi da poter migliorare e dobbiamo farlo. Siamo qui per questo: cercare di ottenere il massimo

Parisi, CSS: Lei era in campo nel ’98, ed era in panchina quando la Roma si cucì sul petto 2/3 dello Scudeto. Questa partita le dà qualcosa in più? Che partita è per lei Juve Roma?
Sempre ostica e difficile, anche quando abbiamo pareggiato quella dello scudetto eravamo sotto di due gol. Me la ricordo come una vittoria, mi auguro di trovare le stesse gioie domani, però è una partita che vivi con grande tensione perché sai benissimo che la Roma non vince da 7 anni lì, è un campo sempre più difficile

Trinca, TRS: La Juve dopo la Samp è diventata una squadra ermetica. Schick ha detto che è in crescita, lo rivedremo domani con Dzeko? Quanto sarà importante avere in campo giocatori che sanno saltare la prima pressione con il primo controllo?
Non so cosa tu voglia dire con questo primo controllo, tecnicamente dovremmo parlare di tanti altri aspetti. Schick lo sa fare, ma è riduttivo parlare di primo controllo quando ci sono più di 100 metri di campo. La formazione non ve la dico, come fa pre-tattica la Juventus lo facciamo anche noi. Mi parlate sempre di Schick: ha fatto poche partite con la Samp, qualche gol ed ora sta iniziando a giocare qui. Alla Juventus dicono che Dybala non è pronto, qui si parla sempre di Schick, mi fa anche capire il livello di differenza di mentalità. Ha qualità, ma lasciamolo crescere in tranquillità

Cotumaccio, Rete Sport: C’è la sensazione che per vincere si debba andare altrove? Questo influisce sul rendimento dei giocatori?
Quello che influisce sulla testa dei calciatori non influenza. Potevo andare alla Juve ma ho scelto di venire qui, per me è bellissimo poter ottenere qualcosa di importante qua. Quello che pensano gli altri non mi interessa, mi interessa solo quello che voglio trasmettere io e il mio pensiero. Mi piacerebbe cambiare mentalità sui giudizi prematuri e rendere ancora più forte e solido questo ambiente. Noi dobbiamo crescere e maturare tanto, la Juve è un esempio da seguire per poter diventare grandi, ma è tanto bello farlo qui dove c’è il sole ed un pubblico magnifico

 

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2 Commenti

  1. Ogni partita e’ una storia. Questo significa che in una partita ci puo’ stare tutto. L’unica cosa che non ci puo’ stare e’ che Flore marchi Mandzukic. Forse puo’ marcare ill pupone dell’Arno. Il calcio non e’ matematica, ma in uno stadio dove ancora dobbiamo conquistare il primo punto,bisogna correre. lottare , squadra corta e ritrovare il miglior Dzeko. Compito di santeusebbio. Quanto alla sciagurata campagna di frate monci, mi ripeto, e’ frutto delle direttive ricevute ed e’ il frutto di un falso valore che media ruffiani hanno attribuito allo spagnolo. Partita chiave e gennaio ci tolga le scorie e ci porti qualche guerriero

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