Di Francesco: “Schick deve recuperare se stesso. Dzeko gioca ed è motivato”

3

CONFERENZA STAMPA DI FRANCESCO – Sabato 20 gennaio 2018, alle ore 14.00, il tecnico Eusebio Di Francesco incontra i giornalisti presso la sala conferenze del centro tecnico sportivo Fulvio Bernardini per presentare la sfida contro l’Inter, in programma domenica alle 20.45 a San Siro. Presente anche il ds Monchi che ha parlato in apertura della situazione calciomercato.

Da Trigoria
Alessandro Tagliaboschi

ROMANEWS SEGUE L’EVENTO IN TEMPO REALE

TRASCRITTA FEDELMENTE ASCOLTANDO L’AUDIO DELLA CONFERENZA STAMPA

LA CONFERENZA STAMPA

Monchi: “Prima di tutto buona sera. Volevo parlare in spagnolo, perché voglio che il messaggio che mando abbia la chiarezza sufficiente, ma parlerò in italiano per i nostri tifosi. Tolgo poco tempo al mister alla vigilia di una partita così importante. Ma ci troviamo costretti a fare chiarezza. Sono troppi giorni che la Roma viene descritta sui giornali come una società in smobilitazione, addirittura ho letto che la Roma sta cedendo dei giocatori a loro insaputa. Si tratta di una descrizione dei fatti molto lontana dalla realtà. Non è una colpa avere in rosa tanti giocatori forti che piacciono ad altri club importanti. Se arriveranno offerte concreti, sarà mia dovere di ds valutarle, come vengono valutate le mie quando contatto altri direttori sportivi. Lo stesso che ho fatto quando ero a Siviglia, e che per fortuna ha ottenuto qualche risultato. Anche qui mi trovo nella condizione di prendere tutte le decisioni che ritengo giusto prendere. Sono sicuro al 100% di aver fatto il triplo delle telefonate verso altri ds rispetto a quante ne ho ricevute. Sarò chiaro una volta per tutte: la Roma non va a caccia di offerte in giro per il mondo, soprattutto non vuole ridimensionare la rosa, anzi lo dico anche ai tifosi: il nostro obiettivo è sempre quello di rinforzare la squadra. Un ds è sempre contento quando i nomi dei calciatori che sta seguendo non escono sui giornali, ma non pensate che stiamo dormendo”.

Spinelli, Roma Radio a Di Francesco: Che settimana è stata?
Sicuramente questa pausa dal mio punto di vista a livello di strutturazione non mi è piaciuta, al di là di come ci siamo arrivati per via dei risultati precedenti. Ma perché prepari la partita dopo l’obbligo di dare ai calciatori una settimana di vacanza, e avere una settimana solo per preparare la partita non è il meglio. I ragazzi si sono presentati bene, nonostante abbiamo avuto qualche piccolo fuori programma a partire da Diego Perotti a seguire a Gonalons che non ci ha permesso di avere tutti i giocatori a disposizione per questa partita molto importante. Però i ragazzi li ho trovati bene, motivati, con la voglia di  andarsi a riprendere quello che abbiamo lasciato per strada. Credo che più che una settimana di vacanze per ricaricarsi psicologicamente non potevano avere di meglio e sono convinto e pretendo la massima concentrazione e attenzione da qui alla fine del nostro percorso, che non è solo il campionato ma anche la Champions.

Paonessa, Roma Tv: Cosa ha chiesto in più alla squadra?
Prima di tutto concretezza in quello che andiamo a fare, in quello che abbiamo sviluppato in questo periodo. Ritrovare anche una squadra che abbia la spensieratezza e la forza, la qualità, nelle giocate che ha avuto in precedenza, io non mi posso basare solo sul primo tempo contro l’Atalanta in cui non abbiamo giocato e che alle prime difficoltà si è intimorita. Per giocare  calcio e per cercare di migliorare ci vuole coraggio, anche nei momenti di difficoltà, mettere da parte la paura e mettere davanti il coraggio: questo ho chiesto principalmente ai miei giocatori. Ovvio, poi abbiamo fatto tante valutazioni tecnico tattiche per andare a migliorare quello che non è andato nell’ultimo periodo. Ma principalmente, ribadisco, dobbiamo migliorare questa capacità di essere pericolosi sotto porta, di essere determinati e precisi. Non mi piace di ridire cattivi, perché è una cosa che non la trovi facilmente, abbiamo allenato il discorso di attaccare meglio la porta sotto tutti i punti di vista.

Mangiante Sky Sport: Dzeko gioca?
Si motivatissimo, voglioso di far bene, giocherà sicuramente dal primo minuto. Sarà della partita e mi auguro che possa essere determinante come lo è stato in altre occasioni.

Mangiante Sky Sport: De Rossi come sta? Florenzi verrà confermato terzino?
De Rossi sarà convocato con la speranza di poterlo recuperare o di giocare e metterlo a disposizione per domani, mentre Gonalons e Perotti non saranno convocati, resteranno qui uno con un infortunio differente dall’altro. Perotti con la speranza di recuperarlo magari per la prossima con la Sampdoria in casa, Gonalons è un po’ più lunga come tipo d’infortunio. Florenzi ho sempre detto che ha la qualità per giocare basso, avanti e in mezzo. È ovvio che anche in base a quello che sarà il recupero di De Rossi verranno fuori le mie scelte. Oggi non vi darò nulla di particolare riguardo agli uomini, anche per non dare vantaggi agli altri, come non li danno a me, ma abbiamo lavorato con lui in tutte le posizioni citate.

Di Carlo, Mediaset: Questa è stata una settimana complicata, soprattutto per i tifosi. Si sente di mandare un messaggio come ha fatto Monchi?
Credo che un futuro un po’ già ce lo siamo costruiti. Al di là di quanto detto dal direttore, che riguarda in particolar modo il mercato, quelle che sono le idee della Roma come società, io sono sereno e per quello voglio che la squadra, più che tranquillizzare i tifosi, porti delle prestazioni, degli atteggiamenti giusti. Sono inutili le mie parole, le chiacchiere se le porta via il vento, a me piacciono i fatti. In questo momento noi abbiamo fatto pochi fatti o almeno nell’ultimo periodo non abbiamo dimostrato di essere quelli che erano quei giocatori che hanno avuto un periodo ottimo, al di là del Chelsea, in cui la squadra dava determinate sensazioni. Le abbiamo un po’ smarrite e dobbiamo ritrovarle il prima possibile. Dobbiamo lavorare in questo senso, mi auguro e voglio essere determinato in questo senso, dobbiamo riportare entusiasmo. Noi dobbiamo trascinare loro, non il contrario. Sappiamo quello che è il sostegno dei tifosi, come nell’ultima partita con l’Atalanta dove ci hanno incitato fino all’ultimo minuto. Poi uno decide se fischiare o applaudire ed è libero di farlo. Noi dobbiamo ritrovare gli applausi della nostra gente e l’incitamento che c’è stato con le prestazioni e non con le chiacchiere, al di là di chi scende in campo. Ci soffermiamo troppo sui singoli ma ricordiamoci che noi rappresentiamo solo una cosa: la Roma. Questa è una cosa che sottolineo sempre ai nostri calciatori, non è un discorso individuale ma di squadra e noi dobbiamo essere bravi in questo.

Menghi, Il Tempo: Sembra che la Roma abbia mollato, è così?
E’ un tuo pensiero? Premesso: io non penso che noi scendiamo in campo per arrivare ottavi o noni in classifica. Come ho sempre detto, e questo me lo dovete riconoscere o mi incavolo, io non ho mai parlato di scudetto, giusto? Ho sempre parlato di dar fastidio agli altri e di migliorare la nostra classifica. È normale che le nostre ultime prestazioni ci dicono  ancor di più che dobbiamo lavorare e migliorare, però siamo ugualmente competitivi per andare in Champions, questa è la risposta più importante. Sicuramente parlare in questo momento di scudetto è inutile, i punti possono dire che ce la possiamo ancora fare, siamo distanti ma abbiamo una partita in meno. Questa sarà una settimana molto importante per definire sia i nostri obiettivi che per dare una risposta alla gente e a noi stessi su chi siamo veramente e lo dobbiamo fare nel migliore dei modi. Detto questo, si scende in campo demotivati? È assurdo, me ne starei a casa io se dovessi pensare una cosa del genere. Scendiamo in campo con grandissime motivazioni e non credo che nell’ultimo periodo la squadra abbia mollato perché aveva il desiderio di perdere o pareggiare con le altre squadre. Magari ha avuto inconsciamente la forza o la determinazione avuta in altre occasioni, ed è una cosa su cui abbiamo lavorato. Vi assicuro che la cosa è psicologica e abbiamo lavorato tanto sotto l’aspetto mentale. Anche perché l’ho detto prima, con una settimana si fa fatica a spostare gli equilibri tecnico tattici, o fisici, abbiamo cercato di recuperare le energie che avevamo smarrito nell’ultimo periodo.

Ferrato, Area: Sentivo parlare in radio un mental coach che diceva che a Roma ci si accontenta. Dato che la Roma non vince un trofeo dal 2008 di cosa si accontenta?
Non credo che uno si accontenti o meno. E’ inconscio ed è inevitabile che ci si esalti e ci esaltiate in maniera eccessiva. Si vive di eccessi, 20 giorni fa si sentiva parlare di una squadra e di un allenatore di un certo livello, ora mi sembra di sentire il contrario. Voi nella vostra vita venite giudicate per 20 giorni in un modo e per altri 20 giorni in un altro? Potete per un determinato periodo aver perso un po’ di lucidità o aver smarrito gli obiettivi, ma no di aver perso la determinazione, quello che siete o che si ha dentro. Io credo che voglia dire che questo è un ambiente che può portare a questo, ma non solo da quando c’è Monchi o Di Francesco o altri, è un po’ l’ambiente in generale, che a volte fa anche comodo perché credo che parlare male porta più risultati e ascolto che parlar bene, e voi me lo insegnate. Noi dobbiamo essere bravi a riportare la squadra mentalmente a certi risultati. Detto questo del non accontentarsi, noi magari realmente non siamo ancora forti e competitivi al livello delle squadre che ci stanno sopra in campionato, ma non dimentichiamoci che l’anno scorso questa squadra è arrivata seconda ma è uscita ai preliminari in Champions. Sbaglio? Mi sembra che qualcosina di buono l’abbiamo fatta. Il problema è che non ci possiamo accontentare di questo e io sono il primo a non doverlo fare, se no tutti i giorni voi mi parlate e io vi dico ‘Sì, però l’anno scorso siete usciti in Champions ed io invece sono andato avanti’, non sarebbe corretto. Vi mostrerei io in primis di non accontentarmi. Io però non mi accontento, dobbiamo essere più determinati per andare avanti. L’osservazione fatta dal mental coach ci sta ma per parlare, le cose bisogna viverle, ed è importante viverle per capirle veramente. Io le ho vissute un po’ in tutti i modi, e cerco nel mio modo di cambiare, ma se diciamo sempre ‘Tanto Roma è così’, non cambieremo mai. C’è bisogno di qualcuno o di un gruppo che si muova in una direzione differente con grande convinzione. io sono convinto di questo, si può fare, essendo tanto forti più dentro che fuori.

Pastore, Il Romanista: Una partita tanto delicata alle porte, le voci degli ultimi giorni possono influenzare?
Mi auguro di no, ma nello stesso tempo ho cercato di alzare tantissimo l’attenzione a tutti i miei calciatori e prima di tutto alla professionalità nostra, che è la cosa più importante. E’ l’amore per il proprio lavoro. Dico il senso di appartenenza ad una squadra, è la cosa più importante per me. Quando si vive in un certo contesto bisogna sentirsi parte della situazione. È uno dei primi argomenti che ho affrontato con i ragazzi: il mercato fa parte di questo gioco, chi fa questo lavoro lo sa benissimo. L’allenatore odia questo periodo ed il giocatore magari lo vive in maniera differente. La forza è far capire a questi ragazzi che devono dare solo il meglio di loro stessi concentrandosi sulla partita. Pretendo che sia così.

Zucchelli, La Gazzetta dello Sport: Si parla di spetto mentale, per questo volevo sapere se Schick sta meglio dopo questa settimana?
Sfortunatamente non parlo dei singoli. La squadra sta sicuramente meglio, ha affrontato bene il periodo. Mi fate sempre le stese domande su Schick. E’ un ragazzo che ha bisogno di crescere, è arrivato in un ambiente difficile. Sento che deve giocare con mille moduli diversi, ma se uno non è libero di testa non può giocare da nessuna parte. O per lo meno quando non è ancora entrato in un contesto generale fa fatica in qualsiasi modo. Principalmente lui deve ritrovare la condizione, se stesso, ha lavorato per questo, poi le risposte le darà solo il campo. Sono contento di come lui ha lavorato questa settimana, veramente.

D’Ubaldo, Corriere dello Sport: Come pensi di gestire questi giorni che la Roma resterà al Nord? Perché questa decisione? Tornando su Florenzi, mi è venuta idea che quando ha davanti attacanti esterni che lo puntano va in difficoltà. Essendoci Perisic non è meglio portarlo avanti?
Si lavora in un determinato modo. Sai che c’è? Ognuno di noi può avere un’idea ed un pensiero di calcio. Florenzi in questi anni ha sempre fatto il terzino, abbiamo lavorato molto in questa situazione, anche in contesti importanti e contro giocatori importanti come Hazard e credo che la squadra abbia fatto sempre bene. Non si lega solo ad un giocatore, ma ad un movimento generale di squadra. Detto questo, lui potrebbe giocare anche contro Perisic, ne sono convinto, oppure giocare in avanti. La mia scelta non si detta dall’avversario in questo caso, ma da ciò che voglio dalla squadra. Per quel che riguarda scelta logistica di rimanere a Milano, la abbiamo fatta in precedenza di questo periodo particolare e difficile: può sembrare quasi punitiva, ma è il contrario. È stata fatta per non tornare la sera tardi e ripartire. Già si fa fatica a preparare le partite. Abbiamo scelto per stare più insieme, lavorare meglio e cercare di far stare insieme i ragazzi proprio per superare certe problematiche. Visto che sarà una settimana veramente importante, con partite delicate per noi che affrontiamo anche un po’ corti numericamente dal punto di vista dei giocatori, dobbiamo cercare di essere ancora più compatti. Per questo la scelta del ritiro, che era già stata fatta in precedenza.

ROMANEWS SEGUE L’EVENTO IN TEMPO REALE

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

3 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here