Di Francesco: “A Milano per dimostrare che la Roma c’è. Under potrebbe giocare” (FOTO)

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CONFERENZA STAMPA MILAN-ROMA – L’allenatore giallorosso, Eusebio Di Francesco, interviene in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Roma. Il tecnico risponde alle domande dei giornalisti alle 13.15 presso il centro sportivo Fulvio Bernardini. Questo il virgolettato del tecnico, trascritto fedelmente, ascoltando l’audio della conferenza stampa.

Da Trigoria
Alessandro Tagliaboschi

                                                                                

LA CONFERENZA:

Spinelli, Roma Radio: Domani si chiude un miniciclo. Come ha visto la squadra in queste settimane? In cosa è migliorata?

“In tante cose. Prima di tutto sono arrivati risultati importanti. In alcune partite abbiamo dato continuità in altre meno. Sono contento della compattezza e del gioco. Quello che dobbiamo migliorare è la continuità nelle due fasi”

Calicchia, Roma Tv: Montella ha detto che le augura il meglio. Lei Cosa augura a Montella?

“E’ veramente un fratello per me, un legame che nasce da Empoli. Siamo cresciuti insieme nelle difficoltà e nella capacità di mantenere rapporti negli anni. Nel calcio si dice che non ci siano amici, io e Vincenzo invece siamo grandi amici e gli auguro il meglio come lui ha fatto a me.”

Mangiante, Sky Sport: Quale immagine conserva allora?

“La sua capacità di essere scugnizzo e ironico e l’ha tenuta da allenatore ed è una sua grandissima qualità. E la qualità di Vincenzo allenatore? Le sue qualità di comunicatore e di saper adattare le esigenze alle qualità dei giocatori. Magari anche cambiando sistema di gioco, ma senza mai cambiare filosofia che è quella di aver la voglia di voler giocare e di voler far sempre male agli avversari, queste sono le sue qualità.”

Di Carlo, Mediaset: Domani si affrontano due squadre che hanno vissuto una costruzione all’opposto: il Milan ha mantenuto l’allenatore ma ha stravolto la squadra, mentre la Roma ha preso un allenatore nuovo ma domani, complici anche gli infortuni, forse l’unico volto nuovo sarà quello di Kolarov. Può essere questo un fattore a vantaggio della Roma?

“La partita dirà tanto, poi noi qui siamo bravi in generale a fare e disfare in novanta minuti, per questo penso che questa gara non determini tutto anche se la ritengo molto importante per poter rimanere agganciati ai primi posti della classifica. Il fatto che questa squadra abbia cambiato tanto diventa relativo, perché vedo che la squadra è in grande crescita. E’ cambiata un po’ l’idea di gioco, ma credo che con il tempo e con i risultati positivi ci sia maggiore convinzione. Mi auguro che questa possa dare molta fora e molta convinzione anche domani a San Siro, nell’affrontare una squadra che ha cambiato tanto ma ha messo dentro giocatori di spessore, non solo tecnico ma anche psicologico nel saper affrontare determinate gare”.

Zucchelli, La Gazzetta dello Sport: Under dopo Benevento è un po’ sparito. A che punto è il livello di maturazione?

“Sarebbe pronto per giocare domani. Inizia a parlare anche italiano, ha avuto tante difficoltà. Sa parlare però la lingua del calcio. E’ giusto lavorare in un certo modo con i giovani, cioè non caricarlo di responsabilità. Deciderò stasera o domani se farlo giocare ma so di avere un’arma importante.”

Evangelisti, Corriere dello Sport: Negli ultimi 4 anni tanti infortunio a livello muscolare e osseo. Lei riesce a individuare una motivazione a questa incidenza? Come si possono prevenire?

“E’ ampio come discorso, noi ci facciamo delle domande. Ne abbiamo avuti tanti, soprattutto di crociati che si possono legare a tante partite ed al passaggio di tanti ragazzi dal campo sintetico al naturale. Qui i campi non sono pesanti, sono cambiati i ritmi, di allenamento e partite, il fatto che vai a Baku a viaggiare per 4 ore seduti e piegati influisce ad esempio. Questo ci deve far riflettere, dobbiamo lavorare e migliorare e chi vive all’interno sa che piccoli infortuni possono capitare. Bisogna allenarsi duramente e il calciatore deve fare una vita sana, bisogna prepararsi ad allenarsi in un certo modo. Io voglio portare questa cultura del lavoro a questa squadra.”

Pastore, Il Romanista: Il Milan vista come favorita per il vertice, la Roma no. Può essere una fattore per essere spronati?

“Il fatto di non partire favoriti ben venga, ma non ci toglie responsabilità. Tutti voglioni di più da questa squadra e a me piace, perché bisogna sempre ambire a migliorarsi e questo passa anche per partite come quelle di domani, che ti spingono a volere e cercare qualcosa in più.”

Lo Russo, RDS: Manolas ha detto che vincere darebbe un segnale alle altre squadre. Lei è d’accordo? E’ la prima partita per scandire gli obiettivi?

“Vuol dire che il primo titolo sulle pagine dei giornali sarebbe Roma c’è. E ci piacerebbe. La valutazione di Kostas è giusta, perché lavoriamo per restare attaccati a quel carro lì, con la voglia di portare a casa tre punti pur sapendo di aver davanti una squadra forte.”

Parisi, Centro Suono Sport: Commento sulla mancata convocazione di Nainggolan con il Belgio? Come giustifica una decisione del genere?

“Se parliamo tecnicamente ritengo che sia uno dei top player europei. Ogni allenatore fa le sue valutazioni, magari non è adatto al suo sistema di gioco. Ma bisogna sviscerare altre situazioni probabilmente, mi dispiace, ma spero possa dare qualcosa in più nella Roma per avere valutazione dal tecnico. Non possiamo entrare nella testa di tutti, io me lo tengo stretto.”

Cotumaccio, Rete Sport: Spesso si dice che c’è poca pazienza sugli allenatori qui a Roma, poi Montella si dice sia a rischio esonero e Ancelotti cacciato dal Bayern. Dobbiamo riflettere su questo? E poi ha visto il gol di Totti?

“No, sicuramente avrà tirato piano (ride, ndr). Lui è un campione in tutto. Riguardo la pazienza, ho detto nel calcio si fa e si disfa tutto ma probabilmente è una domande che dovremmo fare a voi, perché è dovuto anche a voi questo. Bisogna vendere i giornali è giusto, ma a volte si esagera un po’ si esaspera tutto. Auguro ad Ancelotti di rientrare in futuro, siamo a settembre e dopo 4 5 partite si è un po’ frettolosi in quel che si fa. Se il Bayern ha fatto così però, il motivo non posso saperlo.”

 

 

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