Di Francesco: “Ci davano per eliminati, si sbagliavano di grosso” (FOTO e VIDEO)

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ROMA-QARABAG, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco in occasione di Roma-Qarabag, match valido per il sesto e ultimo turno della fase a gironi di Champions League.

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DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Giornata storica per la Roma, ok per lo stadio e prima nel girone
“La squadra non sempre ha avuto le letture giuste, meglio il secondo tempo con l’attacco della profondità. Sentivamo molto questa partita, oggi era importante raggiungere questo obiettivo. Già penso agli ottavi e non mi accontento”.

Superato il turno adesso può succedere di tutto?
“Spesso qui ci si accontenta. Dobbiamo approcciare agli ottavi in maniera più ambiziosa. Siamo arrivati primi con Chelsea e Atletico. Oggi abbiamo vinto soffrendo e questo è un segno di maturità. Felicissimo per lo Stadio, spero di essere ancora l’allenatore della Roma”.

La catena di sinistra della Roma è tra le migliore d’Europa?
“Sicuramente Kolarov e Perotti stanno facendo bene insieme ma dobbiamo migliorare in zona gol. Però abbiamo una grande fascia sinistra. Io però voglio parlare della squadra non dei singoli. Anche chi non ha giocato voleva il passaggio del turno”.

Domani si completa il quadro degli ottavi. Teme il pericolo Bayern Monaco e Real Madrid?
“Se siamo arrivati agli ottavi non dobbiamo aver paura di affrontare altre squadre, anche le grandi squadre. Già esserci è bellino e dobbiamo andare avanti con grande entusiasmo e ambizione”.

Crede che la squadra ha la sua stessa mentalità o si fa condizionare dall’ambiente?
“La squadra deve diventare ambiziosa. Se la squadra si accontenta diventiamo una squadra normale. Se invece riusciamo a dare tutti qualcosa in più siamo pericolosi”.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Una giornata straordinaria tra qualificazione e il verdetto dello Stadio… 
“Siamo soddisfattissimi del risultato, abbiamo sofferto un pochino ma la Roma è abituata a farlo per raggiungere determinati obiettivi. Farlo è stato importante perché non è mai facile vincere in Champions e stasera ne è stata la dimostrazione. Eravamo un po’ contratti anche se alla fine abbiamo dominato, però c’è stata meno qualità del solito”.

Il gruppo è fondamentale?
“Per poter fare qualcosa di importante in questo ambiente bisogna essere forti dentro, specialmente nello spogliatoio sotto tutti i punti di vista per entrare nella testa dei ragazzi. Oggi sono il capofamiglia e devo essere bravo a trasmettere la mentalità, credo che sia questa la cosa più importante ad essere entrata. Questa ci permette di fare sempre la partita, anche se mi ha dato fastidio che nel finale avrei voluto qualche attacco della profondità”.

La partita di stasera dal punto di vista tattico?
“Dovevamo arrivare meglio su terzini aperti, c’era troppo campo e non mi è piacciono i traversoni messi in area da 30 metri. Avrei voluto creare spazi su cui attaccare, nel secondo tempo siamo stati bravi a creare queste situazioni. Nel primo tempo siamo stati sterili per quello che ho visto io”.

Sei andato sotto la curva a cantare? Dopo il sorteggio cosa hai pensato ad agosto?
“Non ho visto nessuna classifica, io penso che la Roma debba guardare a sé stessa, poi quello che verrà verrà. Mi preoccupa lavorare nella nostra testa, si deve avere la stessa mentalità contro qualsiasi squadra, se no ci leghiamo troppo agli avversari. Dobbiamo avere la capacità di interpretare le partita come lo stiamo facendo adesso”.

Le farebbe piacere vedere azioni simili a quella del gol di oggi?
“Diego ci ha creduto moltissimo su una respinta, in genere non facciamo i gol sporchi. Dobbiamo vivere sull’errore dell’avversario e sulla palla che cade, questo un po’ ci manca. Nel primo tempo non abbiamo riempito l’area, ma in gare come queste si deve chiudere con più continuità, su questo dobbiamo migliorare”.

Dzeko sta accusando le tante partite?
“Adesso stiamo anche recuperando Schick, qualche possibilità di recupero gliela possiamo dare. Magari è stato meno efficace in certe situazioni ma ha creato 4-5 situazioni pericolose e alla lunga i gol importanti arriveranno. Ci teniamo anche stretti i gol dei nostri esterni, magari prima facevano pochi gol come Perotti”.

Cosa ha significato portare De Rossi in conferenza?
“Se prima abbiamo parlato di famiglia, Daniele è come un figlio. Non va abbandonato, poi è giusto che lui abbia gli atteggiamenti giusti, l’ha fatto una volta e mi auguro che non lo faccia più se no lo mandiamo via di casa”.

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

“Saluto Carlo Ancelotti innanzitutto, mi fa piacere perché mi ha spesso elogiato. È stata una vittoria bella, difficile, non è mai facile arrivare primi, nessuno ci dava per favoriti, ci davano per eliminati ma abbiamo creduto nel lavoro. Dall’inizio abbiamo messo determinazione, dalla prima contro l’Atletico Madrid che è stata l’inizio di un grande girone”.

La sofferenza iniziale?
“La differenza è stata tra il primo e il secondo tempo, loro ci davano ampiezza ma non ci buttavamo mai, ci siamo mossi poco senza palla e così si fa fatica. Nella ripresa si è fatto meglio, nel primo tempo eravamo bloccati e ci abbiamo provato in mischia, nel finale ci è venuto il braccino corto perché qua non è che siamo tanti abituati, ci può stare. Io dico che le mie squadre sono sempre alla ricerca del gol”.

I meriti?
“Del gruppo principalmente, io ho dato solo il mio pensiero e sono entrato nella testa dei miei giocatori. Dobbiamo continuare a lavorare. Io sono sempre positivo per mentalità”.

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