De Sisti a RN: “DiFra nell’élite degli allenatori. Totti dirigente un prestigio”

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ROMANEWS WEB RADIO DE SISTI – Intervenuto nel corso della trasmissione ‘Non Rassegniamoci‘ in onda sulla Web Radio di Romanews.eu, Giancarlo ‘Picchio’ De Sisti ha parlato del momento dei giallorossi, del suo passato e dei tanti progetti che lo coinvolgono. Ecco le sue parole:

IL CALCIO DI IERI E DI OGGI –Mi piace molto andare a vedere le partite del settore giovanile. Ho un nipotino che sta giocando tra i piccolini della Roma e vado sempre a vederlo e provano a divertirsi, che è quella l’essenza principale: il piacere di giocare, che diventa in qualche caso passione. Ai miei tempi era comunque diverso, non c’era un benessere così generalizzato. Avete accennato alla strada ed alle periferie, quando giocavamo noi c’erano meno strade e macchine, più spazi per giocare e c’era più amore per la terra. Ora l’interesse per il business ha prevaricato quella che era la selezione e la passione che c’era allora. Prima non dovevi essere un campione per giocare per carità, ma avere delle competenze. Per fare una buona selezione ci vuole tempo e i maestri bravi a lavorare sui ragazzi, che ora probabilmente non ci sono. E quindi ora si privilegia chi va avanti da solo, chi ha attitudine e rimane solo il business e non si lavora più nel dettaglio“.

DI FRANCESCO –Credo che abbiamo avuto modo in questo spazio di tempo di viverlo ed analizzarlo e dopo ciò che ha fatto vedere con il Sassuolo mancava la legittimazione di farsi vedere con il pubblico e con la platea. Questo passaggio è importante per lui e credo lo stia superando con buona facilità, uscendo dal provincialismo ed entrando nell’élite degli allenatori che sanno disimpegnarsi ovunque e dovunque, con qualche lampo di gioco fatto vedere con qualche diversità nella modificazione del modulo base. Adesso qualcosa sta mancando, magari anche a livello di forma. Il calciatore ha dei tempi, dei momenti in cui riesce tutto per motivi che vengono dall’interno: essere motivati, felici e riuscire a lavorare quasi senza faticare. Talvolta si passano momenti non uguale agli altri e stecchi un paio di partite tu come giocatore importante e alla squadra manca qualcosa. E’ vero che ci sono quattro squadra che sono lì, due sono un po’ più lontane ma c’è ancora tempo per piazzarsi bene. Io aspetterei, non cambierei radicalmente il modo di pensare dell’allenatore“.

TOTTI –Un amore così grande pochi lo hanno avuto, non solo al momento del suo addio con lacrime ed uno stato di condizione di infelicità di massa, ma rimane il fatto importante che lui come dirigente sembra essere al posto suo, non ho dubbio che porti il suo contributo importante di ciò che sa e che potrebbe suggerire e faccia il suo mestiere benissimo. Il suo portamento in tribuna è sempre quello del dirigente che è qualcuno e che continua ad esserlo. E’ un prestigio per la Roma avere un dirigente così, rappresentando un elemento d’unione tra la società e tutto il mondo giallorosso“.

NAZIONALE –E’ un momento buio ed il peggio deve ancora arrivare: quando non ci vedremo al Mondiale sarà brutto. Non me lo aspettavo, qualcosa di storto ha suonato il giorno in cui sapevamo avere la Spagna, che è ad un livello oggettivamente migliore di noi. Poi li abbiamo affrontati con presunzione, che ha portato a quel risultato. Noi viviamo intensamente le partite, le analizziamo, io sono deluso come uno spettatore e mi dispiace perché siamo la nazione più prestigiosa dopo il Brasile. Io sono stato onorato di vestire quella maglia e di arrivare ad un livello alto. Sentire l’inno nazionale di fronte a 100 mila persone è un onore”.

IL DE SISTI ATTORE –La partecipazione all’allenatore del pallone? E’ stata una combinazione (ride, ndr). Capitò che venni chiamato da Banfi e mi disse: “Ti va di fare il film? Ne parliamo a cena”. E io gli dissi: “Sì basta che posso portare mio figlio a conoscerti”. E andò cosi, un pomeriggio andai in un appartamento vicino ad uno dei punti magici di Roma e ho girato questa parte e dopo quella sono stato ulteriormente riconosciuto dalla gente come attore”.

Tagliaboschi – Martini

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