De Rossi vs Marchisio, amici e bandiere dal futuro incerto

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ROMA-JUVENTUS, IL FACCIA A FACCIA – Hanno lottato uno contro l’altro nei rispettivi club, fianco a fianco in Nazionale. Due bandiere, due tra i centrocampisti più forti della propria generazione: Daniele De Rossi e Claudio Marchisio. Domenica sera, Capitan Futuro e il Principino si ritroveranno in occasione del match più importante della stagione. La Roma, vincendo, metterebbe un’ipoteca sul secondo posto. Viceversa, se ad avere la meglio fosse la Juve, i bianconeri festeggerebbero lo scudetto all’Olimpico e la qualificazione diretta dei giallorossi in Champions finirebbe per essere compromessa.

LA MAGLIA, GLI INTRECCI…E TREZEGUET – Cresciuti con la maglia dei sogni cucita addosso, De Rossi classe ’83, arriva alla Roma a 16 anni con suo padre allenatore della Primavera. Marchisio, tre anni più giovane, veste bianconero da quando ha solo 7 anni. Come Daniele, inizia la carriera calcistica da attaccante e se il giallorosso non lascerà mai la Roma, il Principino saluta Torino per un anno, direzione Empoli (nel 2015 De Rossi festeggerà le 500 presenze contro i toscani) durante gli anni di Calciopoli. Curioso anche l’intreccio con il bianconero David Trezeguet: Marchisio esordisce in Serie B sostituendo proprio Trezegol che, tre mesi prima, aveva sbagliato il rigore decisivo ai Mondiali di Germania, vinti dall’Italia. Dopo il francese, nel 2006 dal dischetto segnò proprio un giovanissimo De Rossi. Il bianconero indosserà per la prima volta la fascia da capitano a 24 anni. Proprio contro la Roma. Entrambi inoltre hanno avuto la fortuna di giocare con i loro idoli, Francesco Totti e Alex Del Piero.

DE ROSSI, CAPITAN ‘SENZA’ FUTURO – “Credo che Marchisio diventerà uno dei centrocampisti più forti del mondo”. Era il 2011 e Capitan Futuro descrisse quello che di lì a breve sarebbe accaduto. C’è sempre stata molta stima tra Daniele e Claudio, da avversari a compagni in Nazionale. De Rossi che possiede un gran tiro da fuori area e un buono stacco di testa, sin dalle giovanili ha dimostrato una buona visione del campo e una grande tenacia: temperamento e carica agonistica sono le sue doti migliori. Spalletti, suo mentore, disse: “E’ come avere un satellitare: imposti la richiesta e lui sa già la strada e la posizione di cui hai bisogno”. Il giallorosso ha affrontato la Juve 26 volte, un rosso in carriera nel match del 2014, per un’entrataccia su Chiellini. 27 le presenze in questa stagione, e in prospettiva della prossima il numero 16 si appresta a sbrogliare la questione contrattuale. Già, un altro punto comune tra i due è il contratto. De Rossi, in scadenza, è finito nel mirino della nuova Inter: il centrocampista vorrebbe però vestire ancora la maglia della Roma e quindi sta trattando con la società per il rinnovo.

LO SCUDETTO NUMERO 6“Daniele è un grande campione. Gli auguro di chiudere la carriera a Roma, nella sua squadra del cuore”. Chissà se alla fine sarà davvero così. Forte fisicamente, come De Rossi è dotato di visione di gioco e personalità che lo rendono  decisivo. Spesso paragonato a Tardelli, è stato utilizzato in diverse posizioni, sia più avanzate come trequartista e seconda punta, sia più arretrate come regista basso. Intanto il Principino pensa alla prossima stagione, con De Laurentiis interessato a portarlo a Napoli. Ma Marchisio al momento ha tre obiettivi: chiudere la stagione riuscendo nell’impresa del triplete, con una finale di Champions, di Coppa Italia e lo Scudetto  da conquistare. Quest’ultimo (il sesto del numero 8 con la Vecchia Signora), potrebbe essere deciso proprio dal match contro la Roma, club ha affrontato 15 volte in carriera, con un gol segnato nello scontro diretto del 2012: 8 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte contro Capitan Futuro. 34 invece le partite fianco a fianco in Nazionale. E allora che si aprano le danze a centrocampo, palcoscenico di Daniele e Claudio, bambini con la passione per i calcio, che di quella stessa ne hanno fatto una ragione di vita. Uno contro l’altro, solo per una sera, ma sempre con la stessa maglia cucita e sudata addosso.

“Possiamo fare tutto il buonismo del mondo, tanto poi rimane solo la classifica”.
(Daniele De Rossi)

Michela Santoboni

 

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