Dacourt: “La Roma doveva prendere Davids al mio posto. Vincere nella capitale è difficile”

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DACOURT ROMA – Nel 2003 nel mercato invernale la Roma fece un acquisto che lasciò il segno: dal Leeds arrivò Olivier Dacourt, che in poco tempo divenne un vero e proprio pilastro della linea mediana giallorossa. Il francese ha ripercorso la sua esperienza in Italia ai microfoni di tuttomercatoweb, svelando alcuni interessanti risvolti di mercato: “E dire che dovevo essere un giocatore della Juventus. “In estate la Roma sembrava sul punto di prendere Edgar Davids e la Juventus cercava un rimpiazzo, e avevano individuato in me il giocatore da prendere. Poi l’olandese non lasciò Torino, ma in Italia arrivai comunque con sei mesi di ritardo”.

Ironia del destino, alla Roma che cercava Davids
“Nella Capitale mi sono trovato benissimo, in più volevo lavorare col migliore allenatore in circolazione: Fabio Capello. Volevo crescere come calciatore e lui era l’uomo giusto. Venivo dal Leeds che negli anni precedenti aveva fatto un gran cammino in Champions League. Peccato che poi la squadra avesse iniziato a perdere pezzi: Rio Ferdinand era andato al Manchester United, Kewell al Liverpool. Per cui capii che il progetto stava cambiando e dovevo fare qualcosa”.

Rimpianti di non essere diventato un giocatore della Juventus?
“Assolutamente no. Della Juve non mi importa, le mie due squadre italiane sono Roma e Inter”.

Che differenze ha trovato all’Inter?
“Lì abbiamo vinto, alla Roma no. Ma in entrambe le squadre mi sono trovato benissimo”.

Crede che sia impossibile vincere a Roma?
“Difficile, non impossibile. Del resto quando arrivai a Roma avevano vinto da pochi anni il campionato. Diciamo che c’è una pressione particolare, sia a livello di tifosi che di stampa. Difficile rimanere tranquilli, in particolar modo quando le cose vanno male. Ma è un’esperienza che ti tempra: se reggi le pressioni di Roma puoi giocare in qualsiasi squadra al mondo. E poi la città è fantastica”.

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1 commento

  1. I “montanari” non avrebbero MAI dato davids alla Roma. Infatti solo per qualche “maldipancia” dello stesso all’epoca, fu «invitato» ad accomodarsi in Tribuna. Da allora tacque per sempre. Lo stesso fecero con Del Piero, che al 1° “bisbiglìo” negli spogliatoi, perchè divenuto panchinaro, gli indicarono la “via d’uscita”, per sempre. Ulltimo Bonucci, via x molto meno. E comunque se si vendono giocatori validi, tutte le società quando ci sono, mettono paletti e contropaletti anche sulle rivendite dei calciatori che cedono, appunto…QUANDO CI SONO. Altro che clausole recissorrie, prestiti e menate simili.

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