Curva piena, Coppa vuota: més que un derby!

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EDITORIALE – La felicità è un viaggio e non una meta. Menomale, perché la Roma di mete ci abituato a bucarne diverse e importanti. La vittoria-eliminazione contro la Lazio è l’ennesima prova di questo triste destino cui sono condannati i tifosi della Magica. Il derby che valeva doppio, anzi triplo, se lo sono aggiudicati quegli altri. Ancora come l’altro, in finale, in quella stranissima serata di fine primavera.

MES QUE UN DERBY – Valeva triplo perché: 1) avrebbe dato accesso alla finale di Coppa Italia, 2) perché un derby è sempre un derby, 3) perché avrebbe deciso e forse deciderà della permanenza alla Roma di Spalletti. Més que un derby insomma. Come il Barcellona… loro che sì che di rimonte se ne intendono: chiedere al PSG.

CURVA SUD UNICA GIOIA – Un’uscita di scena malinconica, un addio alla vecchia cara Coppa Italia che di regalarci la decima vittoria proprio non vuol saperne. Difficile mandar via quel senso di smarrimento che ci attanaglia dal fischio finale di Rizzoli. Il tifoso tornato in Curva Sud dopo mesi è diventato protagonista involontario di una serata che doveva vedere protagonista la Roma contro tutto e tutti. E invece la sola cosa bella è stata proprio rivedere uno stadio con più di 40.000 presenze. Una festa di colore e dolore a metà. Loro gioiscono, noi piangiamo.

DZEKO LATITANTE – Complicato dover giudicare chi dovrebbe essere decisivo nei match decisivi e spesso decisivo non è. Si tappi le orecchie Dzeko, mister 33 reti stagionali, ma nella doppia sfida al Lione e nei 180 minuti con la Lazio, seppur presente, è stato latitante.  Non è solo colpa del bosniaco, ci mancherebbe.

IN BALIA DEL MARINAIO SPALLETTI – Seneca direbbe che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. Spalletti ha parlato più volte di episodi che non hanno giocato a favore, sia con il Lione che con la Lazio, ma il marinaio Luciano sa dove portare questa nave? Ha voglia di guidarla ancora in porto? Giusto lasciare questa Roma ancora nell’incertezza? L’incertezza è la condizione perfetta per incitare l’essere umano a scoprire le proprie possibilità. E se questa Roma si scoprisse forte anche senza Spalletti?

Giulia Spiniello

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