ROMA-GENOA – Questi sono i temi trattati da mister Luciano Spalletti nell’ultima conferenza stampa alla vigilia di Roma-Genoa, 38a giornata di campionato, ripercorsi per argomenti.

INSIDIE – “Sono sempre le stesse: la testa potrebbe essere portata su un altro tipo di attenzione perdendo di vista l’obiettivo primario. Che festa sarebbe se non ci fossero i 3 punti? Dobbiamo fare questa partita nella maniera corretta, esibendo la nostra forza e mentalità”.

TOTTI – “Giocherà un pezzo di partita e un pezzo importante della partita secondo me. Cosa significa? Essere stati fortunati di vedere la qualità del suo piede e delle sue giocate. Di accorgermi qualche volta in ritardo delle sue intuizioni geniali di anticipazione, di lettura. Sono uno fortunatissimo, poi penso che ci sia qualche altra cosa che lo riguarda: io lo visto segnare tante volte e molti suoi gol potrebbero essere in una lista lunghissima di quelli più belli. Quelli che ha fatto in allenamento anche… Lui deve ancora esprimersi, vorrei sentirlo parlare per capire la sua decisione sul futuro”.

OBIETTIVO SECONDO POSTO – “Nella partita di domani c’è tutto quello che stiamo cercando da un anno. Il 2° posto era un obiettivo fondamentale e ora ci siamo a un passo, e dipende da noi, non vogliamo sbagliare niente. I 3 punti sono fondamentali per far venire bene questa festa, se no la festa ce la fanno gli altri! La Roma è una squadra fortissima, che qualche volta ha perso ma che non ha mai tradito, di questi giocatori ci possiamo fidare, questa è una squadra da Roma che tutte le volte ha fatto vedere il proprio valore”.

RAPPORTO CON TOTTI – “Mi lega di più la qualità, la forza e personalità del giocatore. Il carattere di un calciatore è la cosa più importante di tutte in un calciatore, quando uno si sente scomodo ma riesce a dire datemi la palla sui piedi e vi faccio vedere io. Questo lui lo sa fare ed è diventata una qualità importantissima per la squadra. Ci sono stati dei momenti in cui io non ho condiviso certe sue prese di posizione, ma qui siamo un po’ colpevoli tutti, lo abbiamo un po’ creato questo grandissimo calciatore che può ricoprire qualsiasi ruolo perché è Totti. Bisogna che lui faccia ancora profondità di alcune cose, essere capitano e leader vuol dire donare quello che si ha agli altri, lui lo ha fatto probabilmente, ma agli altri forse non gli è arrivato, lui è stato sempre messo da parte in qualsiasi situazione annullando magari anche qualche altro giocatore. La Roma deve vincere, non ci dobbiamo accontentare, non ci dobbiamo accontentare se ha vinto Totti: la Roma deve vincere e Totti deve saper far usare tutti questi suoi successi alla Roma. Totti da solo abbiamo visto che non basta. Se no stiamo qui a dire sempre che la Roma non ha vinto niente. Una chiave potrebbe essere che bisogna lavorare tutti per il risultato. Voi poi dite che io ce l’ho con Totti e viene usato lui. In una stagione lui sbagliò 6 rigori di fila, e tu (si riferisce a D’Ubaldo, ndr) hai scritto “Il prossimo lo ritiro io”. Questo è un sintomo di carattere, però poi dici che potrebbe tirarlo qualcun altro. Però magari l’altro non se la sente di dirgli lo tiro io il rigore. Essere leader significa essere tra di voi, ecco in quel momento lì questa cosa mi andò poco bene. Secondo me Totti è un dono che ci è stato fatto, un dono per quelli che amano questo sport e qui gli vogliamo tutti bene. Ogni tanto però viene usato per altri fini e qui faccio un appello: Lasciategli fare a Vocalelli qualche volta la prima pagina come vorrebbe, se no diventa acido, lui vuole stanare e poi finisce per essere stanato. Totti stana la Roma, ok, ma poi si è ricreduto perché ci vuole qualità perché sia una festa vera, è un appello lasciategli fare il titolo che vuole in prima pagina”.

FUTURO – “In quel momento il mio rapporto con la squadra prevedeva che io mi prendessi delle responsabilità, e ho detto se non vinco vado via. Noi remiamo tutti nella stessa direzione, fare più grande il futuro della Roma e ora serve l’attenzione per vincere questa partita qui e tutti i giocatori entreranno in campo con la determinazione giusta il resto non conta. Voci sul futuro? Sono cose che si affrontano nella prossima conferenza stampa. Questa è una squadra di grande valore, ho avuto la fortuna di allenare una squadra di campioni ma ahime se non ho vinto nessun titolo la colpa mia, perché la squadra forte la società me l’ha data. Ogni volta che abbiamo perso, non ne abbiamo mai perse due o tre di fila. Giocatori eccezionali, gente come Vermailen, Alisson, Gerson io non li ho fatti mai giocare, ma sono venuti sempre all’allenamento, li devo ringraziare. Bisogna far vedere quello che hai dentro nel tentativo di vincere e quelli che hanno giocato poco continuano ad allenarsi sempre con voglia li devo ringraziare e sarò sempre disponibile qualsiasi discorso vogliano fare con me, Sono dei professionisti e uomini veri”.

ALLENARE A ROMA – “Difficile? No, l’essenziale è riuscire a fare chiarezza sul fatto che si lavora tutti per lo stesso obiettivo, poi gli allenatori si cambiano. Ho letto tanti nomi, sono situazioni che fanno parte dell’intuizione della professione che facciamo. Non so se la Roma il prossimo anno avrà cambiato l’allenatore. Domani se Francesco dice che è l ‘ultima partita dobbiamo dare spazio a Totti, poi noi ci si rivede lunedì o martedì con la società per dirci qualcosa insieme, si parlerà di quello che è l’ordine del giorno in quel momento lì”.

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