ROMA-VILLARREAL – Questi sono i temi della conferenza stampa trattati da mister Luciano Spalletti alla vigilia del match di Europa League tra Roma e Villarreal, ripercorsi per argomenti.

INFORTUNATI – “Nura sta continuando il recupero e purtroppo c’è Florenzi. Niente di nuovo”.

TURNOVER RAGIONATO – “Sì, quegli altri per la qualità che hanno evidenziato quando sono stati chiamati in causa. Qualcosa verrà fatto. Gente come Vermaelen, Jesus, Paredes si vogliono chiamare riserve allora giocano le riserve, però ci vuole fantasia a chiamarle riserve. Anche Perotti, El Shaarawy e Mario Rui, che ha avuto poco spazio, ma ha dimostrato di potersi fidare di lui. Non so se volevi sapere qualche nome preciso, ma un po’ di indicazioni le ho date”.

CASO BONUCCI-ALLEGRI – “E’ un periodo abbastanza particolare, perché poi si vanno ad affrontare partite importanti in Europa e in campionato. I risultati fanno sempre la differenza, loro come noi hanno le carte in regola per passare questo periodo indolore”.

GERSON E TOTTI – “Due o tre ruoli devo valutarli bene, Francesco è di tutti, Francesco gioca. Gerson ha giocato poco, si è impegnato e fa vedere delle qualità. Bisogna un po’ vedere un discorso più ampio, non posso garantire che parta dall’inizio”.

EUROPA LEAGUE – “Non so quale squadra saremo, ma so per certo che dalla nostra non usciranno pensieri diversi da quelli di rivire serate importanti, di voler fare bene e fare risultati dove si trova la felicità dei nostri tifosi. Averli visti gioire in città dopo il risultato dell’andata è stato molto bello. C’è da rimarcare come siamo accolti in quella città, come sono stati accolti i nostri tifosi. Sono tifosi della Roma, se smettessimo di parlare di avversari daremmo un contributo al vivere bene e al sentimento che ci accomuna. Spero che ci sia la stessa accoglienza che c’è stata nei nostri confronti. Noi dobbiamo vincere più partite possibili, quella di domani sera sembrerebbe di potere entrare in campo gestendo la situazione, non si gestisce niente. Si va per vincere la partita, per forzare i ritmi. Deve essere un’abitudine. C’è il rischio di valutarla diversamente e non va fatto. L’analisi di una competizione del genere la facciamo nel doppio turno. La fine della prima partita è un water break. Non avrebbe senso lesinare lo 0-0, noi vogliamo fare la partita, contro chiunque viene a mettersi davanti la strada. Noi vogliamo andare di là, questo fatto del risultato che ha fatto clamore deve essere una costante. Abbiamo la possibilità di giocarci le partite a viso aperto chiedendo strada e questo lo si fa vedere con l’evidenza delle nostre intenzioni. Se non facciamo così rimango deluso da me prima di tutto e da loro. Poi non so dove arriveremo”.

PAREDES – “Se gioca con De Rossi si divide il palleggio basso, se gioca con Strootman è Kevin quello che va al di là. Quello che è marcato dovrebbe portare via l’avversario, con Strootman è Strootman quello che va sempre più alto”.

DZEKO E SALAH OUT – “Li ha cambiati la crescita di squadra, essendo diventati una squadra forte sono agevolati quelli che fanno calcio offensivo. Loro due insieme stanno bene, uno è fisico e forte, l’altro è velocissimo e forte nella palla giocata in bandierina. Quello che fa la differenza è sempre il fatto squadra. Quello che è la Roma è sicuramente una squadra che ha nelle possibilità di condizionare quello che è il gioco di un calciatore che entra anche per la prima volta, viene agevolato nel rendere quello che è il suo repertorio. Essendo campioni di livello è tutto più corto, ci sono le scorciatoie. Non giocano nessuno dei due, chiamiamolo turnover. Secondo come fanno gli altri non giocano nemmeno la prossima, per cui si riturnover”.

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