Contucci a RN Web Radio: “Problema trasferte? La tessera del tifoso non ha senso, va eliminata”

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CONTUCCI ROMANEWS WEB RADIO – L’avvocato Lorenzo Contucci interviene in esclusiva ai microfoni della Web Radio di Romanews.eu. Queste sono le sue dichiarazioni:

“Quella di Fiorentina-Roma è una situazione che si ripropone da tempo, per gli organi preposti è impossibile che esista un tifoso romanista che risieda in Toscana. 300 tifosi pur essendo in possesso della tessera non potranno accedere al settore ospiti, andranno fra i viola e saranno circondati da un cordone di stewards, con tutte le complicazioni del caso. Come si può risolvere? La Uefa diede disposizione alle società di avere un ufficio SLO, intermediario fra tifoseria e club, molte società però non hanno creato un ufficio SLO con le caratteristiche che dovrebbe avere, lo hanno fatto solo per non avere sanzioni dall’Uefa, è un ufficio che esiste solo sulla carta sostanzialmente. La realtà è questa, nel momento in cui si disattendono le linee che lo stesso Ministro dell’Interno ha voluto, ci deve essere qualcuno che intervenga e che abbia voce in capitolo. Se lo SLO non ha potere allora eliminiamolo. La tessera del tifoso ormai non ha senso. Il protocollo stabilisce che per le trasferte non a rischio non sia necessaria la tessera, molte tifoserie sono tornate in trasferta per questo, in alcuni casi il protocollo viene messo in atto e in altri no, i protocolli in Italia sono fatti per non essere rispettati, e questo ricade sulla Roma”.

Lotito vuole riaprire la Curva Sud agli ultrà della Lazio?
“La chiusura delle curve non l’ho mai digerita, il concetto che è alla base di questo è assurdo: se sono abbonato in Curva e mio figlio no, e decidessi di andare con lui in tribuna un giorno non lo posso fare, è paradossale. Ci sono le telecamere, i laziali sono stati identificati, no vedo perché punire la massa se i pochi responsabili sono stati puniti”.

La questione multe?
“Quando viene fatta rispettare la legge in un modo così certosino e odioso non è il massimo, le multe fioccano per atteggiamenti stupidi, poco incisivi, le arrampicate sulle balaustre in Curva…”.

Il fenomeno ultras è ancora sottovalutato? È cambiato qualcosa rispetto a qualche anno fa?
“Purtroppo è cambiato il contorno, e più che altro la percezione del fenomeno soprattutto in corrispondenza dell’enfatizzazione dei media. Bisogna dire innanzitutto che questi gruppi di ultras esistono dalla fine degli anni 60, e per fortuna le violenze all’interno degli stadi si sono notevolmente ridotte. Non esiste però un “problema ultras”, perché essenzialmente si va allo stadio per tifare la propria squadra senza che ci sia violenza. Non vedo questa drammaticità che a volte si legge. È cambiato il fatto che (come per gli adesivi di Anna Frank, ndr) se un tifoso commette un gesto particolare questo gesto viene ripreso e veicolato in tempo reale in tutto il mondo”.

Che tipo di provvedimento è il DASPO?
“Innanzitutto è una misura preventiva che però andrebbe ampiamente modificata; allineando l’Italia agli altri paesi europei, perché sostanzialmente in Italia il DASPO è emesso dal questore, e quindi da un organo di polizia e non dal giudice che è super partes e dà maggiori garanzie. Il giudice decide in piena autonomia mentre il questore no, venendo a creare una linea di confine tra lo stato di polizia e lo stato democratico. Altre misure preventive invece (come ad esempio la sorveglianza speciale, ndr) vedono la limitazione dei poteri del questore che al massimo può proporre al giudice, ma non decidere. Tutto questo è poco garantista per il cittadino”.

Sparla-Martini

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