Chapecoense. Artur: “Un’emozione che porterò con me per tutta la vita. Roma una delle piazze più importanti”

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ROMA-CHAPECOENSE, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni dei tesserati nerazzurri in occasione di Roma-Chapecoense.

POST PARTITA

ARTUR in Mixed Zone: 

Era importante ritornare all’Olimpico ma soprattutto ricordare la Chapecoense.
“Certo, questa è una bella causa. Non è facile ricostruire una squadra riprendendo i calciatori da diverse parti del mondo e dopo una settimana tornare a giocare. Non ci sono stati molti esempi da seguire per noi, stiamo cercando di crescere ogni giorno. Abbiamo avuto la possibilità di venire a Roma, che secondo me è una delle piazze calcistiche più importanti al mondo, sono convinto che tutti cresceremo con questa esperienza”.

Hai ritrovato tanti amici.
“E’ passato un film nella mia testa entrando all’Olimpico, facendo il percorso verso lo stadio, entrando nello spogliatoio e vedendo i ragazzi. E’ un’emozione che porterò tutta la vita con me”.

Avete giocato anche con il Barcelona, insieme alla Roma è stato il club che più ha voluto fare questa partita. Cosa significa per voi?
“Rappresenta un affetto grandissimo per noi, un esempio da seguire e speriamo che non succeda mai più un incidente del genere. Questo dimostra quanto siano grandi la Roma e il Barcellona, nell’affetto e nella considerazione degli altri”.

L’incontro con il Papa?
“E’ stata un’emozione grandissima, è un regalo che la nostra carriera ci ha portato e sto cercando di farlo mio il più possibile”.

RUSCHEL

“Sono felice per l’affetto della gente, per il gol segnato e per la bellissima notte vissuta qui. Sono contento per il ritorno in campo, ringrazio tutta la gente di Roma e di tutta Italia. Ho dimostrato di poter giocare ancora in campionato, questo è il mio obiettivo, quello di crescere e tornare quello di prima. Non chiedo pietà, voglio giocare solo se lo merito altrimenti sarebbe una mancanza di rispetto verso i compagni”.

PRE PARTITA

ARTUR A SKY SPORT

“Sono molto contento di stare qua. Siamo qui per mostrare al mondo cosa è la Chapecoense”. 

Dopo il dramma com’è l’ambiente attorno alla squadra? 
“All’inizio era molto difficile, quando sono arrivato a gennaio le persone piangevano durante le partite. Giocare così è duro, oltre a fare i calciatori dovevamo tendere le mani alle persone. Adesso è molto più tranquillo, sempre dura ma la mentalità del Brasile è vivere per il risultato, dobbiamo vincere ogni giorno perché chiedono così”. 

Rappresentate una rinascita… 
“Certo, lo dico sempre che la cosa più bella è che non abbiamo mai mancato di rispetto alle persone che mancano, c’è sempre un paragone in piedi. Adesso lottiamo fino alla fine nella Serie A brasiliana e salvarci sarebbe il nostro più grande scudetto”.

Un giudizio su Alisson? 
“Sarà un protagonista, lo tifo perché è un gran portiere e ieri ha fatto una bellissima partita. Gli auguro di fare bene qua, è sempre importante la prima stagione da titolare, penso che se farà bene quest’anno la Roma avrà un gran portiere”.

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