Cessioni a giugno, Pallotta prepara il paracadute

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IL MESSAGGERO (R.Dimito) – James Pallotta in manovra sulla AS Roma. L’imprenditore italo-americano prima di Natale ha ripianato le perdite della Neep holding, la scatola che possiede il 78% del club giallorosso. Nell’occasione ha anche effettuato un versamento in conto futuro aumento di capitale di Neep: si tratta di un’operazione di finanziamento a titolo non oneroso per la società che ha costi di gestione più alti rispetto ai ricavi: 237 mila euro contro 120 mila.

RIPIANATO IL ROSSO – In dettaglio. Il 22 dicembre 2017 alle 14, presso la sede, in via Principessa Clotilde, si è svolta l’assemblea ordinaria di Neep holding, conclusasi alle 15. Come risulta dal verbale di cui Il Messaggero è venuto in possesso, all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio separato (cioè della sola Neep) e consolidato (comprendente l’AS Roma) al 30 giugno 2017. Poi c’erano la nomina del cda e dei sindaci. Per brevità va detto subito che cda e sindaci confermati. Il punto 1 era quello più spinoso. All’assise era presente AS Roma Spv Llc, la cassaforte di Pallotta & c, proprietaria del 100% di Neep, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Santarelli dello studio Tonucci che dal 2011 assiste l’uomo d’affari nato a Boston, all’epoca partner di Thomas Di Benedetto, capo cordata, poi fattosi da parte. Pallotta era collegato in audio-conferenza. Aprendo la riunione, si legge, l’avvocato Mauro Baldissoni, dg della Roma e nell’occasione presidente dell’assemblea, illustra prima il bilancio separato: rosso di 110,4 milioni, patrimonio netto positivo di 230,2 milioni (160,3 milioni al 30 giugno 2016) con un incremento di 69,9 milioni «principalmente dovuto ai versamenti in conto futuro aumento di capitale erogato dal socio unico nel corso dell’esercizio, al netto dell’ammontare della predetta perdita». Quindi Pallotta ha fatto un finanziamento gratuito per rimettere in sesto Neep. I soldi possono trasformarsi in aumento di capitale della società da girare eventualmente in una nuova ricapitalizzazione della Roma calcio, nel caso in cui, entro giugno, non riuscisse a vendere uno dei suoi gioielli: il portiere brasiliano Alisson, il centrocampista belga Nainggolan, il centravanti bosniaco Džeko, l’altro centrocampista Pellegrini. Il gruppo Neep, consolidando i conti del club, ha chiuso in perdita di 35,6 milioni. Secondo la relazione di bilancio separato della sola holding si evince che i costi di esercizio superano i ricavi: le spese amministrative e generali sono pari a 169,9 mila euro per rimborsi spese, contributi casse previdenziali, servizi professionali, consulenze, spese varie e emolumenti.

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13 Commenti

  1. Chi c ha capito qualcosa è un fuoriclasse…… ormai pur di parlare….. e diciamo non a favore della Roma….ce sta qualche giornalista che la butta sulla confusione …. scrivemo tanto questi so scemi e scrivono sempre american straccions o altro del genere….. daje….!affossamoli!!!! Forza Roma!!!

  2. Se una società di calcio si trasforma in una azienda di medio cabotaggio è chiaro che,lo squilibrio tra costi e ricavi ci sarà sempre.
    Nonostante continue e incessanti,vendite di calciatori eccellenti.
    Pallotta ci spiegasse,perché la sua as Roma ha bisogno,di più di trecento impiegati e di tre sedi sparse nel mondo,Roma,Londra e Boston.

  3. “versamenti in conto futuro aumento di capitale ” …significa che non ha messo nulla, è solo un operazione contabile, finanziata a debito!!
    Quando finiranno le linee di credito coperte solo sui diritti televisivi già impegnati e le aspettative della speculazione legata allo stadio, inizieranno i dolori… e pallotta sarà già fuggito!!!

  4. L’AS ROMA È UN PROGETTO ECONOMICO e NON UN PROGETTO TECNICO. Lo so…è incredibile ma tant’è. Diamo il giusto risalto alle idee di questa società.
    Grazie Pallotta per questi esaltanti 7 anni.

  5. Dico ma sappiamo solo criticare? Ok è vero da quando ci sono gli americani hanno trasformato la Roma in un azienda … è una azienda sana non può andare in negativo …. però bisogna anche dire che hanno mantenuto un livello alto … veniamo da diversi secondi posti ….. e siamo al momento ancora in champions e stiamo lottando per qualificarci anche il prossimo anno … poi non credo ci sia la fila per prendere il posto di Pallotta …. Franco Sensi ci ha fatto vincere uno scudetto e penso si sia svenato per la Roma … ma di gente così non ne esiste più … la stessa Juventus si autofinanzia …. quindi o arriva un ricco arabo oppure dobbiamo dare il tempo al signor Pallotta di riuscire ad alzare i ricavi per poter investire di più ….. per adesso dobbiamo accontentarci ….. il Signor Spalletti è andato via pensando che i cinesi investissero enormi capitali … ma non mi sembra che l’inter se la passi meglio della Roma …. io fossi in Pallotta toglierei qualche giocatore …di quelli strapagati che però non stanno rendendo (Strootman, Dzeko, Juan Jesus, Peres, De Rossi, Gonalons) ….. e darei fiducia a qualche giovane …. si risparmierebbero parecchi milioni di stipendi e probabilmente il livello della squadra aumenterebbe a dismisura ….. (da prendere subito Torreira) dare fiducia a Schick …. formazione anno prossimo Allison (Skorupsky) Florenzi (Kardshhop) Fazio (?) Manolas (?) Kolarov (Silva) Torreira (?)Pellegrini (Gerson) Naingolan (?), Under (?) Shick (Defrel) Perrotti (El Sharavy) e al posto dei punti interrogativi prendere dei giovani dalle belle speranze ….. ma i titolari eccezion fatta x torreira li abbiamo in casa …

  6. L’unico titolo che ci regalerà Pallotta è lo stadio (speriamo). Chiedere altro è da illusi. Il problema è sapere se quando lo stadio sarà finito ci saranno ancora i tifosi della Roma. Il rischio è che, come avvenuto in Inghilterra e Spagna, quando sarà terminato i prezzi saranno così alti che andare allo stadio sarà un lusso mentre la gente comune potrà permettersi solo la TV.
    Stanno segando l’albero (i tifosi) su cui poggiano. Pure gli antichi romani avevano capito l’importanza dell’evento arene nella tenuta dell’ordine pubblico.. questi sono talmente avidi… Si sveglieranno presto…

  7. Io non sono né pro né contro la Proprietà, ma uno che apre l’articolo senza sapere che Neep è passata dal 78,044% al 79,044% di azioni si controllo di as Roma, attraverso la sottoscrizione, dal 27 al 30.07.2014, di 206.837.424 azioni più 4.000.000 di capitale inoptato al costo di 0,377 ognuna per un ammontare si 79.485.708.848 milioni, che giornalista e? Dice ancora il 78%. Al 79,044 si è passati con il primo degli effettivi aumenti di capitale della società americana, pari appunto a 79.485.708.848 milioni (70,5) chiusa il 30.07.2014. In quell’occasione furono versati in conto futuro aumento di capitale altri 20,5 milioni ed infatti ad ottobre 2017 è stato varato un altro aumento di capitale di 120 milioni da sottoscrivere entro il 31.12.2018. La Neep (Pallotta e soci) ha già versato in conto futuro 70 milioni che si sommano ai 20,5 precedenti. Quindi su 120 milioni 90,5 sono già versati. Ora, se i soci sottoscriveranno tutta la ricapitalizzazione questa sarà di 120 milioni altrimenti sarà di 90,5 milioni.

  8. Inoltre nel virgolettato Baldissoni dice in assemblea, il cui verbale è pubblico, che il “socio unico ha versato 69,9 milioni”. Il giornalista traduce dilettantisticamente con Pallotta. Ma Neep che ha versato gli assegni è partecipata da Pallotta al 65% e da D’Amore, Hedgerley e Starwood al 45% complessivamente, i quali, tutti, si appoggiano a As Roma Spv del Delaware a sua volta partecipata da Pallotta (insieme ad altri soci), D’Amore, Ruane ed anche Di Benedetto. Quando Nepp versa denaro, non lo versa solo Pallotta, ma tutti i soci Neep secondo le quote. Poi secondo me nell’articolo si fa confusione tra Neep ed As Roma parlando di consolidato. Adesso rileggo i verbali e i bilanci, ma mi sembra che la perdita di 35 milioni sia di As Roma per differenza tra ricavi, 175 milioni, e costi, 210 milioni, al netto di alcune voci come la gestione operativa dei calciatori. Includendo quelle voci i ricavi di As Roma sono di 278 milioni e i costi di 320. La differenza è il famoso – 42 in bilancio del 30.06.2017.

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