RIVISTAUNDICI.COM (G. COLUCCIA) – Nessuno oserebbe discutere ciò che il Siviglia è diventato grazie a Monchi negli ultimi diciassette anni: oltre duecento milioni di euro solo di plusvalenze. Ma Monchi, il nuovo ds della Roma, non ha dubbi: «Vincere è il vero obiettivo, non comprare bene o vendere bene. Nessuno spettatore è mai venuto allo stadio per applaudire i bilanci». E infatti, a Siviglia, ha portato a casa nove trofei e sedici finali. Con le ricche cessioni di Rüdiger, Salah e Parades il tifoso romanista avrà ripensato all’estate 2013, quando a suon di milioni partirono Marquinhos, Lamela e Osvaldo. L’inizio della nuova epoca si riverbera anche sulla rosa, nonostante la squadra arrivi dal record di punti mai realizzato in serie A perché la linea di Monchi è stata sempre quella di cogliere il momento. Cioè accettare le offerte per dei pezzi pregiati reduci da ottime stagioni, che quindi avessero mercato e di conseguenza club disposti a pagare tanto e subito.

Dietro a Monchi, c’è un vice, un coordinatore dell’area tecnica e tredici scout che a rotazione si muovono dietro agli “obiettivi sensibili”. Ogni mese viene creata una top 11 da inserire in un database comune, fino a restringere il cerchio anche in base a ciò che alla squadra serve realmente. Se accanto al nominativo c’è la lettera A vuol dire che quel giocatore è etichettato con un “da acquistare subito”.

Tra questi deve esserci sicuramente stato anche Cengiz Ünder, che a Roma già iniziano ad apprezzare e ha convinto lo stesso d.s. iberico a un esborso di quindici milioni di euro per un classe 1997. Una trovata alla Monchi, si direbbe, visto che il ventenne arrivato da Istanbul risponde perfettamente all’identikit del dirigente spagnolo, in cerca di giovani preferibilmente sconosciuti, con potenzialità da sviluppare e che si ambientino rapidamente. Le mosse dell’ex sevillista fin qui hanno prediletto la gioventù (Karsdorp, classe ‘95, e il ritorno di Pellegrini, un anno più piccolo), ma anche l’esperienza da far valere in campo internazionale, con Gonalons (‘89), Moreno (‘88) e Kolarov (‘85).

La priorità di Monchi è anche quella di tenere i conti in ordine, dopo che il club capitolino ha centrato i 30 milioni di passivo per il triennio 2014-2017 ottenendo così un buon margine di libertà sul mercato dei trasferimenti. Sostanzialmente intatto il monte ingaggi (si parla di 92 milioni del campionato scorso contro i 95 attuali) per via di sette nuovi giocatori in rosa, ma anche in virtù dei rinnovi di Strootman e Nainggolan. Conosciute le risorse a disposizione, Monchi ha concordato con Di Francesco i movimenti sul mercato come del resto ha sempre fatto con i dieci diversi allenatori che si sono alternati a Siviglia alla guida della squadra durante il suo regno.

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