Canovi a RN Web Radio: “Sarri è stato vicino ai giallorossi. Schick? Roma fuori dalla corsa”

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RN WEB RADIO – Dario Canovi, avvocato e procuratore calcistico è intervenuto durante la trasmissione “Non Rassegniamoci” in onda dal 7.30 alle 10.30 su Rn Web Radio. L’agente ha commentato la gara di ieri e non solo: “Ieri è stata una delle partite per cui è bello essere tifosi del calcio, Schick? E’ stato vicino alla Roma, ma nel momento sbagliato. Era un momento in cui Sabatini non poteva operare perché aveva determinate esigenze di bilancio. E’ uno di cui giocatori che avrà mercato, in Italia come in Bundesliga e Premier. Sentiremo parlare di lui anche nel futuro, ma al momento la Roma non è in corsa per prendere il calciatore”.

La partita di ieri può aver spostato gli equilibri del mercato, visto il secondo posto della Roma?
“Beh sicuramente sì, la Roma però ha problemi di bilancio passati, nel senso che deve coprire dei debiti che ha nei confronti di club anche per l’anno scorso, con dei prestiti, con i diritti di riscatto che dovrà esercitare. Non sarà semplicissimo, ma può essere una di quelle situazioni in cui la Roma può essere agevolata”.

Riguardo Kessie, sarà rossonero o giallorosso?
“Da quello che leggo è più rossonero, evidentemente perché il suo procuratore ha più vantaggi con il Milan che con la Roma. Non credo valga 30 milioni di euro, a me piace, ma non penso che possa valere ancora quella cifra”.

Ieri è uscita un’indiscrezione riguardo Dzeko, che ne pensi?
“Di questo non so, il calciomercato però vive anche di sogni, di “si è detto”, “si parla”, ecc… Sicuramente anche il Milan ha una situazione debitoria considerevole e Dzeko in questo momento potrebbe essere venduto solo con un ritorno economico estremamente vantaggioso. Mi sembra difficile, ma tutto può succedere”.

Su Monchi                                                                                                                         “Lo conosco dai tempi in cui portammo Adriano al Barcellona. So quanto sia bravo e capace nel reperire giocatori a costi esigui per poi farli rivenderli a prezzi maggiori. E’ stata sicuramente una mossa giusta, è uno di quelli che sa fare il suo lavoro. Sa costituire il puzzle necessario per fare una squadra vera. Lo dimostra che il Siviglia abbia vinto più volte l’Europa League. E’ un club di media caratura, pensate che una volta era più famoso il Betis”.

Come cambia l’ottica rispetto a Sabatini?
“Monchi rispetto a Sabatini forse è più un direttore sportivo di vecchio stampo. Non sa fare solo mercato, sa mettere insieme una squadra, è vicino alla squadra, è uno che riesce ad avere buoni rapporti con i giocatori e l’allenatore. E’ uno che ha lo sguardo aperto a 360 gradi”.


Nel caso in cui Kessie vada al Milan, pensi la Roma possa buttarsi su uno dei tanti talenti di quest’anno dell’Atalanta, un Conti, o Papu Gomez?
                                “Parto da una premessa: per me Gasperini tatticamente penso sia il miglior allenatore italiano, dimostrandolo con Atalanta e Genoa. Può cambiare tattica più volte in una partita. Gasperini ho la sicurezza che sia stato sicuramente avvicinato dalla Roma. Quindi se lui ha deciso di rimanere a Bergamo è perché ha avuto garanzie e cioè di non smantellare la strada. Nelle giovanili dell’Atalanta ci sono altri giocatori di cui sentiremo parlare. Gomez non lo avevo mai visto così. Giocatore cambiato ed in doppia cifra”.

Forse rassicurazioni che non ha avuto Spalletti o che non bastano per farlo restare a Roma?
“A volte non riesco a capire la comunicazione di Spalletti. Secondo me è già da diversi mesi che lui ha nelle sue dichiarazioni ha fatto pensare di volere andar via. Io non so se voglia andar via, però è quello che lui ha comunicato. La Roma però perderebbe un tecnico importante. Non sarebbe facile colmare questo vuoto. Per il post-Spalletti? Parto dal presupposto che in Italia ci sono i migliori allenatori. Lo stesso Zidane è così allenatore perchè è stato tanti anni in Italia. L’allenatore italiano tatticamente ha poco da imparare da altri al mondo” .

Sul prossimo allenatore giallorosso
“Cercherei un allenatore italiano, se fossi nella Roma. Per esempio Luis Enrique, che a Roma è stato massacrato, ha dimostrato di essere un buon allenatore. Un Montella o un Di Francesco sono allenatori che meritano questi palcoscenici. Di Francesco è pronto, non conta l’età ma la bravura. E ha fatto anche gavetta e come se l’ha fatta. Meglio lui di un Pochettino, un Emery o questi qui. Sarri non si muove da Napoli. E’ stato vicino alla Roma qualche tempo, c’erano stati colloqui ravvicinati tra lui e Sabatini. Non è un carattere facile ma le sue squadre giocano un gran calcio, con i suoi giocatori però ha un gran rapporto”.

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