Bonfrisco a RN Web Radio: “Il gol di Fazio? Nel dubbio giusto convalidarlo. Il VAR ha dato certezza nei risultati”

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BONFRISCO RN WEB RADIO – Quella di Roma-Cagliari è stata senza dubbio la partita del VAR. La nuova tecnologia di moviola in campo è stata chiamata in causa due volte, sia con il rigore concesso per il contatto tra Cragno e Dzeko, sia per il gol nel finale da Fazio che secondo i sardi era viziato da un fallo di mano. A tal proposito, ai microfoni di Romanews Web Radio è intervenuto l’ex arbitro Angelo Bonfrisco, per provare a dare una spiegazione ai due episodi:

ROMA CAGLIARI – “Per quanto riguarda il rigore devo dire che l’arbitro dal campo ha avuto l’impressione della simulazione, perché parte subito con il giallo a Dzeko. Il VAR aiuta queste situazioni, in cui è vero che Dzeko cerca il contatto, ma il portiere in quella tipologia di intervento se non prende la palla è quasi condannato a fare calcio di rigore. Il tocco c’è, chi è al video vede il particolare che non si vede a velocità normale e quindi va a verificare correggendo la sua situazione. E’ corretto anche annullare l’ammonizione al centravanti, perché o è rigore o simulazione. E’ il nuovo panorama che prevede il VAR, tornare sulle decisioni con umiltà, perché ciò che si vede con la tecnologia spesso non si vede con l’occhio umano. Il gol è difficile, il tocco pancia braccio mi sembra ci sia. Qui scatta il dubbio, la qualità della immagini non è eccezionale e l’arbitro ed il VAR nel dubbio concedono il gol, questa è la regola. La mia impressione è che il tocco col braccio ci sia, sono quelle situazioni un po’ a limite che fanno recriminare chi subisce il gol e ci sarebbe stata comunque anche se si fosse deciso il contrario, perché non è chiarissimo”.

L’UTILIZZO DEL VAR – Non dimentichiamo che stiamo parlando di sperimentazione, i ritocchi andranno fatti e non è detto che non si entri in un discorso di rendere partecipe anche il pubblico. L’uomo ed anche il VAR hanno i suoi limiti nel giudicare l’immagine. Io ancora non ho capito se chi è al VAR ha immagini particolari e diverse da quelle che vediamo noi in TV e la prontezza con cui vengono sottoposte a controllo. Evidentemente l’immagine non è mai l’esatta riproduzione di ciò che si vede dal campo, sono due mondi diversi. Si dovrà migliorare questo aspetto per dare più certezze. Il fallo di mano non è così chiaro dalle immagini televisive e quindi non si ha sicurezza, allora dico: se anche con la tecnologia riusciamo a certificare il risultato di una gara, allora dei limiti ancora li abbiamo. Noi siamo abituati alle polemiche, lo abbiamo un po’ nella mentalità, ma i numeri dicono altro: sono diminuite le espulsioni ed ammonizioni per protesta, aumentati i rigori che evidentemente senza VAR non venivano fischiati, è un dato oggettivo che va nella posizione opposta alle tante critiche. Quando ci sono cambiamenti repentini dopo che per 30 anni si è parlato tanto ma non si è mai fatto niente non è mai facile. Abbiamo fatto grandi salti in avanti con la Goal Line e il VAR, ma sicuramente serve tempo per abituarsi”.

BILANCIO VAR –Finora è promosso, lo dicono i numeri e gli interventi fatti che sono assolutamente positivi. Tante situazioni risolte, ma ci sono ancora tante polemiche perché non c’è ancora piena accettazione del mezzo tecnologico e manca un po’ di rifinitura su alcune situazioni che vanno migliorate. Il VAR in generale ha dato più certezza nei risultati, quest’anno è vero che c’è più equilibrio, ma questo lo attribuirei più alla casualità che nel calcio esiste ancora per fortuna”.

Demenica-Tagliaboschi

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