ANALISI TATTICA – Tre punti senza difficoltà o patemi nonostante una certa idiosincrasia alle gare esterne, e giornata interlocutoria per i giallorossi che devono attendere tempi migliori per provare a dare una svolta importante alla propria stagione; con una gara dai ritmi quasi mai adeguati, in brevi tratti anche stagnante e noiosa,ma dai rischi praticamente nulli o quasi, Spalletti prosegue il cammino di campionato secondo le indicazioni ormai consolidate, con il rientro di Salah dopo la patente in Coppa d’Africa.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Dal 3-4-2-1 della Roma, al fin qui inedito 5-3-2 del Crotone, la gara ha un inizio soporifero, con i calabresi che vorrebbero aggredire alti, ma la Roma muove molto bene dietro alle linee, nonostante la ricerca di densità in mezzo al campo, soprattutto con Strootman, che relega Paredes al palleggio dalle retrovie; ma la gara non prende mai quota, e se non è Strootman con le sue incursioni a provocare disturbo alla fase difensiva calabrese, o qualche ripartenza dei locali più velleitaria che altro, le emozioni latitano. Sul rigore fallito da Dzeko, il cui linguaggio del corpo (appare scarico e attende troppo dopo il fischio) negli istanti che precedono il fischio denota un inadeguato atteggiamento, la Roma ristagna nella manovra, nel movimento senza palla, e negli sbocchi offensivi, dove fatica ad uscire sugli esterni sempre poco sollecitati. I giallorossi appaiono pigri e prevedibili, e nonostante non vi siano rischi evidenti, diventa ben presto chiaro come serva una giocata di temperamento per trovare il momento decisivo, perché Dzeko appare sgonfio, con Salah isolato e raddoppiato sulla corsia di destra, con Peres che sbaglia sistematicamente le letture offensive; e non può essere che Nainggolan a sbloccare e indirizzare la gara al momento giusto.
RIPRESA PERENTORIA – L’intervallo consegna alla ripresa una Roma finalmente all altezza del compito, con i ritmi che si alzano, una pressione alta, un baricentro altrettanto alto, e il numero dei tocchi in fase di palleggio che si abbassa e i giallorossi diventano ben presto padroni del campo; il Crotone, nel tentativo di riprendere campo e gara, si allunga irrimediabilmente, lasciando la possibilità ai giallorossi di ripartire meglio, e accelerare dalla parte di Salah che gioca però male alcuni 1 contro 1 che avrebbero potuto creare i presupposti per il gol della sicurezza; il vantaggio minimo spinge Nicola ad inserire una punta (Trotta)che supporti centralmente Falcinelli,passando ad una sorta di 4-2-4; ma un azione, in manovra aggirante,permette a Paredes di pescare sull’esterno Salah che confeziona l’assist per Dzeko, che chiude la gara; il finale di gara, con l’ingresso di De Rossi, vede un 3-3(Paredes, De Rossi, Strootman)-2(Peres e Emerson sugli esterni)-1(Nainngolan)-1(Dzeko).
LA ROMA CON SALAH – La gara,in generale,non regala spunti tattici,se non che nel Crotone è Acosty a dare gli equilibri agli uomini di Nicola con il suo accompagnare l azione offensiva di Falcinelli e Tonev, salvo ripiegare sulla linea mediana appena persa palla per cercare la superiorità numerica e densità in mezzo al campo; di contro diventa così importante domandarsi se col rientro di Salah diventi indispensabile la presenza di Bruno Peres che esclude, di fatto, contemporaneamente,giocatori del calibro di El Shaarawy e Perotti, che possono portare più qualità, soluzioni e pericolosità offensiva alla manovra,che con la presenza del brasiliano scema in maniera esponenziale; così come la presenza di Salah tolga spazi alla velocità di Peres, obbligandolo a rallentamenti e successive letture per le quali dimostra troppo spesso interpretazioni istintive e poco efficaci; infine, una considerazione sulla prestazione di Dzeko, con l’unica nota positiva nel gol, ma per il resto molto simile in quella, fin qui, peggiore della stagione in quel di Torino: un caso che entrambe le gare siano state giocate alle 12.30?
Maurizio Rafaiani
  • Giov 2008

    Diciamoci la verità: Peres è una grande delusione. Per essere un brasiliano (osservare invece Emerson per esempio) ha una proprietà tecnica scarsa e alcuni cross sono inguardabili. Prepararsi per la prossima stagione a sostituirlo
    Mi è piaciuta la diagnosi e la descrizione del rigore di Dzecko. Nemmeno in serie D si vedono ste corbellerie.

  • Mikele

    Condivido. Dietro Salah ci può stare un centrocampista che all’occorrenza protegga la fascia sulle incursioni del terzino relativo; oppure un laterale capace di trovare le posizioni con intelligenza per non ostacolare i movimenti dell’egiziano, ma anzi con la capacità di supportarli, ripeto con intelligenza e mi sembra che l’attuale Perez sia del tutto deficitario in tal senso. Aridatece Flo!!!