ANALISI TATTICA – La Roma rimette il Napoli alle spalle, e prolunga di un altra settimana di attesa i festeggiamenti da parte della squadra che mai come nella gara di oggi prende ad esempio come atteggiamento di gara tattico e temperamentale; perché i giallorossi sono parsi, in serata, la fotocopia di quanto ha saputo esprimere la Juventus nel corso della stagione, una squadra di temperamento, determinazione, e fisicità a tutto campo, unita ad una lettura della gara che alterna ora una pressione ultraoffensiva con conseguente baricentro alto, ad un ripiegamento sottopalla susseguente di tutti gli effettivi, nel momento in cui l’avversario prende campo.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Allegri sceglie un centrocampo di sostanza, con due giocatori di corsa e peso che spalleggiano Pjanic in cabina di regia,in una sorta di 4-3-3 che vede Cuadrado e Mandzukic sugli esterni, con Higuain punta centrale che, come consuetudine, si porta fuori dai 25 metri, togliendo riferimenti ai centrali avversari, per poi buttarsi dentro all area con i consueti movimenti che sorprendono spesso i difensori; Asamoah e Lichsteiner muovono il minimo indispensabile sulle corsie esterne, mentre Bonucci e Benatia si occupano del primo palleggio formando un triangolo con Pjanic, che non sempre la Roma riesce ad andare a prendere; Spalletti perde Dzeko, ma recupera Nainggolan e lo posiziona sulla linea di Perotti in una sorta di 4-2-2-2 che lo scorso anno aveva contraddistinto il modulo con l argentino falso centravanti di manovra, con Paredes e De Rossi a palleggiare a turno dalle retrovie; la linea a 4 vede il rientro a sinistra di Emerson, e la catena esterna mancina è completata da El Shaarawy, mentre a destra Rudiger mette un freno alla fisicità di Mandzukic, lasciando Salah al duello altrettanto singolo con Asamoah.

PRIMO TEMPO IN EQUILIBRIO – Il primo tempo vive di supremazie alterne, con entrambe le squadre che (come descritto in premessa) assumono un atteggiamento in base alla lettura della gara che le porta ad alzare o abbassare il baricentro secondo i momenti, fotocopia una dell altra, con la Roma dove anche Salah partecipa al sottopalla; Nainggolan e Pjanic si attenzionano vicendevolmente, e quando il belga è costretto a uscire altissimo sul palleggio di Bonucci o Benatia, è De Rossi che scala in avanti su Pjanic, mentre Paredes e De Rossi non subiscono altrettante attenzioni nella propria metacampo ; il gioco ristagna molto,e i ritmi della gara raramente si alzano per periodi eccessivamente prolungati,con la Roma che a differenza della Juventus riesce a difendere e ripartire meglio su Salah ed El Shaarawy, mentre i bianconeri sono più bravi a creare difficoltà quando la Roma si difende, con Mandzukic che trova sempre la linea di passaggio dall esterno verso l’interno del campo, colpevolmente poco letta dai giallorossi, specie i due mediani, che lasciano troppo scoperto l’imbuto centrale, preoccupati di uscire su Lemina e Sturaro; Salah e Asamoah che si annullano sono l’emblema dell’equilibrio del primo tempo, dove la Roma ha il grandissimo merito di rimettere subito in carreggiata la gara, dopo avere subito in maniera banale il gol di Higuain, con Fazio che prima ignora il movimento ad allargare dell argentino, con Emerson che non prevede (pur vedendo tale movimento) che la palla possa arrivare, e Manolas che sulla sponda finale fa altrettanto sul movimento a rimorchio di Lemina.

NELLA RIPRESA LA ROMA ENTRA DEFINITIVAMENTE DENTRO AL CAMPO E SCAVA IL DIVARIO DECISIVO – Nel secondo tempo la Roma marca una supremazia territoriale evidente, entrando più dentro al campo con grande determinazione,con Salah che va in mezzo,e El Shaarawy e Perotti (che si allarga a destra) che combinano e cuciono il gioco più internamente, e scalando più alta trova spesso un recupero palla più avanzato, uscendo bene sui suoi esterni offensivi dopo la transizione; Salah col suo movimento più continuo riesce a non farsi marcare dai centrali, favorendo i movimenti ad entrare di Nainggolan dalle retrovie,e in 15 minuti il doppio vantaggio è servito; Allegri inserisce Dybala dietro Higuain, tornando al collaudato 4-2-3-1, Spalletti risponde togliendo Perotti (progressivamente uscito dalla gara) per Grenier che si aggiunge in mezzo al campo; Salah torna a destra e Nainggolan nuovamente ad uscire sul primo palleggio bianconero, Paredes e De Rossi vanno a chiudere sui fraseggi e le percussioni del fantasista argentino, con Rudiger che riesce a prendere le misure ai movimenti di Mandzukic, e Higuain che finisce per trovare meno spazi,nonostante suoni il canto del cigno con un ultima occasionissima negata da un Scszesny monumentale ; Allegri alza la qualità del suo centrocampo con Marchisio, e Spalletti serra ulteriormente le fila, con Juan Jesus che rileva lo stanco Nainggolan, con Emerson che sale alto a sinistra ed El Shaarawy che va a destra ; il finale di gara è un assalto confuso dei bianconeri, che non trovano più sbocchi e pericolosità nei fraseggi davanti alla linea difensiva avversaria, ne nelle combinazioni esterne, ne dai traccianti di Dani Alves da destra.

Maurizio Rafaiani
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1 COMMENTO

  1. Di tutto sto pistolotto mi restano impressi termini come “baricentro” e “sottopalla”, termini che ormai non possono più’ mancare in un’analisi tecnica televisiva e giornalistica. Una volta gli articoli sul calcio erano più semplici, ma molto più genuini.

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