Analisi tattica. Una Lazio attendista specula sulla poco incisiva Roma

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ROMA-LAZIO, L’ANALISI TATTICA – Anche la Coppa Italia svanisce e, nonostante la vittoria nel derby, che rimane, la Roma entra nell’ultima parte di stagione con un fardello pesantissimo, sotto l’aspetto del morale, che dovrà pesare il meno possibile affinché quanto meno il secondo posto in campionato possa riuscire ad essere mantenuto.

MODULI E SVILUPPI – La Lazio se la gioca esattamente come all’andata, con un 3-5-2 molto ermetico ed attendista, compatto nella fascia centrale del campo dove i 3 centrali difensivi e i 3 centrocampisti fanno copertura reciproca, e ripartenza sulla profondità dei veloci attaccanti; Spalletti abbandona il 3-4-2-1 per un 4-2-3-1 che consente di avere in campo vicino a Dzeko e Salah un altro attaccante, oltre all’equilibratore Nainggolan; dietro sta fuori Fazio, la cui velocità inferiore rispetto agli attaccanti laziali aveva scavato un gap decisivo nella gara di andata, e la Roma disegna sul campo un 4-2-3-1 che diventa un 4-3-3 in fase difensiva, con il belga equilibratore, perché i giallorossi lasciano i 3 attaccanti davanti per obbligare a tenere bassi gli esterni difensivi avversari (Basta e Lukaku); in mezzo al campo il primo palleggio di Biglia viene sorvegliato da Nainggolan, mentre sono le 2 punte della Lazio a fare altrettanto nella metà campo opposta, con quella più vicina, che guarda Paredes.

LA LAZIO ATTENDE E SPECULA – Il possesso palla e la gara sono ben presto in mano della Roma, che però palleggia più di quantità che di qualità, con pazienza e senza forzare le giocate; Inzaghi fa, come detto, la gara dell’andata, di attesa, ma appena possono i biancocelesti alzano il baricentro per evitare di farsi schiacciare e concedere il forcing alla Roma, che nonostante occupi costantemente la metà campo avversaria, trova non poche difficoltà nel trovare spazi dietro alle linee; c’è esigenza di allargare il campo, ma non sempre Salah ed El Shaarawy riescono a stare larghi, e tagliare dietro ai 2 esterni Basta e Lukaku,e alla Lazio è sufficiente tenere i 3 centrocampisti che chiudono la palla centrale dietro le linee per soffocare i rifornimenti per Dzeko. Il bosniaco non sempre riesce ad allungare la linea difensiva avversaria per creare spazio alle sue spalle agevolando il movimento di Nainggolan, con il belga che in fase di possesso dovrebbe stargli più vicino evitando di girare per il campo a cercare spazi, e lasciando quindi a palleggiare dietro Paredes. Poi nella parte centrale del primo tempo Nainggolan comincia a trovare spazi dietro alle linee, perché Rudiger e Emerson cominciano a salire, obbligando gli esterni avversari a rimanere larghi e le mezze ali a dovere scivolare qualche metro per mantenere equilibri in zona palla, ma il possessore di palla giallorosso raramente ha il coraggio di forzare il passaggio. A quel punto diventano fondamentali i duelli individuali, specie degli esterni, ma El Shaarawy e Salah giocano un primo tempo (nel complesso) poco incisivo, con poca determinazione nel puntare nell’uno contro uno l’avversario, tendendo invece a scaricare sempre palla, e sbagliando le rifiniture in maniera sistematica. Nonostante le criticità presenti nel primo tempo,con gli esterni che non determinano, la Roma attraverso una riconquista palla molto alta non consente alla Lazio di ripartire; se non che è in una delle poche azioni di alleggerimento che gli uomini di Inzaghi trovano il gol, che obbliga a quel punto i giallorossi a segnarne 4. Il primo tempo, concluso sull’1-1, finisce con la costante della stagione della Roma, che nelle 3 gare decisive di ritorno delle coppe (Champions, Uefa, Italia), dopo avere compromesso molto nella gara di andata, obbligandosi a una rimonta al ritorno, comincia sempre andando in svantaggio proprio la gara in cui diventa importante non subire gol, complicando ulteriormente la rimonta stessa. PortoLioneLazio, 6 gare tutte uguali sia nell’andamento della gara di andata che di quella di ritorno.

SECONDO TEMPO – Spalletti nell’intervallo sceglie Bruno Peres per dare spinta ancora più costante dalle retrovie, mantenendo la velocità nei due centrali difensivi che in campo aperto con Immobile e Anderson possono reggere il confronto, ma continua a latitare il fondamentale che risolve la gara: l’uno contro uno e la superiorità numerica contro una squadra compatta che si difende negli ultimi 30 metri. Soltanto a 20 minuti dalla fine Perotti fa il suo ingresso in campo, ma ad uscire non è Salah (che fino a quel momento ha sbagliato ogni scelta di passaggio e rifinitura) ma un più brillante El Shaarawy. Il secondo gol della Lazio, con una interpretazione e lettura della situazione da parte della linea difensiva dei giallorossi errata e approssimativa, mette al sicuro la qualificazione per gli uomini di Inzaghi; nonostante nel finale il risultato venga ribaltato più di una considerazione sorge spontanea, riguardo una gara dove ogni giocatore della Roma andato al tiro lo abbia fatto senza convinzione, con Dzeko svuotato di energia, con la gara di Salah che è beffarda, perché segna due gol a porta vuota e sbaglia tutti i palloni che gioca (tutti), in 90 minuti, con gli ingressi di Perotti e Totti sicuramente tardivi nella tempistica il primo, e un inutile passerella finale per il secondo.

Maurizio Rafaiani

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6 Commenti

  1. Credo che anche questa partita segnala un momento di crescita della squadra . Anche se la remuntada non c’è stata ho visto una squadra viva che ha dato tutto . Come contro il Lione è chiaro che sono sempre tante le componenti che danno la vittoria tra queste è da annoverare anche la fortuna.

    • Contro il Lione si poteva parlare di sfortuna perché ci sono stati tanti occasioni nitide, tante palle gol e pure un arbitro non favorevole.
      Questa volta veramente, non parlerei di fortuna/sfortuna ma di due partite nelle quali la Lazio è stata superiore a noi quasi sempre, sia a livello tattico che collettivo.
      Questa sconfitta è anche di Spalletti. O questa vittoria di Inzaghi. A scelta!

      Comunque quest’anno abbiamo quasi sempre vinto le partite normali e quasi sempre perso quelle importanti.
      Veramente fino a fine febbraio sembrava una bella stagione. Ora quasi un disastro!
      Comunque Daje Roma.
      Noi saremo ancora lì l’anno prossimo.

    • Non sono d’accordo purtroppo. Per tanti motivi, ma uno su tutti: l’approccio al secondo tempo. Stai giocando contro la lazio, ci posso stare a uscire (anche se mi rode in maniera assurda) pero’ devi lottare. Io mi aspettavo un inizio di secondo tempo con la rabbia (agonistica naturalmente), il voler dimostrare che comunque sei piu’ forte. Poi magari non passi, ma almeno ci provi.

      Invece sono entrati in campo totalmente svogliati e svuotati. Nei primi quindici minuti del secondo tempo siamo riusciti a prendere almeno tre/quattro ripartenze a campo aperto tre contro tre! Assurdo. Incomprensibile. Se la lazie fosse stata una squadra seria, dopo il due a uno avrebbe potuto farne altri due…fortunatamente sono una squadretta e ci hanno permesso di (almeno) vincere la partita.
      Infine, gli episodi e la fortuna contano in partite con squadre del tuo stesso valore. Contro squadre nettamente inferiori conta solo la mentalita’ e la cattiveria (sempre agonistica)…che a noi manca…ed e’ sempre mancata…

      Forza Roma sempre e comunque!

    • Ma quale crescita se quella confusione si chiama essere vivi meglio morti con una difesa supportata dal centro campo e una punta che non ha bisogno di 12 palle gol per metterne una!!!

    • Avresti anche ragione,ma per me alla fine il limite e’ sempre quello,questa squadra da sempre tutto,ma sempre quando deve cercare di fare l’impresa,vedi col porto,vedi col lione,vedi con la lazio…noi diamo sempre tutto ma i trofei li alzano sempre gli altri,io vedo sempre gli stessi difetti …io vedo sempre gli stessi risultati,quando le partite contano non vinciamo mai,mai una rimonta che va a buon fine,la passione per questa squadra e’ pari alla frustrazione,vanno di pari passo

  2. L’hai spiegata meglio.
    E quindi rimane la sconfitta di Spalletti nella sua partita contro S. Inzaghi…
    Come quella avvenuta contro Genesio del Lione, scarso allenatore fra l’altro.

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