PALERMO – ROMA, L’ANALISI TATTICA – Ritorno alla vittoria e boccata d’ossigeno per la Roma, che liquida un Palermo volenteroso ma niente più, che davanti ai valori in campo deve lasciare inesorabilmente il passo senza recriminazioni di sorta, se non nella decisione iniziale in occasione del gol annullato a Nestorovsky, che non avrebbe comunque cambiato l inerzia di una gara che è stata quasi sempre a favore dei giallorossi.

MODULI E SVILUPPI – Spalletti attinge inevitabilmente, e quanto mai opportunamente, dalle forze in panchina, disegnando sul campo il consueto 3-4-2-1, che in base alla posizione di Nainggolan che funge da trequartista, vede Salah e El Shaarawy dividersi il fronte dell attacco, con un’inedita mediana composta da Grenier (prova di spessore) e Paredes, due palleggiatori che alzano la qualità della squadra, ma che non fanno mancare anche la giusta quantità, con le frecce Bruno Peres e il rientrante Mario Rui sulle corsie esterne; i rosanero infoltiscono il centrocampo con un 4-5-1 dove Gazzi giostra davanti alla difesa e 4 centrocampisti dinamici cercano di buttarsi negli spazi che libera Nestorovsky.

ROMA PADRONA DEL CAMPO – La gara, che rappresenta per entrambe un momento importante della propria stagione, vede le squadre mettere in campo i propri valori che ben presto delineano un divario non indifferente tra le due squadre; non ci sono marcature particolarmente rilevanti a livello tattico,e la Roma può prendere in mano da subito la gara, con un palleggio veloce e di qualità sia in ampiezza che dietro le linee,corta sul campo e ben equilibrata; i giallorossi non soffrono il timido pressing avversario, uscendo bene e guadagnando sempre almeno un tempo di gioco una volta superate le linee di pressing, con Juan Jesus che entra molto bene dentro al campo creando superiorità numerica e agevolando ulteriormente il palleggio; in mancanza di Dzeko (che rifiata in panchina) il peso dell attacco poggia sulla velocità di Salah, che va accompagnato nella sua azione offensiva,per evitare di lasciarlo da solo contro i 2 centrali difensivi che possono, altrimenti, lavorare sulle coperture ed essere sempre in 2 contro di lui; El Shaarawy adempie puntualmente a tale disposizione consentendo, oltre a fare trovare il vantaggio alla squadra, a un azione offensiva continua, sopperendo a qualche titubanza di
Mario Rui che non riesce subito a disciplinarsi tatticamente, limitandosi solo a traccianti dalla corsia laterale, di qualità ma che non possono trovare un terminale all interno dell area che di fatto non esiste; il Palermo corre molto a vuoto, la rifinitura è spesso pronta, e i due mediani accompagnano bene appoggiandosi agli attaccanti per poi andare a giocare dietro alle linee; dopo 30 minuti importanti, dove può arrivare qualche gol in più, la Roma diventa un po’ pigra ,e comincia ad alzare la palla da dietro. Il primo tempo finisce con una certa confusione nel leggere la fase di possesso,e un indizio in fase difensiva su cui interrogarsi.

RIPRESA INTERLOCUTORIA NELLA FASE INIZIALE – Al rientro in campo per la ripresa, Lopez passa a 3 dietro, per non regalare un uomo in mezzo al campo alla Roma,che gioca con due soli attaccanti, e inserisce la qualità di Diamanti (3-5-1-1) per rianimare la fase offensiva rosanero,ottenendo l effetto voluto,soprattutto nell intraprendenza degli esterni difensivi che vanno molto a giocare (Aleesami) nello spazio tra Peres e Rudiger; la Roma comincia ad uscire sporco, come ogni tanto gli succede, e non palleggia con continuità, e quando la gara comincia a prendere una piega non voluta Spalletti inserisce Dzeko (esce Grenier) per rialzare il baricentro, con Nainggolan che va in mezzo, per un 3-4-3 che risistema l inerzia della gara, con il bosniaco che firma la rete stagionale(in campionato) numero 20.

SI CHIUDE LA GARA CON I CAMBI – Con Strootman, in luogo di El Shaarawy, la Roma infittisce ulteriormente il centrocampo,passando al 3-5-1-1 (o 3-5-2), mentre Lopez manda Diamanti dietro a Lofaso e Nestorovsky; senza sussulti, la gara scorre verso una scelta conservativa, con Salah opportunamente sostituito per rifiatare, passando ad un 5-4-1,con i 4 centrocampisti giallorossi (il neo entrato De Rossi, Paredes, Strootman, Nainggolan) a dividersi il campo,e con Mario Rui e Bruno Peres che devono, ora, alzarsi bene per non lasciare Dzeko da solo; la Roma fa possesso giocandosi palla addosso, senza accelerare o forzare la giocata in profondità e raggiunge il traguardo del 90′ legittimando il risultato proprio con Peres che accompagna con un timing perfetto l azione che chiude la contesa; in una gara dagli scarni contenuti tattici, e dall’avversario oggettivamente inferiore, i giallorossi hanno trovato modo di amministrare le energie per la gara di ritorno di giovedì, e l opportunità di trovare più di una risorsa alla interno della rosa, per questi 2 mesi finali che diranno molto del suo futuro.

Maurizio Rafaiani

  • Giov 2008

    Ma come si fa a redigere un articolo di analisi tattica riguardo una partita Palermo – Roma, in cui la Roma ha giocato in maniera normale mentre il Palermo ha dimostrato che come squadra e anche per quanto riguarda i singoli calciatori è una squadra di cui ci si meraviglia che possa giocare in serie A? Vista l’assoluta inconsistenza e la continua difficoltà di gioco con giocatori che non sono all’altezza di giocare nella massima serie italiana.