BOLOGNA – ROMA, L’ANALISI TATTICA –  Continua la sua corsa per il secondo posto la Roma di Spalletti, in attesa di capire se la Juventus potrà rallentare, con un perentorio 3 a 0 su un Bologna dalla bassa qualità di gioco in mezzo al campo, e dalla pericolosità offensiva limitata, che nei 90 minuti vedono i giallorosse disporre dell avversario sotto l aspetto del possesso palla,con rischi limitati e sporadici.
MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Spalletti dopo mesi di titubanze svolta definitivamente per un 4-3-3 molto logico e pratico, che consente di avere in campo 3 attaccanti puri e guadagnare un centrocampista in più in mezzo, con alcune catene importanti e ben definite sul rettangolo di gioco,con El Shaarawy e Nainggolan sul centro sinistra, con Juan Jesus bloccato sulla linea difensiva, e Strootman che copre Salah sul centro destra, con Rudiger che accompagna il minimo indispensabile l’azione di possesso dando l appoggio in ampiezza; De Rossi opera davanti alla difesa dando ordine e ricevendo scarse attenzioni dagli avversari in fase di palleggio, con Destro che si limita a schermare qualche linea di passaggio; Il Bologna conferma un 4-3-2-1 con Verdi attaccante di centro destra e Krejci di centrosinistra, che vanno a giocare coi movimenti dentro al campo verso Destro, mentre in mezzo Pulgar prova a dettare i tempi, con Nagy e Dzemaili che vanno a chiudere centralmente.
LA QUALITÀ DELLA ROMA METTE IN DISCESA LA GARA – Come evidenziato altre volte, il Bologna fa parte del cuscinetto di squadre che poco o nulla hanno da chiedere alla classifica, e diventa cosi fondamentale incanalare da subito la gara in modo tale da evitare il ritorno dell avversario; De Rossi stringe gli spazi e le linee di passaggio con cui Verdi cerca di venire al fraseggio con Destro,con Jesus che stringe sui suoi movimenti ad entrare, e Krejici sulla corsia opposta che gioca più sull 1 contro 1 con Rudiger; Dzemaili con i suoi movimenti senza palla dalle retrovie non trova spazi particolari,così come non gli viene concessa la conclusione dalla distanza, per cui la linea difensiva giallorossa fatica poco a mantenere gli equilibri e a rischiare poco o nulla; il gol che sblocca la gara arriva a metà primo tempo, su calcio d’angolo, mentre il raddoppio di Salah vede la squadra lavorare benissimo nel corridoio centrale verso la porta,con il passaggio perfetto di Strootman per Dzeko che rifornisce di giustezza alle spalle delle linea difensiva per l egiziano ; la combinazione tra i giocatori è agevolata dal fatto che i giocatori sono orientati bene col corpo,e con 3 tocchi di prima il doppio vantaggio è servito; il Bologna ha una qualità veramente bassa, e i giallorossi dopo qualche palla di troppo persa in palleggio, approfittano per sviluppare quei triangoli di gioco che il modulo 4-3-3 disegna in campo,  con la palla che seppur non veloce viene mossa con qualità; con il nuovo 4-3-3 la Roma del primo tempo trova anche una fluidità naturale al suo palleggio dalle retrovie,e ludendo  il tentativo iniziale di pressing dei rossoblu, mandandoli a vuoto.
RIPRESA DISTRATTA INIZIALMENTE, MA BEN PRESTO CHIUSA – Il rientro in campo della Roma è un po’ troppo svagato, un vecchio errore che ogni tanto riaffiora, e prima Dzemaili colpisce, completamente ignorato nel suo movimento ad entrare dentro all area, mancando il bersaglio grosso,e successivamente è Di Francesco a colpire un palo clamoroso; scampato il pericolo, la Roma riesce a riprendere il controllo della gara abbassando i ritmi attraverso un palleggio e un possesso palla conservativo, sempre pronta a compattarsi dietro e a ripartire sulla velocità di Salah; Perotti rileva El Shaarawy nella posizione e nei compiti, e Donadoni dopo un ora di gioco toglie Nagy e ricorre a Petkovic (che va ad affiancare Destro centralmente) e a un 4-2-4 che spezza in due tronconi la squadra, con Pulgar e Dzemaili a correre a vuoto in mezzo al campo; a quel punto è solo questione di minuti per arrivare all epilogo della gara, perché le ripartenze in campo aperto della Roma sono sempre pronte, e quando Salah decide di rifiatare sulla linea dei centrocampisti, trova modo di usufruire di un recupero palla e innescare la ripartenza che chiude la gara.
Maurizio Rafaiani
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