Alisson e Strakosha: moine da pretattica

0

ROMA-LAZIO, IL FACCIA A FACCIA – Settimana indecorosa per tutto il calcio italiano ma ora ci si può distrarre, perlomeno a Roma, perlomeno per 90 minuti. 13esima giornata di Serie A, Stadio Olimpico, ore 18:00: il derby della Capitale punta i riflettori su sé stesso. Di Francesco e Inzaghi giungono all’appuntamento con un solo punto di distacco in classifica e l’obiettivo di non perdere il treno delle prime della classe. Due stili di gioco diversi a confronto ma allo stesso modo redditizi. Roma-Lazio non è solo una sfida consaguinea fra chi è cresciuto insieme ma vive separato per necessità, è anche qualcosa che può trovare ragion d’essere fuori dal campo.

ALISSON – 7 clean sheets e l’83% di tiri parati, 15 partite disputate su 15 e appena 7 gol subiti in campionato: il portiere brasiliano maturato all’ombra di Szczesny non solo non sta facendo rimpiangere il suo predecessore, ma lo ha completamente scalzato dai ricordi del tifo giallorosso. Per Alisson, quello di domani non sarà il primo derby in carriera, ha già avuto modo di assaporarne il clima lo scorso anno, nel doppio confronto in Coppa Italia perso malamente da Spalletti. Ora però punta al riscatto, anche se è consapevole della forza del suo diretto rivale, elogiato apertamente in un’intervista a Sky un paio di giorni fa: “Strakosha è giovane come me, è un gran portiere. È bravo tra i pali e gioca bene con i piedi”. Senza pena di smentite, la Roma ha trovato un gran professionista ma soprattutto un grande uomo. Adeguamento di contratto in vista?

STRAKOSHA – In realtà, il primo passo verso un attestato di stima reciproca lo ha fatto proprio lui, quando poco tempo fa, sotto una foto social di Alisson in tuffo con la maglia brasiliana, commentò con una battuta: “Alisson Airlines“, e un paio di emoticon raffiguranti un aereo. Pretattica? Poco importa, sicuramente questo è un approccio desueto al derby più sentito d’Italia, e può far bene. Strakosha è figlio d’arte, suo padre è Fotaq, leggenda del calcio albanese. Nel 2013 divenne il terzo portiere della Lazio, non giocò mai, così la società decise di girarlo in prestito alla Salernitana: anche lì non convinse, ed ecco il ritorno a Formello. Potere e stranezza del calcio, ora il portiere albanese è titolare inamovibile dei biancocelesti e punta ad imporsi in Nazionale.

Paolo Sparla

 

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here