EDITORIALE – La Roma passa il turno di Europa League e si qualifica per gli ottavi di finale della competizione. Il passaggio del turno, quasi scontato dopo lo 0-4 esterno dell’andata, sembrava impossibile da mancare e così è stato. Ma il match di ritorno lascia un po’ d’amaro in bocca, per come è maturato più che per il risultato finale della gara (0-1). Spalletti in conferenza stampa aveva avvisato, in campo va chi ha giocato meno ma concentrazione e voglia di vincere vanno spinte in alto: “Altrimenti rimango deluso“, aveva detto il toscano. Vista la prova dei suoi, un po’ sarà così. Soprattutto nel primo tempo, pur se pesantemente rimaneggiata la Roma non ha fatto la Roma e si è consegnata agli avversari forte dei quattro gol di vantaggio ben riposti in cascina, senza mai accendere la luce, in nessuna zona del campo. Tralasciando il risultato, è l’aspetto mentale che andava coltivato al meglio, ma così non è stato. Insomma, bisognava dimostrare di più, soprattutto da parte di chi il campo finora l’ha visto poco.

CHI SALE E CHI SCENDE – Nella ripresa qualche aggiustamento tattico ha rivitalizzato in particolar modo Perotti e con lui l’intero reparto offensivo, ma il registro non è si è smosso poi di molto. L’unica nota di merito va ad Alisson, migliore in campo e autore di una manciata di interventi da portiere di livello, quale sta dimostrando di poter essere. Una tirata d’orecchi a Vermaelen, troppo molle sul gol concesso a Borré, quasi intimidito dal pressing – non irresistibile – del giovane attaccante, come se il veterano fosse stato il colombiano con la maglia gialla e non l’ex Barcellona che vesta la casacca della Roma. Il passaggio a vuoto poteva e forse doveva essere evitato alla vigilia di un trittico da cardiopalma (Inter, Lazio e Napoli), ma alla fine la consolazione è una: quasi tutti i titolari hanno riposato, pronti a tornare a dare battaglia a partire già da domenica contro l’Inter.

Gian Marco Torre

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1 COMMENTO

  1. Prestazione pietosa che spiega bene perché la Roma non può vincere nulla. Mancano 3/4 giocatori di livello, rincalzi inadeguati. Zero capacità di interpretare la partita dopo il 4 a 0 dell’andata, zero capacità di rispondere all’aggressività altrui (capita spesso).

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